Il Giorno

Consumo di suolo: non si ceda alle sirene della lobby del cemento

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Maggioranza irresponsabile: slitta il provvedimento regionale per lo stop al consumo di nuovi terreni.

Non stupisce che la legge per il contrasto al consumo di suolo venga rinviata a dopo l’estate. Come dovevasi dimostrare e a dispetto di quanto affermato soltanto la settimana scorsa dal presidente Maroni, a pochissimi giorni dall’ultima seduta utile di Consiglio, un testo condiviso ancora non c’è. Ci sono invece molti disaccordi interni e l’evidente irresponsabilità della maggioranza tutta per un ritardo che peserà sul territorio e sui cittadini.

Si tratta di un problema importante in una regione che ha un altissimo tasso di urbanizzazione e che rischia di veder consumato nuovo suolo per un’estensione pari all’intero comune di Milano senza un corrispondente aumento della popolazione. Occorre una moratoria che blocchi subito l’utilizzo delle aree residue non ancora lottizzate nei PGT. E un provvedimento che non ceda alle sirene della lobby del cemento e che salvaguardi le zone verdi e agricole, come recentemente richiesto a gran voce anche dalla Coldiretti, è quanto mai urgente.

Tregarezzo, un quartiere che è una pagina della nostra storia

cascina tregarezzoGrazie a Gabriele Gabbini de Il Giorno per questa bella intervista.

Tregarezzo rischia di scomparire – Residenti e politici manifestano per salvare la storica frazione

In strada per denunciare una viabilità al collasso, che con l’arrivo del traffico pesante della Brebemi rischia di far scomparire dietro una semplice barriera antirumore un pezzo di storia risalente al 1500. Così, come nulla fosse. Ieri pomeriggio allora le forze di centrosinistra di Pioltello e Segrate – e pochi altri – sono scesi in campo per Tregarezzo, “un quartiere che è una pagina della nostra storia – spiega Paolo Micheli, consigliere regionale e segratese nella lista per Ambrosoli -. Basti pensare che cascina Tregarezzo, qui dietro, risale a più di 500 anni fa“. Forze politiche in piazza, si diceva, ma ben pochi cittadini a sostegno, per un totale di poco inferiore a una cinquantina di persone. “Troppo pochi”, il commento silenzioso che inizia a serpeggiare tra i partecipanti. Nonostante le apparenze, però, il problema esiste e bisognerà farci i conti. “Il presente di Tregarezzo è il traffico impazzito a causa dei lavori sulla Rivoltana – continua Micheli -. Il suo futuro invece sarà il traffico pesante indotto dalla Brebemi che passerà a poche metri dalle case, con l’unica salvaguardia di una barriera antirumore“.

Una questione già considerata anche dall’amministrazione (che per altro, al momento è ancora sospesa in un limbo, dopo le dimissioni di mezzo esecutivo e la ritira delle deleghe dei pochi assessori rimasti da parte del sindaco Adriano Alessandrini): “Il primo punto delle promesse elettorali del primo cittadino e della sua maggioranza era l’interramento della Brebemi – ricorda il consigliere del Pirellone – a salvaguardia di Tregarezzo“. Pochi mesi al governo però furono sufficienti a dimostrare alla giunta che i costi di una operazione del genere sarebbero stati decisamente troppo alti. “Il secondo tentativo fu allora quello di delocalizzare gli abitanti della frazione segratese, spostandoli nella zona del Segrate Village“, sottolinea Micheli. Ma, anche in questo secondo caso, i soldi da investire erano decisamente troppi, anche per le casse di uno dei comuni più ricchi d’Italia. “Tregarezzo è quindi il simbolo di una Amministrazione che è stata veloce ed efficiente nel programmare l’urbanizzazione di tutto il nostro territorio – continua l’esponente di Segrate Nostra -, ma gravemente incapace nel salvaguardare la vivibilità della città, sia intorno alla Rivoltana che intorno alla Cassanese“.

Da qui l’interrogazione di Micheli all’assessore regionale alla Mobilità, Maurizio Del Tenno, perché riferisca su cosa intende fare la Regione a fronte del disastro viabilistico di Segrate. “Tregarezzo rappresenta le promesse non mantenute di questa giunta“, ancora Micheli. Che poi avverte, riferendosi alle voci di un possibile inciucio con il Pd: “Non si illudano di trovare accordi elettorali col centrosinistra. In un momento drammatico per il paese e per la sua viabilità loro litigano per una poltrona – rincara la dose -; adesso sarebbe assurdo pensare di fare affidamento sulle minoranze; se hanno le gambe, camminino, altrimenti chiediamo subito nuove elezioni“.

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