Indipendenti

Facciamo chiarezza

Nel Consiglio Comunale di lunedì 24 giugno è arrivato l’annuncio delle dimissioni degli altri quattro assessori del gruppo Indipendenti dopo quelle di Zanoli. Non siamo di fronte ad una semplice operazione di rimpasto ma ad una crisi evidente della maggioranza che perde pezzi anche in Consiglio Comunale, con il passaggio di Gasparini al gruppo misto.

Tutto questo mentre i lavori della Brebemi rendono la città sempre più invivibile e solo le nuove lottizzazioni sembrano viaggiare veloci.

Non basta l’attivismo del Sindaco nei lavori pubblici a dare un senso ad una amministrazione ormai completamente diversa da quella nata dalle elezioni del 2010. Alessandrini non si illuda di trovare nella minoranza un sostegno né tecnico né politico: è tempo di ridare la parola ai cittadini. E’ tempo di avere un consiglio comunale ed un sindaco che siano l’espressione della Segrate di oggi e delle sue aspirazioni.

E’ tempo che il fantasma della maggioranza di centro destra, quel che ne resta, se ne vada subito a casa. Facciamo subito un po’ di chiarezza nella nostra città.

Candidato cercasi

io voto Paolo Micheli

Sull’ultimo numero di Segrate Oggi c’è un articolo che suscita una certa sorpresa.

E’ intitolato “Porteremo a Segrate i candidati al Pirellone” e spiega come e perchè i cosiddetti “indipendenti”, cioè il gruppo di ex PDL, sindaco in testa, che amministra la nostra città insieme alla Lega Nord e superstiti PDL con l’appoggio sempre più determinante dell’UDC, intendono chiedere ad Umberto Ambrosoli, Maroni ed Albertini di venire a Segrate. Non è chiarito se uno alla volta o tutti e tre insieme.

Iniziativa ambiziosa. Nel corso di questa campagna elettorale così “tirata” in quanto la Lombardia appare sempre più l’ago della bilancia della contesa elettorale nazionale, i tre candidati più importanti alla carica di presidente regionale dovrebbero venire proprio a Segrate a confrontarsi.

Non tanto tra di loro. Per questo è più probabile un confronto televisivo, condotto con regole rigidamente prefissate, secondo il ben riuscito “format” del confronto che c’è stato nelle primarie del PD che potrebbe avvenire a Segrate o altrove; poco importa.

I tre candidati dovrebbero venire nella nostra città per offrirsi ad un confronto il cui obiettivo sia consentire agli Indipendenti segratesi di far loro domande e richieste, di valutarli in modo di decidere da che parte schierarsi.

Come se i tre contendenti non siano già noti, come se le loro basi politiche siano ininfluenti, come se il programma di Umberto Ambrosoli che comprende, ad esempio, obiettivi di “green economy” quali il consumo zero del territorio, sia equivalente a quello di Maroni che punta a dare più soldi e competenze alla Lombardia, prima di stabilire regole etiche e di trasparenza che impediscano gli scialacqui e il malaffare che sono imputati alla amministrazione regionale nella quale la Lega è da decenni.

No, non sono la stessa cosa, ma il Sindaco e i suoi cercano un interlocutore per Segrate e a venti giorni dalle elezioni non sanno ancora chi scegliere.

La mia candidatura a consigliere regionale offre a tutti gli altri segratesi una occasione concreta. Votare Ambrosoli presidente significa di portare al governo della Regione il suo impegno civico, la sua faccia pulita, la voglia di rinnovamento etico e morale che i lombardi chiedono dopo la serie infinita di arresti e di avvisi di garanzia piombati su amministratori e funzionari regionali. Avere un segratese in consiglio significa davvero per la nostra città avere in regione chi avrà come impegno primario quello di affrontare e risolvere i problemi di Segrate: viabilità (Brebremi e viabilità speciale) e salvaguardia del territorio in primo luogo.

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