Fabio Altitonante

I miei primi 6 mesi in Consiglio Regionale

gervasoniIl consigliere comunale degli Indipendenti Vincenzo Gervasoni mi ha spedito una lettera, tramite Segrate Oggi, nella quale, in sostanza, chiede conto della mia attività in Consiglio Regionale.

Sono lieto che Gervasoni mi abbia scritto. Da quando, sei mesi fa, sono stato eletto in Consiglio Regionale ho detto più volte alla maggioranza che amministra Segrate (Sindaco, assessori, consiglieri) di considerarmi una risorsa e di contare senz’altro su di me per qualsiasi argomento per il quale la nostra città trovasse la regione come interlocutore; questa è la prima richiesta di confronto che mi arriva e la accolgo con favore anche se non entra direttamente nel merito degli argomenti “regionali” che riguardano Segrate (ne cito alcuni: Brebremi, amianto, stazione…).

Poi, nel merito della sua lettera, alcune precisazioni.

La prima: come chiunque può vedere andando sul sito del Consiglio Regionale lombardo e scegliendo nell’elenco dei consiglieri il mio nome, nei primi sei mesi della mia esperienza regionale sono stato firmatario non solo di dodici interrogazioni, sei interrogazioni a risposta immediata, undici mozioni e tredici ordini del giorno, ma anche di cinque Proposte di Legge. Per fare un esempio, Fabio Altitonante, consigliere regionale PDL/Forza Italia e fino a pochi mesi fa assessore all’urbanistica alla Provincia di Milano, ne ha firmate quattro. Sia ben chiaro, non è una gara, tutt’altro. Devo dare atto che in Regione la maggioranza è abbastanza aperta al dialogo e al confronto ed è disponibile, attraverso il lavoro preparatorio delle leggi che avviene in commissione, ad arrivare a testi condivisi. Il risultato è che non poche leggi hanno avuto il sostegno anche della minoranza, tutta o in parte, espresso attraverso un voto a favore o un’astensione motivata.

La seconda: anche il mio impegno di consigliere comunale ha cercato di essere costruttivo. Tra le proposte sulle quali mi sono impegnato, ne cito alcune: la parità dei generi nelle cariche elettive, la trasparenza delle situazioni economiche dei “politici”, la trasmissione in diretta via Rete delle sedute del Consiglio Comunale. Cito queste tre perché, nonostante la ferma contrarietà sua e della sua maggioranza, alla lunga i risultati ci sono stati, vuoi per forza di legge (la trasparenza economica) vuoi per un improvviso recente “scricchiolio” della maggioranza (la diretta del Consiglio, votata ma ancora non realizzata).

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