lavoro

Priorità: tutela del verde, mobilità, trasparenza, lavoro

Grazie a Il Punto (periodico locale di area centrodestra) per questa bella intervista.

“Come ho detto in campagna elettorale, mobilità, trasporto pubblico, trasparenza, riforma della sanità regionale ma soprattutto tutela del territorio e stop alla urbanizzazione delle aree coltivabili saranno i cardini del mio impegno a livello regionale, dove trasferirò le esperienze maturate nell’impegno a livello locale. Per il lavoro, ricordo i contenuti del programma di Ambrosoli che propone, dopo la conclusione delle grandi opere già iniziate, un programma di interventi di completamento di medie e piccole opere che hanno un rapporto costo/lavoratori impegnati molto più interessante. Una scelta che farà da motore al rilancio all’economia lombarda”

Le altre risposte si trovano qui.

Italia: odi et amo

Italy_love_itQualche giorno fa mi sono imbattuto per caso in un piccolo e prezioso documentario dal titolo amletico Italy: Love it or leave it, diretto dai due giovani registi, qui anche protagonisti, Gustav Hofer e Luca Ragazzi. Premiato al Milano Film Festival 2011 come miglior lungometraggio e miglior premio del pubblico (riconoscimento toccato anche all’Annecy cinéma italien dello stesso anno da parte della giuria giovanile), la pellicola affronta un dilemma che investe buona parte dei giovani (e non solo) precari, disoccupati, o semplicemente sfiduciati italiani: che faccio, resto o me ne vado?

Luca e Gustav vivono insieme. Quando ricevono una notifica di sfratto, si apre una spaccatura: Gustav vorrebbe trasferirsi a Berlino, mentre Luca crede che l’Italia sia ancora un Paese che ha qualcosa da offrire. Decidono di prendere sei mesi di tempo per scegliere, e cominciano un’avventura on the road lungo la Penisola a bordo di una vecchia 500, toccando luoghi molto diversi tra loro, come Rosarno, Napoli, Giarre e Predappio, per capire se l’Italia è ancora un posto in cui poter continuare a vivere o meno.

Per quanto i due narratori giochino molto con divertenti intermezzi sulla dicotomia Italia-Paese Meraviglioso Vs Italia Paese da cui scappare (anche se alla lunga risultano sfiancanti), uno dei punti di forza della pellicola sono certamente i contributi dei tanti intervistati che arricchiscono la narrazione: tra questi, ricordiamo un’operaia della Fiat (prima tappa del viaggio); Lorella Zanardo, la regista del doc Il corpo delle donne; Carolina Girasole, sindaco di Isola di Caporizzuto; il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola; gli ex dipendenti della Bialetti, che ha chiuso i battenti qualche anno fa per trasferire le sue fabbriche in Romania. Eppure, il contributo che maggiormente mi ha colpito è stato quello dello scrittore Andrea Camilleri che Luca Ragazzi, nella versione inglese del doc, definisce un wiseman, un saggio: vi riporto il link dell’intervento.

Le parole di Camilleri sono pungenti, affilate, ma vanno dritte al punto. Il grande scrittore appare ai nostri occhi proprio come un mentore, come quelli che costellavano le narrazioni del passato, che dispensa consigli e incoraggia i giovani a combattere e a credere nelle proprie idee. Cinematograficamente parlando, un Maestro Yoda, di quelli che sempre più spesso mancano e di cui sempre più si sente il bisogno.

Perché i giovani, oggi, hanno tante domande, ma nessuna risposta. A cui, però, Gustav e Luca, alla fine di un viaggio (soprattutto interiore), sono giunti… ma non vi svelerò il finale.

E voi? Come avete risolto il vostro dubbio amletico?

Vertenza San Raffaele: la Lombardia non c’è

hsrLe ultime notizie sulla vertenza dell’Ospedale San Raffaele inducono una grande preoccupazione. L’accordo sottoscritto da una risicata maggioranza delle rappresentanze sindacali è stato bocciato nel referendum dei lavoratori ed ora siamo di fronte ad un pericoloso braccio di ferro: la proprietà potrebbe far partire da subito 244 lettere di licenziamenti. In questo tempo di crisi per queste 244 famiglie sarebbe una tragedia senza pari. Se ciò accadesse sarebbero inevitabili le agitazioni sindacali che è facile prevedere dure, esasperate. C’è quindi anche una preoccupazione per i servizi ospedalieri. Il San Raffaele è l’ospedale di riferimento per l’est Milanese. Per i segratesi è “il nostro ospedale” e non conosco chi non vi sia andato per un esame, un ricovero, la visita a un malato. Siamo abituati alla sua efficienza che richiama utenti da ogni parte d’Italia e le sue continue recenti vicissitudini sono una sorta di ferita oltre che di viva preoccupazione.

In questa vicenda manca un interlocutore in grado di fare una concreta fortissima opera di mediazione per la posizione istituzionale e la assoluta competenza in materia di sanità: è la Regione Lombardia, dove la crisi della San Raffaele è ingestibile sia per la vacanza di potere a seguito dello scioglimento del consiglio regionale che, ancor più, per le ombre che sono piombate sulla gestione della sanità lombarda a seguito delle molte indagini giudiziarie, gli avvisi di garanzia, gli arresti.

Far intervenire la Regione, immediatamente e in maniera decisiva, per salvaguardare i lavoratori dell’ospedale e i servizi ai cittadini: questo sarà tra i miei immediati impegni da consigliere regionale.

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