futuro

Il fresco profumo di libertà

…la bellezza del fresco profumo di libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, della indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.

Cosa significa per me fare politica? Significa guardare la mattina le mie figlie prima di uscire di casa e pensare che quello che deciderò sul lavoro, giorno per giorno, contribuirà al loro futuro. Bisogna quindi scegliere attentamente le proprie battaglie e da che parte stare.

Io nella battaglia della politica ho deciso di stare dalla parte di Paolo Borsellino.

Quando penso al consumo di suolo penso alle generazioni future

Quando penso al consumo di suolo, non penso alla definizione che possiamo trovare su Wikipedia. Quando penso al consumo di suolo penso all’ambiente, alle generazioni future e ai nostri desideri.

L’ambiente in cui viviamo, le città e le campagne, le montagne, i boschi, i campi coltivati. Solo nei due anni di questa consigliatura Regionale questo ambiente è cambiato molto. Si era formato nei secoli, sotto il segno della bellezza, dell’armonia, del gusto di vivere, dell’agricoltura di qualità. Valori che erano scontati una volta. In un equilibrio miracoloso fra natura e cultura, in una Lombardia che è tra le più belle regioni del mondo. Negli ultimi decenni abbiamo visto questo orizzonte devastato, da periferie brutte che cancellano il trapasso da città a campagna, con una cementificazione spietata.

Il futuro. nel senso di guardare avanti, alle generazioni future. I problemi dell’ambiente, anzi della società, dipendono dallo sguardo corto di chi crede solo nel proprio profitto immediato, senza porsi come obiettivo il bene comune. In questo Consiglio NON possiamo essere tra questi. Anzi, più passo il mio tempo qui, più mi convinco che fare politica vuol dire investire sul futuro, preoccuparsi della nostra comunità di cittadini, a cominciare dai giovani. Vuol dire puntare sulle generazioni future: come dice un motto scout, “lasciare il mondo un po’ migliore di come l’abbiamo trovato

Infine, i desideri. Come me, i cittadini della Lombardia desiderano un futuro migliore, per se stessi, per i figli (io lo desidero per mia figlia, che è nata questa estate), e per i figli di mia figlia. I lombardi desiderano campagne ben coltivate, città bene ordinate, un ambiente sano, un paesaggio improntato all’armonia e alla bellezza. Io penso che all’interno di questa legge ci siano i semi per soddisfare questi desideri, cioè il capitale naturale che è stato sperperato. Però non è ancora abbastanza.

Noi avremmo voluto una legge diversa, che portasse a una moratoria alle assurde volumetrie oggi in pancia ai PGT. Non ce l’abbiamo fatta e non possiamo certamente votare questo testo. Ma il nostro impegno non finisce qui: perché il suolo, come ho spiegato è molto più della sua definizione che si trova su Wikipedia. Il suolo significa ambiente, futuro, desideri. Il suolo siamo noi. Perciò continueremo a lottare democraticamente perché lo stop al consumo di suolo diventi una concreta agenda della politica della nostra Regione.

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