interrogazione

Maternità Uboldo: decisione di buon senso la sospensione della chiusura

uboldoAlla fine ha prevalso il buonsenso: dopo le manifestazioni di cittadini, la nostra interrogazione e l’intervento diretto dei sindaci, si è deciso di sospendere la delibera della Giunta Maroni che aveva stabilito di chiudere la maternità dell’ospedale Uboldo di Cernusco accorpandolo a quello di Melzo.

Anche l’assessore Mantovani ha dovuto riconoscere che decisioni spot svincolate da un piano strategico di riorganizzazione complessiva rischiano di risultare irragionevoli e controproducenti. Con buona pace della Lega, che ha evidentemente esultato troppo presto.

Per noi non è certo una questione di campanilismo, come per i colleghi del Carroccio. L’obiettivo nostro è garantire una rete sociosanitaria efficiente e un servizio nascite di qualità. Qualunque sarà la scelta finale, l’importante è che nel percorso di ridisegno siano coinvolti tutti i soggetti interessati del territorio e che si assicurino il livello dell’offerta e la sicurezza dell’assistenza. Per quanto ci riguarda, non faremo mancare l’impegno in tal senso.

Chiusura maternità Uboldo a Cernusco: depositata interrogazione all’assessore Mantovani

uboldoQuali sono le motivazioni che hanno condotto Regione Lombardia alla decisione di chiudere il punto nascite dell’Ospedale Uboldo di Cernusco accorpandolo con quello dell’Ospedale Santa Maria delle Stelle di Melzo?

Ce lo chiediamo noi e se lo chiedono i cittadini della Martesana, che sulla vicenda ci hanno chiesto di presentare un’interrogazione all’assessore alla sanità Mantovani.

Davvero non si capisce su quali basi la Giunta Maroni abbia fatto questa scelta. Dal momento che tutti i parametri di valutazione indicano una pari qualità di servizio delle due strutture, a fare la differenza dovrebbe essere il numero dei parti eseguiti. E siccome Melzo non raggiunge i 500 all’anno, mentre Cernusco supera i 600, non avrebbero dovuto esserci dubbi.

Senza contare che lo scorso luglio, mentre il Consiglio di rappresentanza dei sindaci dell’Asl Milano 2 concordava nel chiedere alla Regione una proroga per la presentazione del piano di riorganizzazione dei punti nascita, l’Asl disattendeva questo mandato inviando la propria relazione tecnica.

Insomma, qualcosa non torna e vogliamo vederci chiaro. La questione è delicata e molto sentita, come ho potuto constatare anche l’altra sera durante la partecipata assemblea a Cernusco. Qui ci sono di mezzo il livello dell’offerta sanitaria e la sicurezza dell’assistenza: qualsiasi decisione dovrebbe dare garanzie in tal senso, non rispondere a logiche altre.

Aspettiamo quindi che l’assessore Mantovani ci spieghi nel dettaglio le ragioni della loro scelta, chiarendo anche come pensano di ricollocare i medici e gli infermieri che operano nel reparto soppresso.

Chiusura della maternità dell’ospedale Melzo?

medicocorsiaGira da qualche tempo la notizia di una possibile chiusura del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Melzo. Per questo ho protocollato un’interrogazione rivolta alla giunta Maroni, e in particolare all’assessore alla Salute Mario Mantovani, con l’intenzione di fare chiarezza su questa possibilità che preoccupa gli abitanti della zona e pianificare le eventuali contromosse.

Nel caso dovesse essere stabilita la chiusura del reparto di maternità di Melzo, tra l’altro da poco ristrutturato, tutte le pazienti dovrebbero recarsi presso l’ospedale di Cernusco sul Naviglio. Un dirottamento che causerebbe gravi disagi, in particolare alle gestanti. Ho chiesto allora ai vertici della Regione Lombardia se abbiano in programma la riorganizzazione o la soppressione di questa unità. In caso di risposta affermativa vorrei sapere quali siano le motivazioni di tale scelta e come pensano di riutilizzare le risorse ottenute dalle mancate spese del reparto.

In generale mi sembra che si arrivato il momento di porci domande sul futuro della rete ospedaliera della Martesana. Occorre dar luogo fin d’ora a una riflessione sul tema con una visione di lungo periodo, evitando i campanilismi e tenendo conto delle reali esigenze della gente. Tutto questo pone per noi abitanti della Martesana il problema delle distanze, o meglio dei tempi di trasporto, sia per le emergenze che per l’utenza privata, munita o meno di auto propria. Regione Lombardia riesce oggi a dare le risposte adeguate alla Martesana di domani? Le strutture medie, piccole o grandi che esistono oggi sono adeguate alle esigenze dei suoi oltre 350 mila abitanti? Mi auguro che questa interrogazione sia solo un primo passo verso una discussione più ampia per affrontare il tema della futura rete ospedaliera.

Stazione di Segrate: partono insulti

Ezio_LazzariEzio Lazzari, assessore comunale al Territorio, è persona solitamente ammodo e cortese; stavolta si è proprio arrabbiato e mi ha coperto di insulti usando parole come “falsità“, “disonorevole“, “disonesto” e “gettando fangoin un comunicato che il sito istituzionale del Comune di Segrate il 31 gennaio ha riportato come titolo di testa, manco fosse l’annunzio di un allarme meteorologico.

L’argomento è la stazione di Segrate e il motivo del nervosismo di Lazzari è soprattutto l’ultimo post che ho pubblicato su questo blog nel quale ho riportato la risposta dell’assessore regionale alla mobilità, Maurizio Del Tenno, da me interpellato sui problemi della stazione segratese.

Come si può vedere nel post, l’assessore Del Tenno mi ha scritto:

Sulla scorta della sua segnalazione gli uffici dell’Assessorato hanno acquisito informazioni presso Rete Ferroviaria Italiana che ha comunicato di aver recentemente eseguito interventi di cablaggio finalizzati all’istallazione di obliteratrici… oltre a lavori relativi all’istallazione di apparecchiature di videosorveglianza“.

Il mio commento è stato:

La segnalazione che ho inoltrato agli uffici regionali per conto dei cittadini, ha mosso qualcosa. Dalla parte delle società ferroviarie stanno arrivando le prime risposte, ora attendiamo quelle del Comune“.

Tutto qui.

Lazzari dandomi del disonesto replica che né io né la Regione abbiamo meriti in quanto era stato il Comune a chiedere un anno fa a RFI di installare un sistema di videosorveglianza e che a breve le telecamere attive alla stazione saranno collegate direttamente alla centrale operativa del Comando della Polizia Locale.

Penso che agli utenti della stazione questi battibecchi interessino poco.

Quello che vogliono è una stazione ben servita, pulita, illuminata, con un piazzale decoroso.

Oggi tutto ciò non c’è.

A Lazzari rispondo:

“Caro Assessore, oltre che alla Regione ovviamente avevo rivolto una interrogazione sul degrado della stazione di Segrate anche al suo assessorato. La risposta, a firma del Sindaco, è stata letta da lei stesso nel Consiglio comunale del 9 dicembre scorso. Non mi sembra, in quella occasione, di aver sentito parlare di videosorveglianza, di richieste del Comune, di prossimo collegamento alla centrale operativa della PL.

Mi sono quindi basato sulla più esaustiva risposta del suo collega regionale Del Tenno, al quale ho fatto due giorni fa un’altra proposta che verrà discussa in Consiglio Regionale martedì 3.

Con una interrogazione gli ho suggerito di migliorare i servizi di Trenord ricorrendo a sponsor, sull’esempio di quello che accade nella Metropolitana Milanese e in molte città europee.

Cordialmente.

Paolo Micheli”

Stazione di Segrate, attivata la videosorveglianza

stazioneLo scorso novembre ho cercato di accendere i riflettori sulla situazione di degrado della stazione ferroviaria di Segrate, utilizzata ogni giorno da centinaia di pendolari dell’Est Milano, denunciando tramite un’interrogazione lo stato d’abbandono e incuria di tutta l’area, stazione e piazzale antistante. Ora, dopo questo primo input, qualcosa pare essersi mosso.

A rispondermi è stato nei giorni scorsi l‘assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Maurizio Del Tenno.

L’assessore nella sua risposta ha chiaramente messo nero su bianco le responsabilità di Rfi, Trenord e del Comune di Segrate. In particolare ha ribadito che al Comune spetta l’attività di manutenzione e sistemazione del piazzale, nonché quella relativa al parcheggio. Lo sapevamo già, ma questa ennesima conferma dà ancor più vigore alle richieste della cittadinanza, formulate alla giunta Alessandrini anche tramite una petizione on line che ha raccolto più di 850 firme, di interventi certi e immediati per rendere questo luogo più fruibile e sicuro. È finito il tempo di giocare allo scaricabarile.

Nella risposta dell’assessore Del Tenno arriva anche la rassicurazione che Trenord ha cablato e sistemato le obliteratrici e che ha provveduto a installare apparecchiature di videosorveglianza nei pressi dei binari, sugli scivoli e nel sottopasso.

La segnalazione che ho inoltrato agli uffici regionali per conto dei cittadini, ha mosso qualcosa. Dalla parte delle società ferroviarie stanno arrivando le prime risposte, ora attendiamo quelle del Comune.

La risposta arrivata dalla Regione:

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Treni Bergamo-Milano, ho scritto ai sindaci della Martesana

treni3La tratta ferroviaria Bergamo-Milano che corre in Martesana è ancora ferma sul binario del degrado. Stazioni fatiscenti (quella di Segrate è un esempio), pulizia dei treni carenti, pochi convogli sovraffollati spesso in ritardo e pendolari sempre più innervositi dalla qualità del servizio che giudicano ben al di sotto degli standard minimi di un Paese civile. Per questo nei giorni scorsi in Regione si sono riaccesi i riflettori dell’opposizione sui problemi strutturali di questa linea gestita da Trenord. Così, per mantenere viva l’attenzione direttamente sui territori, oggi ho inviato una lettera ai sindaci della mia Martesana, chiedendo loro di raccogliere le istanze dei cittadini-pendolari che diventeranno nuova materia su cui dibattere e chiedere ulteriori spiegazioni.

La mia riflessione parte dalla situazione di degrado in cui versa la fermata di Segrate, prima stazione extraurbana sulla linea servita dai treni della S5 (Varese-Milano-Treviglio) e della S6 (Novara-Milano-Treviglio) del servizio ferroviario suburbano di Milano. Una cartolina inaccettabile per Milano e la Lombardia visto il futuro da prima della classe della fermata che per l’Expo 2015 sarà la porta d’accesso verso l’Idroscalo, meta dei visitatori di tutto il mondo.

Ho chiesto all’assessore Del Tenno di prendere atto della situazione in cui versa questa fermata, intervenendo presso Rfi e Trenord perché si preveda un intervento di riqualificazione, così che in breve tempo si possa portare questa importante realtà, utilizzata ogni giorno da centinaia di pendolari, a un livello di comfort degno dell’area metropolitana anche in vista di Expo 2015, alla cui rete strutturale la stazione risulta, a diverso titolo, coinvolta.

treni2Mentre nella missiva inviata oggi ho chiesto ai primi cittadini dei comuni della Martesana interessati alla tratta di fare loro stessi da megafono, segnalandogli eventuali altri disservizi su cui porre l’accento ai vertici della Regione.

L’assessore Del Tenno in settimana ha già riferito in aula sulla tratta Bergamo-Milano dichiarando che negli orari di punta Trenord provvederà a ristabilire la sesta carrozza. Nessuna novità, invece, sul fronte della pulizia e sui 62 nuovi treni annunciati nei giorni scorsi da Regione e Trenord, ma di cui ancora non si conosce la destinazione. Poche informazioni che hanno lasciato insoddisfatti i rappresentanti del Patto Civico e del PD che chiedono interventi urgenti su questa linea.

L’assessore ci ha detto che la situazione è monitorata e seguita. E ci mancherebbe altro. Il punto, però, è che non viene affrontata con gli interventi necessari, sia in termini di rinnovo del materiale rotabile, sia di riorganizzazione della linea stessa. E dall’assessore non arrivano le attese rassicurazioni. No, così non va.

Il testo della lettera:
Egregio signor Sindaco,

trenisono Paolo Micheli, consigliere regionale per Patto Civico-Ambrosoli; segratese dalla nascita, vivo quindi da sempre qui nella Martesana e mi sto ovviamente impegnando sui problemi locali per i quali la Regione ha qualche competenza. Ultimamente insieme al mio gruppo abbiamo sollecitato l’assessore ai trasporti, Del Tenno, a farsi carico della situazione, per molti versi inaccettabile, delle linee ferroviarie della tratta Milano Bergamo.

L’assessore Del Tenno la scorsa settimana ha già riferito in aula dichiarando, ad esempio, che negli orari di punta Trenord provvederà a ristabilire la sesta carrozza. Nessuna novità, invece, sul fronte della pulizia e sui 62 nuovi treni annunciati nei giorni scorsi da Regione e Trenord, ma di cui ancora non si conosce la destinazione.

Un problema non marginale che abbiamo sollevato durante la discussione in aula è stato quello dello stato delle stazioni. Ma vi sono altri problemi collegati: i parcheggi, i collegamenti dei mezzi pubblici locali, la vendita dei biglietti.

Su questo mi permetto di chiedere la sua cortese collaborazione. Se mi arrivassero segnalazioni in merito a disservizi o necessità riguardanti il trasporto ferroviario, potrei farne un intero ?pacchetto? sul quale richiedere più puntualmente l’intervento di Del Tenno, facendo leva sull’argomento Expo che richiede uno sforzo importante di messa a punto dei servizi in tutta l’area vasta milanese.

Con l’occasione desidero dirle che mi metto a sua disposizione per qualsiasi argomento o situazione che riguardi i rapporti tra la sua Amministrazione e il governo e la struttura regionale. Ho avuto la fortuna di arrivare a ricoprire questa carica ed è doveroso che mi metta a disposizione della “mia” Martesana.

Squallore stazione

IMG_9520La stazione di Segrate (o “fermata”, come anche viene chiamata) è utilizzata da molti segratesi in quanto le linee S5 ed S6 assicurano dalle 7 di mattina a mezzanotte ogni 15 minuti il passaggio di un convoglio che in pochi minuti consente di raggiungere il centro di Milano.

Non mancano però le note dolenti: il parcheggio è insufficiente e nei giorni feriali si rischia di non trovare posto. I servizi sono inesistenti: niente biglietteria (i biglietti a Segrate si possono acquistare solo in Comune e in alcune rivendite a Segrate Centro e San Felice), niente gabinetti, nessuna possibilità di aspettare il treno al caldo. L’illuminazione non è un granché e alla sera l’ambiente è tutt’altro che rassicurante. Da anni (l’impianto è attivo da fine 2004) l’area della stazione è un cantiere incompiuto ed anche le banchine non sono un esempio di qualità.
Tutto questo nonostante che le linee programmatiche 2010-2015 del sindaco indichino al punto 3 “Segrate si muove sempre più veloce” come obiettivo di mandato “per una mobilità sempre più moderna e veloce” la riqualificazione della stazione ferroviaria perché diventi “il fulcro del sistema di trasporto cittadino”.

Di fronte all’attivismo dimostrato dall’Amministrazione comunale in altri campi, soprattutto in urbanistica, l’abbandono cui appare lasciata la nostra stazione è inaccettabile. Per questo Segrate Nostra solleverà la questione in Consiglio Comunale con un’interrogazione corredata da alcune foto significative. Contemporaneamente io presenterò in regione un’interrogazione anche al competente assessore lombardo in quanto il trasporto regionale, comprese le linee suburbane che si fermano a Segrate è gestito da Trenord, una compartecipata Regione Lombardia – Trenitalia.

L’auspicio è che questo intervento su due fronti riesca a produrre in breve tempo qualche buon risultato.

Ci mancava il gas

trivelleTempo fa avevo chiesto chiarimenti in Regione sulle indagini di ricerca di gas metano in Martesana dopo le ipotesi allarmistiche prospettate anche dai media locali, secondo i quali il territorio in un futuro prossimo potrebbe essere bucherellato dalle trivelle della società Mac Oil Spa.

Martedì è arrivata la risposta scritta da parte degli uffici del Pirellone che descrivono nel dettaglio le due fasi delle indagini:

«Il programma dei lavori di ricerca “Melzo” è suddiviso in due fasi delle quali la prima è finalizzata a studi indagini e valutazioni compresi l’acquisizione e l’interpretazione di dati sismici per una lunghezza di 15 chilometri – si legge nel documento -, mentre la seconda risulta subordinata alla conferma, da parte degli esiti della prima fase, della presenza di situazioni geominerarie meritevoli di approfondimento con la previsione eventuale della perforazione di uno o due pozzi esplorativi».

Dalla Regione anche delucidazioni sulla procedura della Valutazione di impatto ambientale:

«La prima fase del programma di lavori è esclusa da Via, in quanto non prevede impatti significativi sul territorio come da decreto regionale 1256 del 2012. Infatti gli studi e le valutazioni necessarie saranno condotte mediante l’elaborazione delle informazioni oggi reperibili anche presso precedenti operatori minerari, mentre l’indagine geofisica, qualora si rendesse necessaria, sarà effettuata con il metodo “vibroseis” senza movimenti di terra e senza l’utilizzo di esplosivi per energizzare il terreno».

Lo stesso decreto regionale esclude da ogni attività d’indagine le aree dei parchi regionali e dei siti di interesse comunitario presenti all’interno del perimetro del permesso di ricerca. Inoltre l’eventuale effettuazione dei lavori di perforazione di uno o due pozzi è condizionata al risultato positivo delle indagini condotte nella prima fase, ed è comunque subordinata a Via regionale e al raggiungimento di una nuova intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico per l’autorizzazione alla trivellazione. Problematiche squisitamente ambientali e sanitarie, con specifico riferimento al sito individuato e al comune interessato, saranno affrontate in questo ambito.

Non è la prima volta che vengono fatte queste ricerche nell’est Milano. Come ci ha ricordato recentemente il periodico Altraeconomia, già negli anni ’50 l’Agip aprì 18 pozzi tra Brugherio, Lambrate e Cernusco, spingendosi fino a quasi 3.000 metri di profondità, ma tutti i pozzi risultarono sterili. Negli anni ’80 invece Eni trovò idrocarburi nel campo Malossa, tra Cassano d’Adda e Treviglio, dove furono fatte delle trivellazioni profonde oltre 6.000 metri. Staremo a vedere dove porterà questo nuovo tentativo mantenendo i riflettori puntati sulle problematiche ambientali.

Voglio dire però che con la Martesana già martoriata dai lavori della Brebremi e della Tem, almeno le trivellazioni del metano ce le potevano risparmiare.

Jabil: interrogazione in Regione

JabilJabil di Cassina De’ Pecchi: ho chiesto aggiornamenti alla Giunta regionale, anche in seguito all’incontro di giovedì scorso in Prefettura, con un’interrogazione che verrà discussa in Aula domani.

Dopo che una concretissima via d’uscita è stata compromessa dalle resistenze di Nokia Siemens Networks all’affitto dell’area di cui è proprietaria, e considerate le novità che potrebbero subentrare, in queste stesse ore vogliamo capire gli sviluppi della vicenda.

Con la mobilità ormai in scadenza, risulta indispensabile che non ci siano ulteriori perdite di tempo per salvaguardare il futuro di questi lavoratori e di un importante patrimonio produttivo e professionale.

Alla Giunta chiediamo dunque conto di come si stia muovendo sulla questione.

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