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La Regione si occupi delle politiche sul lavoro

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La Martesana si è mobilitata questa mattina per il lavoro. Al corteo che si è snodato da Cassina de’ Pecchi a Cernusco sul Naviglio c’erano le rsu delle tante aziende in crisi, in particolare i lavoratori della Jabil in presidio permanente sulla Padana Superiore da due anni, diversi sindaci della zona e poi associazioni e tanti semplici cittadini. Tutti concordi nel dire che servono nuove politiche per rilanciare l’occupazione. Destinatari della mobilitazione, il governo romano e quello lombardo.

La politica, anche quella regionale, si deve occupare di più e meglio del mondo del lavoro. Il rilancio dell’economia e dell’occupazione parte anche da qui, dai nostri territori e dalle piccole e medie imprese. Mi farò carico di portare le istanze dei lavoratori a Palazzo Lombardia.

L’assenza del sindaco di Segrate mi ha rattristato, ignoro quali siano state le ragioni ed è toccato a me rappresentare la mia città in un momento in cui tutti dovremmo avere ben presente il dramma di molte famiglie dei comuni della Martesana, Segrate compreso, che si sono trovate di fronte a chiusure di aziende, a licenziamenti, cassa integrazione e mobilità.

Martesana in marcia per il lavoro

martesana-volantinoAlla Regione chiediamo politiche industriali capaci di rispondere alla crisi.

Un territorio intero che si mobilita a sostegno delle sue lavoratrici e dei suoi lavoratori per condividere il dramma della crisi, ma soprattutto per mettere in rete le amministrazioni locali e le forze sociali, per ipotizzare interventi coordinati e per chiedere alle istituzioni sovraordinate, a partire da Regione Lombardia, politiche industriali serie, capaci di frenare la desertificazione produttiva e occupazionale in atto.

Per questo sarò presente alla manifestazione promossa per sabato 14 dicembre dalle Rsu delle aziende della Martesana in crisi e da alcuni sindaci della zona.

Sarò presente perché ritengo si tratti di un appuntamento molto importante. E non solo in quanto occasione per esprimere una solidarietà fattiva ai lavoratori. La novità mi sembra che stia nell’idea di delineare un’iniziativa politica comune e quindi più incisiva, evitando di continuare ad affrontare singolarmente le molteplici emergenze occupazionali.

La marcia partirà alle 10 da Cassina de’ Pecchi, sede di quella Jabil con 300 dipendenti a rischio sulla quale mi sono recentemente speso in Consiglio, esemplificazione di una crisi che colpisce anche produzioni di alto livello e, al contempo, dell’assenza di politiche regionali in grado di dare risposte adeguate.

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