Idroscalo

Anche l’Idroscalo deve essere trasparente

Una gelateria e un carrettino ambulante da gelataio. Di questo si è interessato, stando alle notizie di stampa, l’assessore alla Città Metropolitana con delega al Bilancio Franco D’Alfonso.

Roba da poco in apparenza e niente di concreto, solo conversazioni tra l’assessore e due personaggi risultati in seguito poco raccomandabili.

Vi sono però alcuni dettagli della conversazione riportata dalla stampa che sembrano sgradevolmente opachi.

L’assessore dapprima indica agli interlocutori la strada migliore per ottenere l’aggiudicazione di un bando pubblico e poi fa loro sapere di essere in cerca di voti di preferenza alle prossime elezioni regionali.

Può darsi sia solo una caduta di stile. Quello che mi infastidisce è che la vicenda riguarda l’Idroscalo il mare (segratese) dei milanesi, una struttura che soffre particolarmente per la insufficienza di risorse anche solo per l’ordinaria gestione e che proprio per questa andrebbe valorizzata in modo trasparente nelle sue potenzialità economiche. Gelaterie comprese.

Idroscalo: la mia lettera al Corriere della Sera

idroscaloGentile direttore,
ho letto oggi con molto interesse l’articolo firmato da Stefano Baia Curioni, a riguardo dell’Idroscalo.
Il ‘mare’ dei milanesi ma non solo, come si evince scorrendo il lungo elenco – minuziosamente stilato nell’articolo – di attività ed attrezzature sportive legate a questo parco.

Vi esplicito subito le ragioni del mio interesse: sono da meno di due mesi, il nuovo sindaco di Segrate, un comune che ha la proprietà dei 4/5 di quello straordinario complesso dedicato al tempo libero.

Si capirà bene se dico che la prospettata minaccia per quell’area di un degrado imminente -o addirittura (come si paventa nel vostro editoriale) già strisciante- mi turba profondamente come certamente scuote non solo tutti i miei concittadini segratesi ma anche quelli, e sono centinaia di migliaia, di Milano che ne fruiscono quotidianamente.

Voglio rassicurare gli uni e gli altri, così come i vostri lettori: il degrado non passerà. Personalmente non me lo posso permettere!

Spero di poter avere quanto prima l’occasione per poter esporre sul vostro giornale le idee più adeguate a questo fine.

Per intanto posso anticiparvi con certezza che i due motivi principali (mezzi pubblici e scarsa attenzione Città metropolitana) indicati come causa di degrado possibile, saranno immediatamente oggetto di intervento.
Sui collegamenti e le linee di trasporto rimando al mio recente programma elettorale al centro del quale c’è un piano di revisione del trasporto pubblico dove connettività innovativa e mobilità dolce possono avere un ruolo decisivo.

In questo contesto di rilancio complessivo dell’offerta di trasporto pubblico, la stessa stazione di Segrate la vediamo come una stazione di interscambio (o di porta), ossia come un centro di connessione fra servizi su gomma, linee del passante ferroviario e l’M4 già progettata.

Segrate però è anche un territorio ideale per muoversi in bicicletta, potendo fruire del territorio quale espressione di libertà e di contatto con la natura, nel pieno rispetto dell’ambiente. Il suo uso deve essere agevolato, come avviene in numerose città europee. E il mio sogno è di fruire di quel ‘ponte verde’ naturale che è il parco Forlanini per poter raggiungere senza automobile l’Idroscalo da Milano.

Ma chi ha le competenze per far ciò? Eppoi ci sono le risorse finanziarie?

Rispondo al primo interrogativo puntando il dito su una carenza grave della passata amministrazione: incredibile a credersi da qualsiasi persona di buonsenso, ma il precedente Sindaco non aveva volutamente aderito alla Città metropolitana, preferendo chiudersi in un incomprensibile isolamento, forse credendo di rimanere così al riparo dall’inevitabile cambiamento che oggi la riforma delle istituzioni impone a tutti noi.

Sulle risorse. Presto avrò occasione di incontrare Giuliano Pisapia, non per chiedere l’impossibile, bensì per vagliare insieme soluzioni innovative che -io ne sono più che certo- potranno venire da una rinnovata collaborazione tra pubblico e privato, finalizzata sì al mantenimento ma anche al rilancio del ‘mare dei milanesi’, grande polmone verde del lato est della Città metropolitana.

 Scroll to top