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Licenziamenti IBM: porterò in Regione il caso

IBM-segrateLunedì 17 novembre, presso la sede di Assolombarda a Milano, si è tenuto tra Ibm Italia, Assolombarda e il Coordinamento nazionale delle RSU IBM e le organizzazioni sindacali FIM Fiom e UILM un incontro che ha di fatto formalizzato l’avvio di una nuova procedura di mobilità che prevede 285 licenziamenti riguardanti dirigenti (60), quadri e impiegati (225), distribuiti in tutti i settori aziendali.

Ben 199 di questi dipendenti oggi sono impiegati nella sede di Segrate della multinazionale dell’informatica.

Sono molto preoccupato da questi nuovi licenziamenti: siamo di fronte a un’altra tappa del ridimensionamento della presenza di IBM in Italia e a un altro fronte occupazionale che si apre nell’Est Milano. Esprimo la mia vicinanza ai dipendenti che stanno vivendo momenti di grande apprensione e incertezza per il loro futuro e mi farò carico nell’immediato di portare la loro situazione all’attenzione delle opportune sedi istituzionali regionali.

La Regione si occupi delle politiche sul lavoro

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La Martesana si è mobilitata questa mattina per il lavoro. Al corteo che si è snodato da Cassina de’ Pecchi a Cernusco sul Naviglio c’erano le rsu delle tante aziende in crisi, in particolare i lavoratori della Jabil in presidio permanente sulla Padana Superiore da due anni, diversi sindaci della zona e poi associazioni e tanti semplici cittadini. Tutti concordi nel dire che servono nuove politiche per rilanciare l’occupazione. Destinatari della mobilitazione, il governo romano e quello lombardo.

La politica, anche quella regionale, si deve occupare di più e meglio del mondo del lavoro. Il rilancio dell’economia e dell’occupazione parte anche da qui, dai nostri territori e dalle piccole e medie imprese. Mi farò carico di portare le istanze dei lavoratori a Palazzo Lombardia.

L’assenza del sindaco di Segrate mi ha rattristato, ignoro quali siano state le ragioni ed è toccato a me rappresentare la mia città in un momento in cui tutti dovremmo avere ben presente il dramma di molte famiglie dei comuni della Martesana, Segrate compreso, che si sono trovate di fronte a chiusure di aziende, a licenziamenti, cassa integrazione e mobilità.

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