lavoro

Faceva andar la gru, perciò era un gruista

Sto approfondendo il motivo della protesta di un gruppo di lavoratori che da questa mattina sono saliti in cima a una gru. Naturalmente spero che questa spiacevole situazione si risolva il prima possibile in modo positivo e che gli operai scendano autonomamente. Come Amministrazione comunale faremo di tutto affinché i lavoratori siano tutelati e ricevano ciò che spetta loro. Segrate purtroppo continua a soffrire l’onda lunga di speculazioni edilizie degli ultimi anni, della conseguente bolla immobiliare e più in generale di una mala gestione del territorio che ha permesso tutto questo creando molteplici criticità. Oggi sono i lavoratori di via Giotto a farne le spese, ma il problema dei cantieri fantasma e delle numerose imprese edili fallite sta coinvolgendo anche tantissime famiglie segratesi che hanno acquistato casa investendo i loro risparmi in progetti edilizi che non si sono mai realizzati o che faticano ad essere portati a termine.

E’ per questo che il nostro nuovo PGT prevede il blocco di ulteriori costruzioni e la salvaguardia di ciò che resta di territorio non urbanizzato, nel tentativo anche di evitare ulteriori fallimenti e crisi come quella a cui stiamo assistendo da questa mattina. Non è questione di essere ambientalisti o no, ma di agire con il buonsenso. Il lavoro fatto per riprogettare la Segrate del futuro col nuovo PGT è stato notevole e faticoso, sopratutto perché per la prima volta nella storia cittadina è stato ampiamente condiviso e partecipato da tutte le forze politiche in gioco e dai cittadini. I benefici saranno a medio lungo termine e i nostri figli potranno continuare a vivere in una città a maggioranza verde.

Con Matteo Renzi per la Cassanese bis

img-20160927-wa0041Stamattina ho accompagnato Matteo Renzi durante la sua visita al San Raffaele. E’ stata l’occasione per parlargli delle questioni più urgenti della nostra città e in particolare della Cassanese bis. La viabilità speciale è una grande occasione per la nostra città e la sua realizzazione libererà le maggiori aree residenziali di Segrate da gran parte del traffico di passaggio, ma i lavori non sono ancora iniziati a causa di incredibili lentezze e di ostacoli burocratici.

Il premier, che ha ben presente che lo sblocco della Cassanese bis farà decollare i lavori del mega centro commerciale Westfield Milan con il conseguente grande investimento privato in una opera enorme che porterà occupazione e sviluppo, mi ha riconfermato il suo appoggio e il suo interessamento.

L’incontro di stamattina con Renzi è solo l’ultimo di una serie ormai lunghissima di iniziative che abbiamo preso per sbloccare la Cassanese bis e conseguentemente i lavori del Westfield. Noi vogliamo che il grande impatto ambientale sul nostro territorio del Westfield si trasformi in benefici di occupazione e sia soprattutto l’occasione per uno sviluppo sostenibile della viabilità locale: Cassanese bis, nuova Stazione Ferroviaria, prolungamento della MM4, completamento della rete ciclabile cittadina in collegamento con Milano e gli altri comuni vicini.

Licenziamenti IBM: porterò in Regione il caso

IBM-segrateLunedì 17 novembre, presso la sede di Assolombarda a Milano, si è tenuto tra Ibm Italia, Assolombarda e il Coordinamento nazionale delle RSU IBM e le organizzazioni sindacali FIM Fiom e UILM un incontro che ha di fatto formalizzato l’avvio di una nuova procedura di mobilità che prevede 285 licenziamenti riguardanti dirigenti (60), quadri e impiegati (225), distribuiti in tutti i settori aziendali.

Ben 199 di questi dipendenti oggi sono impiegati nella sede di Segrate della multinazionale dell’informatica.

Sono molto preoccupato da questi nuovi licenziamenti: siamo di fronte a un’altra tappa del ridimensionamento della presenza di IBM in Italia e a un altro fronte occupazionale che si apre nell’Est Milano. Esprimo la mia vicinanza ai dipendenti che stanno vivendo momenti di grande apprensione e incertezza per il loro futuro e mi farò carico nell’immediato di portare la loro situazione all’attenzione delle opportune sedi istituzionali regionali.

Licenziamenti Aastra: intervenga la Regione

aastraProsegue sulla Padana Superiore a Cernusco sul Naviglio la mobilitazione dei lavoratori dell’Aastra contro i 28 licenziamenti decisi dalla multinazionale canadese che si occupa di sistemi di telecomunicazione. Un taglio del 50 per cento del personale che coinvolge oltre alla sede nel milanese, quelle di Roma e Napoli. Ed è l’ennesima azienda del settore in crisi in Martesana dopo i casi della Jabil e dell’Alcatel.

Questa mattina l’Rsu dell’Aastra ha organizzato un presidio davanti ai cancelli della Rai a Milano e nel pomeriggio incontrerà ancora una volta i vertici societari, nell’estremo tentativo di trovare un accordo che riconosca loro almeno una buonuscita prima che la palla passi dopo il 30 giugno alla mediazione del Ministero a Roma.

Ieri ho incontrato i lavoratori dell’Aastra e le loro richieste mi sono sembrate assolutamente ragionevoli. Quello che posso fare, e che ho già fatto ieri, è di chiedere all’assessore regionale alle Attività Produttive Mario Melazzini di incontrare il prima possibile una delegazione di lavoratori. Se la Regione deciderà di sedersi al tavolo delle trattative al loro fianco sarà molto importante.

Rigenerazione della politica

A me la locandina continua a non piacere, però l’appuntamento non va perso. Secondo Workshop del nostro ciclo: “Rigenerazione della politica“.

Questa volta l’incontro sarà centrato sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro: come si realizza, chi sono gli attori, cosa possono fare le istituzioni.

Milano, 23 gennaio 2014, ore 17.30-19.30, Cascina Cuccagna.

Per iscriversi cliccare qui.

rignerazione

La Regione si occupi delle politiche sul lavoro

IMG-20131214-WA0009
La Martesana si è mobilitata questa mattina per il lavoro. Al corteo che si è snodato da Cassina de’ Pecchi a Cernusco sul Naviglio c’erano le rsu delle tante aziende in crisi, in particolare i lavoratori della Jabil in presidio permanente sulla Padana Superiore da due anni, diversi sindaci della zona e poi associazioni e tanti semplici cittadini. Tutti concordi nel dire che servono nuove politiche per rilanciare l’occupazione. Destinatari della mobilitazione, il governo romano e quello lombardo.

La politica, anche quella regionale, si deve occupare di più e meglio del mondo del lavoro. Il rilancio dell’economia e dell’occupazione parte anche da qui, dai nostri territori e dalle piccole e medie imprese. Mi farò carico di portare le istanze dei lavoratori a Palazzo Lombardia.

L’assenza del sindaco di Segrate mi ha rattristato, ignoro quali siano state le ragioni ed è toccato a me rappresentare la mia città in un momento in cui tutti dovremmo avere ben presente il dramma di molte famiglie dei comuni della Martesana, Segrate compreso, che si sono trovate di fronte a chiusure di aziende, a licenziamenti, cassa integrazione e mobilità.

Martesana in marcia per il lavoro

martesana-volantinoAlla Regione chiediamo politiche industriali capaci di rispondere alla crisi.

Un territorio intero che si mobilita a sostegno delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori per condividere il dramma della crisi, ma soprattutto per mettere in rete le amministrazioni locali e le forze sociali, per ipotizzare interventi coordinati e per chiedere alle istituzioni sovraordinate, a partire da Regione Lombardia, politiche industriali serie, capaci di frenare la desertificazione produttiva e occupazionale in atto.

Per questo sarò presente alla manifestazione promossa per sabato 14 dicembre dalle Rsu delle aziende della Martesana in crisi e da alcuni sindaci della zona.

Sarò presente perché ritengo si tratti di un appuntamento molto importante. E non solo in quanto occasione per esprimere una solidarietà fattiva ai lavoratori. La novità mi sembra che stia nell’idea di delineare un’iniziativa politica comune e quindi più incisiva, evitando di continuare ad affrontare singolarmente le molteplici emergenze occupazionali.

La marcia partirà alle 10 da Cassina de’ Pecchi, sede di quella Jabil con 300 dipendenti a rischio sulla quale mi sono recentemente speso in Consiglio, esemplificazione di una crisi che colpisce anche produzioni di alto livello e, al contempo, dell’assenza di politiche regionali in grado di dare risposte adeguate.

Qual è la situazione amianto in Lombardia?

amiantoQuesta mattina davanti a Montecitorio si è tenuta la manifestazione del Coordinamento nazionale amianto.

Un’occasione importante, anche per noi, per fare una riflessione sull’amianto in Lombardia.

Dalle nostre parti la situazione appare buona, almeno dal punto di vista normativo, ma complicata dal punto di vista dei risultati effettivi. Sull’amianto vi sono due leggi regionali: la 17 del 2003 “Norme per il risanamento dell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto” e la recente n. 14 del 2012 che ha modificato la 17 in particolare in un punto importante, cioè quello del censimento.

La LR 14 prevedeva che obbligatoriamente entro il 31 Gennaio 2013 i proprietari di edifici o impianti o mezzi di trasporto avrebbero dovuto informare le proprie ASL della presenza di materiali contenenti amianto. Non si tratta di un autodenuncia perché non è un reato avere un edificio contenente amianto, se questo amianto non si disperde nell’ambiente costituendo così un pericolo per la salute, ma è un atto consapevole per permettere agli enti territoriali di poter censire e monitorare un pericoloso cancerogeno sul territorio e conseguentemente tutelare la salute pubblica. La mancata comunicazione espone il proprietario ad una sanzione amministrativa che mi sembra un po’ troppo modesta, va infatti da 100 a 1500 € e c’è una delibera che gradua la sanzione in base all’indice di degrado, applica cioè la sanzione massima se c’è, ad esempio, molto eternit notevolmente degradato, cioè che sta liberando fibre di amianto. Dico che è modesta perché i costi di smaltimento sono molto alti ed immagino che molti proprietari abbiamo comunque preferito non esporsi in modo da non incorrere nell’obbligo della bonifica.

Il Piano Regionale Amianto Lombardia (PRAL) del 22 Dicembre 2005, prevede in Lombardia l’obbligo di bonifica dei materiali contenti amianto entro e non oltre 10 anni dalla pubblicazione del PRAL sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia (BURL). La pubblicazione del PRAL sul BURL è avvenuta in data 17 Gennaio 2006 e, pertanto, la bonifica dovrà essere eseguita entro il 16 Gennaio 2016. Un obiettivo che oggi appare del tutto irraggiungibile.

Devo dire tuttavia che sull’amianto l’attenzione della regione è sicuramente elevata. Il registro dei mesoteliomi, cioè dei tumori dovuti ad amianto, fa ogni anno una relazione di monitoraggio che viene presentata al consiglio regionale; per dare alcuni numeri, dal 2000 al 2012 compreso abbiamo avuto in Lombardia oltre 3500 casi accertati di mesotelioma. Per due terzi ha colpito maschi e l’età media dei colpiti dalla malattia è piuttosto elevata, sia per gli uomini che per le donne è intorno ai 70 anni. Va però segnalato che vi sono stati alcuni decine di casi di persone colpite da mesotelioma piuttosto giovani, con meno di 45 anni; e tra questi purtroppo ce ne sono stati un piccola parte, una ventina di persone, quasi tutti maschi definiti come malati per cause professionali, cioè che certamente lavoravano o vivevano in ambienti con presenza di amianto. Un piccolo numero per le statistiche, tuttavia persone giovani, con famiglie, affetti, un futuro possibile davanti che forse non sarebbero ammalate se in Lombardia non ci fosse già più amianto.

Attualmente le uniche tre discariche autorizzate sono sotto sequestro, una per problemi di reato di corruzione che hanno coinvolto i vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo, l’imprenditore Locatelli, e l’ex assessore regionale all’Ecologia Nicoli Cristiani; le altre due per insufficienti misure di sicurezza nel trattamento dei rifiuti di amianto. Teoricamente potrebbero ospitare tutti i composti con amianto lombardi che le stime più recenti valutano in circa 3.000.000 di metri cubi di materiale. Al momento è in corso il tentativo di aprire altre discariche, tentativo che ovviamente è visto con comprensibile ostilità da parte delle popolazioni locali, visto quello che è successo nella altre discariche.

Prospettive: c’è un comitato di aziende che, forse più realista dell’amministrazione regionale, ha lanciato il piano ZERO Amianto in Lombardia – 2020. Il problema sono comunque sempre le discariche e gli incentivi per favorire la rimozione e lo smaltimento di questo pericoloso materiale.

1 2 3  Scroll to top