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Scuola: si taglia il sostegno al reddito

SCONTRI ALLA MANIFESTAZIONE DI STUDENTI CONTRO I TAGLI DELLA REGIONE ALLA SCUOLA PUBBLICAStamattina alcuni studenti hanno manifestato dentro e davanti a palazzo Pirelli, con metodi che personalmente disapprovo, contro la diminuzione delle risorse alla scuola pubblica.

Una protesta che scaturisce, anche a prescindere da come la si possa pensare in merito alle scuole paritarie e alla legittimità del loro finanziamento, da l’esito ulteriormente discriminatorio dei nuovi tagli alla scuola pubblica previsti dal bilancio regionale. Ed è evidente che accentuare le diseguaglianze, anche nell’ambito dell’istruzione, non può che alimentare le tensioni delle parti penalizzate.

Mentre si tolgono soltanto briciole al contributo per la libera scelta dei percorsi educativi, si riduce di quasi cinque volte il sostegno al reddito, che è destinato al milione di studenti delle scuole statali: nel 2014, per il buono scuola, si passerà da 33 milioni a 30, per il sostegno al reddito da poco più di 23 a 5.

Una sproporzione che da sola grida vendetta. Ma alla quale va aggiunta anche la disparità dei criteri di assegnazione dei fondi. Perché mentre per il sostegno al reddito occorre presentare l’Isee, per il buono scuola si utilizza un indicatore che tiene conto soltanto del reddito e non dei patrimoni.

La scuola pubblica e gli studenti lombardi meritano un’attenzione e un’equità che la Regione con questi numeri non garantisce.

La Regione si occupi delle politiche sul lavoro

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La Martesana si è mobilitata questa mattina per il lavoro. Al corteo che si è snodato da Cassina de’ Pecchi a Cernusco sul Naviglio c’erano le rsu delle tante aziende in crisi, in particolare i lavoratori della Jabil in presidio permanente sulla Padana Superiore da due anni, diversi sindaci della zona e poi associazioni e tanti semplici cittadini. Tutti concordi nel dire che servono nuove politiche per rilanciare l’occupazione. Destinatari della mobilitazione, il governo romano e quello lombardo.

La politica, anche quella regionale, si deve occupare di più e meglio del mondo del lavoro. Il rilancio dell’economia e dell’occupazione parte anche da qui, dai nostri territori e dalle piccole e medie imprese. Mi farò carico di portare le istanze dei lavoratori a Palazzo Lombardia.

L’assenza del sindaco di Segrate mi ha rattristato, ignoro quali siano state le ragioni ed è toccato a me rappresentare la mia città in un momento in cui tutti dovremmo avere ben presente il dramma di molte famiglie dei comuni della Martesana, Segrate compreso, che si sono trovate di fronte a chiusure di aziende, a licenziamenti, cassa integrazione e mobilità.

Martesana in marcia per il lavoro

martesana-volantinoAlla Regione chiediamo politiche industriali capaci di rispondere alla crisi.

Un territorio intero che si mobilita a sostegno delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori per condividere il dramma della crisi, ma soprattutto per mettere in rete le amministrazioni locali e le forze sociali, per ipotizzare interventi coordinati e per chiedere alle istituzioni sovraordinate, a partire da Regione Lombardia, politiche industriali serie, capaci di frenare la desertificazione produttiva e occupazionale in atto.

Per questo sarò presente alla manifestazione promossa per sabato 14 dicembre dalle Rsu delle aziende della Martesana in crisi e da alcuni sindaci della zona.

Sarò presente perché ritengo si tratti di un appuntamento molto importante. E non solo in quanto occasione per esprimere una solidarietà fattiva ai lavoratori. La novità mi sembra che stia nell’idea di delineare un’iniziativa politica comune e quindi più incisiva, evitando di continuare ad affrontare singolarmente le molteplici emergenze occupazionali.

La marcia partirà alle 10 da Cassina de’ Pecchi, sede di quella Jabil con 300 dipendenti a rischio sulla quale mi sono recentemente speso in Consiglio, esemplificazione di una crisi che colpisce anche produzioni di alto livello e, al contempo, dell’assenza di politiche regionali in grado di dare risposte adeguate.

Tregarezzo, un quartiere che è una pagina della nostra storia

cascina tregarezzoGrazie a Gabriele Gabbini de Il Giorno per questa bella intervista.

Tregarezzo rischia di scomparire – Residenti e politici manifestano per salvare la storica frazione

In strada per denunciare una viabilità al collasso, che con l’arrivo del traffico pesante della Brebemi rischia di far scomparire dietro una semplice barriera antirumore un pezzo di storia risalente al 1500. Così, come nulla fosse. Ieri pomeriggio allora le forze di centrosinistra di Pioltello e Segrate – e pochi altri – sono scesi in campo per Tregarezzo, “un quartiere che è una pagina della nostra storia – spiega Paolo Micheli, consigliere regionale e segratese nella lista per Ambrosoli -. Basti pensare che cascina Tregarezzo, qui dietro, risale a più di 500 anni fa“. Forze politiche in piazza, si diceva, ma ben pochi cittadini a sostegno, per un totale di poco inferiore a una cinquantina di persone. “Troppo pochi”, il commento silenzioso che inizia a serpeggiare tra i partecipanti. Nonostante le apparenze, però, il problema esiste e bisognerà farci i conti. “Il presente di Tregarezzo è il traffico impazzito a causa dei lavori sulla Rivoltana – continua Micheli -. Il suo futuro invece sarà il traffico pesante indotto dalla Brebemi che passerà a poche metri dalle case, con l’unica salvaguardia di una barriera antirumore“.

Una questione già considerata anche dall’amministrazione (che per altro, al momento è ancora sospesa in un limbo, dopo le dimissioni di mezzo esecutivo e la ritira delle deleghe dei pochi assessori rimasti da parte del sindaco Adriano Alessandrini): “Il primo punto delle promesse elettorali del primo cittadino e della sua maggioranza era l’interramento della Brebemi – ricorda il consigliere del Pirellone – a salvaguardia di Tregarezzo“. Pochi mesi al governo però furono sufficienti a dimostrare alla giunta che i costi di una operazione del genere sarebbero stati decisamente troppo alti. “Il secondo tentativo fu allora quello di delocalizzare gli abitanti della frazione segratese, spostandoli nella zona del Segrate Village“, sottolinea Micheli. Ma, anche in questo secondo caso, i soldi da investire erano decisamente troppi, anche per le casse di uno dei comuni più ricchi d’Italia. “Tregarezzo è quindi il simbolo di una Amministrazione che è stata veloce ed efficiente nel programmare l’urbanizzazione di tutto il nostro territorio – continua l’esponente di Segrate Nostra -, ma gravemente incapace nel salvaguardare la vivibilità della città, sia intorno alla Rivoltana che intorno alla Cassanese“.

Da qui l’interrogazione di Micheli all’assessore regionale alla Mobilità, Maurizio Del Tenno, perché riferisca su cosa intende fare la Regione a fronte del disastro viabilistico di Segrate. “Tregarezzo rappresenta le promesse non mantenute di questa giunta“, ancora Micheli. Che poi avverte, riferendosi alle voci di un possibile inciucio con il Pd: “Non si illudano di trovare accordi elettorali col centrosinistra. In un momento drammatico per il paese e per la sua viabilità loro litigano per una poltrona – rincara la dose -; adesso sarebbe assurdo pensare di fare affidamento sulle minoranze; se hanno le gambe, camminino, altrimenti chiediamo subito nuove elezioni“.

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