Mario Mantovani

Punto nascite dell’Uboldo: resta l’amaro in bocca

È arrivata finalmente la risposta dell’assessore alla mia interrogazione in merito alla vicenda della chiusura del punto nascite dell’ospedale Uboldo di Cernusco.

Di fatto l’assessore ribadisce le motivazioni, già espresse in altre sedi, che hanno portato alla scelta di Melzo, nonostante il numero di nascite inferiore, vale a dire: “minor tasso di fuga delle donne di Melzo” (cioè ci sono meno donne di Melzo che vanno a partorire fuori città di quanto non accada a Cernusco), localizzazione dell’ospedale in una zona senza altri ospedali attorno e una non meglio definità “opportunità di miglioramento dell’offerta assistenziale derivante da un proficuo scambio con i medici del presidio di Cernusco“.

Quanto al ricollocamento del personale, l’assessore dice che è improprio parlare di ciò, visto che già il personale risponde a un unico primario.

La scelta, dunque, ormai è fatta e il punto nascite di Cernusco è stato chiuso. Resta l’amaro in bocca per una modalità poco lineare, con un ribaltamento repentino di fronte rispetto a decisioni già assunte e per lo scarso coinvolgimento delle comunità locali coinvolte.

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Tangenti e sanità in Martesana: ora la massima trasparenza

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La mozione di censura a Mantovani

La sospensione dai loro incarichi del direttore generale e del direttore amministrativo della Azienda Ospedaliera di Melegnano, e l’Azienda stessa commissariata, sono la conseguenza delle indagini sulle presunte tangenti negli appalti di Expo. Provvedimenti decisi dalla giunta regionale dopo la richiesta d’arresto da parte della Procura di Milano che contesta ai due manager di aver favorito imprenditori amici della cosiddetta cupola comandata dall’ex sindaco di Cernusco sul Naviglio Gianstefano Frigerio.

Anche la Martesana, quindi, non solo perché uno degli arrestati è cernuschese, è colpita da vicino da questo terremoto giudiziario. Dalla Ao di Melegnano dipendono, infatti, oltre all’ospedale di Vizzolo Predabissi, tutti gli ospedali pubblici del territorio: Cernusco, Melzo, Vaprio, Gorgonzola e Cassano, e quindici poliambulatori.

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Le firme alla mozione di censura a Mantovani

La malagestione della cosa pubblica ci sfiora, ci circonda. Un ottimo antidoto per combatterla è la massima trasparenza che deve diventare uno standard ovunque: in Regione, nelle Aziende Ospedaliere, nei Comuni, nelle aziende partecipate e nei consigli comunali.

Da tempo sollecito una serie riflessione sul futuro della rete ospedaliera della Martesana. Anche per questo, insieme ai miei colleghi del Patto Civico e del PD, ho firmato una mozione di censura all’assessore alla Sanità Mario Mantovani, per chiedere di ripristinare la massima trasparenza nella gestione del Servizio Sanitario e la piena operabilità delle strutture colpite dall’inchiesta giudiziaria, e tra queste, anche quella di Meleganano.

Chiusura della maternità dell’ospedale Melzo?

medicocorsiaGira da qualche tempo la notizia di una possibile chiusura del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Melzo. Per questo ho protocollato un’interrogazione rivolta alla giunta Maroni, e in particolare all’assessore alla Salute Mario Mantovani, con l’intenzione di fare chiarezza su questa possibilità che preoccupa gli abitanti della zona e pianificare le eventuali contromosse.

Nel caso dovesse essere stabilita la chiusura del reparto di maternità di Melzo, tra l’altro da poco ristrutturato, tutte le pazienti dovrebbero recarsi presso l’ospedale di Cernusco sul Naviglio. Un dirottamento che causerebbe gravi disagi, in particolare alle gestanti. Ho chiesto allora ai vertici della Regione Lombardia se abbiano in programma la riorganizzazione o la soppressione di questa unità. In caso di risposta affermativa vorrei sapere quali siano le motivazioni di tale scelta e come pensano di riutilizzare le risorse ottenute dalle mancate spese del reparto.

In generale mi sembra che si arrivato il momento di porci domande sul futuro della rete ospedaliera della Martesana. Occorre dar luogo fin d’ora a una riflessione sul tema con una visione di lungo periodo, evitando i campanilismi e tenendo conto delle reali esigenze della gente. Tutto questo pone per noi abitanti della Martesana il problema delle distanze, o meglio dei tempi di trasporto, sia per le emergenze che per l’utenza privata, munita o meno di auto propria. Regione Lombardia riesce oggi a dare le risposte adeguate alla Martesana di domani? Le strutture medie, piccole o grandi che esistono oggi sono adeguate alle esigenze dei suoi oltre 350 mila abitanti? Mi auguro che questa interrogazione sia solo un primo passo verso una discussione più ampia per affrontare il tema della futura rete ospedaliera.

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