Giorgio Ambrosoli

Incontro con Umberto Ambrosoli

ambrosoliCari amici,
vorrei invitarvi giovedì 22 settembre dalle 18.30 al Centro Verdi di via XXV Aprile a Segrate ad incontrare Umberto Ambrosoli e parlare con lui dei suoi libri “Ostinazione civile. Idee e storie di una rigenerazione civica” e “Coraggio. Storie di gente comune. Storie di legalità“. Inoltre nel corso della serata la Sala Studio del Centro Verdi di via XXV Aprile sarà intitolata a suo padre, Giorgio Ambrosoli.

Un appuntamento che servirà a tutti per immergerci nella virtù appassionata dell’attivismo civico, nella buona politica, nel coraggio di mettersi al servizio della collettività con onestà e trasparenza e di affrontare anche rischi e pericoli in nome del bene della propria comunità.

La sala studio del Centro Verdi, frequentata e vissuta quotidianamente da centinaia di ragazzi, portando il nome del grande Giorgio Ambrosoli non solo ne onorerà la memoria, ma sarà richiamo costante per i giovani, per i cittadini tutti e le generazioni future al suo splendido esempio di altissimo senso del dovere e di assoluta integrità morale.

Ambrosoli: storie di eroi borghesi

Inaspettata. Inattesa.

Meno di due settimane fa, è arrivata una notizia, o meglio la notizia: l’avvocato penalista milanese Umberto Ambrosoli ha annunciato tramite twitter la sua candidatura al Pirellone con la sua lista civica. Necessità di rinnovamento e sete di cambiamento: questa è la mission sottesa alla lista civica portata avanti da Umberto, protagonista e figlio di un’Italia eroica e borghese, che oggi stentiamo quasi a ricordare. Figlio di quel Giorgio Ambrosoli, assassinato in una serata qualunque l’11 luglio 1971, da quell’altra faccia dell’Italia, lurida e corrotta, che Giorgio Ambrosoli aveva voluto smascherare a costo della vita.

Nel 1995, Michele Placido ha raccontato questa drammatica vicenda nel film Un eroe borghese tratto dall’omonimo romanzo di Corrado Stajano (un libro da leggere e da regalare), interpretato dallo stesso Placido, nel ruolo di Silvio Novembre, maresciallo della Guardia di Finanza e da un eccezionale Fabrizio Bentivoglio, nel ruolo di Ambrosoli.

Un film che è un pugno allo stomaco, una ferita da riaprire doverosamente. Punteggiato dalle musiche di Pino Donaggio (David di Donatello per la miglior colonna sonora nel 1995), Un eroe borghese segue con intensità non solo il lavoro meticoloso e coraggioso di due uomini, Ambrosoli e Novembre, decisi a strappare con forza quella pagina oscura della storia italiana, ma soprattutto permette di calare lo spettatore nella tragica apnea vissuta dalla moglie Anna e dai tre figli, combattuti e straziati da quell’impronunciabile minaccia: la morte. Una Morte per la verità. Morte per un’Italia, ingrata, che ha dimenticato troppo in fretta il coraggio e la passione di quell’eroe borghese che oggi rivive attraverso l’animata passione del figlio Umberto.

A cui va, ovviamente, il mio sostegno più grande e il più caloroso in bocca al lupo.

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