legge elettorale

Il cosiddetto Maialinum

fotoIeri sera sono stato ospite della trasmissione radiofonica Pane al Pane, su Radio Lombardia.

Si è chiacchierato per un’oretta di consumo di suolo, del disastro che il maltempo ha causato alle coltivazioni lombarde, di costi della politica.

Si è parlato anche di legge elettorale.

Ho detto che personalmente sono a favore di una legge come quella sui sindaci perché mi sembra l’unico sistema elettorale che funzioni davvero e offre agli elettori la possibilità di scegliere in maniera chiara chi vince e chi perde.

Mi sembra una strada necessaria per un Paese come l’Italia che ha bisogno di prendere le decisioni necessarie per uscire dalla ormai troppo lunga paralisi.

Ieri il parlamento ha bocciato la mozione di Roberto Giachetti che chiedeva di tornare al precedente sistema elettorale in modo di abbandonare subito il Porcellum. A favore della proposta hanno votato solo parlamentari di Sel e 5 Stelle. Il PD ha deciso di non entrare in conflitto col Pdl che vorrebbe invece soltanto modificare in modo minimo il Porcellum: il cosiddetto “Maialinum.

Era la prima prova, fallita, su cui si è misurata l’effettiva capacità di questo governo di fare riforme. E in trasmissione ho detto questo: se non si è in grado di fare riforme si torni a votare, subito, perché oggi c’è una risorsa che è finita più di altre e quella risorsa è il tempo.

Un piano Seldon per accorciare le barbarie tra il Primo e il Secondo Impero Galattico

Secondo In Folio PD e PDL avrebbero quasio raggiunto l’accordo per la nuova legge elettorale.

L’accordo prevederebbe uno sbarramento fissato al 5 per cento, un premio di maggioranza del 15 per cento, e un sistema misto per l’individuazione dei parlamentari: due terzi scelti dai cittadini, un terzo “nominati” dai partiti. In pratica un sistema per imbarcare sull’Arca di Noè i soliti noti in via di estinzione.

La scheda elettorale potrebbe dunque offrire la possibilità di esprimere tre preferenze (di cui una di genere) con un capolista bloccato, cioè indicato dal partito di appartenenza.

Insomma, una legge elettorale che consenta tanto il bipolarismo quanto la grande alleanza, ma che avrà il solo risultato di avvantaggiare il terzo in comodo, il solito Movimento 5 Stelle.

Certo se la nuova legge elettorale viene decisa da Denis Verdini e Maurizio Migliavacca allora davvero siamo alla fine dell’impero. Ci occorre un Piano Seldon. E in fretta.

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