Matteo Renzi

L’onestà andrà di bolina

A quanto pare l’onestà ha preso il largo. Il parlamentare grillino Andrea Mura non si è mai presentato al lavoro in Parlamento. 96% di assenze. Pagato profumatamente dai cittadini italiani per andare in barca a vela ai Caraibi e fare le vacanze tutto l’anno. Sembra assurdo, ma all’epoca dei governi dei social network accade anche questo. Ci ricordiamo in campagna elettorale quando i vari Di Maio, Di Battista e compagnia, vomitando insulti sulla casta, spergiuravano di essere diversi e migliori di tutti. Ci ricordiamo il lavoro incessante e certosino della Casaleggio Associati per selezionare le migliaia di currucula pervenute alle parlamentarie. “I nostri controlli sono severissimi, a differenza degli altri partiti noi i parlamentari li scegliamo onesti“. Infatti si è visto: il Movimento 5 Stelle tra gli altri ha portato in parlamento massoni, furbacchioni che non restituivano la quota al fondo per il microcredito, indagati per riciclaggio, condannati in primo grado e da oggi anche incalliti vacanzieri. Poco importa che siano espulsi dal partito: il M5S li ha eletti e ora lo stipendio glielo dobbiamo comunque pagare noi tutti. Insomma, gli onesti non sono poi così diversi dagli altri partiti.

Ma non finisce qui. Ieri sui giornali leggo anche che il carabiniere Scafarto ha chiesto ufficialmente scusa alla famiglia Renzi ammettendo di aver costruito prove false per danneggiare l’ex premier nella vicenda Consip. Incredibile, sono senza parole. Si è ormai instaurata una realtà parallela fatta di fake news e sputtanamenti gratuiti. Quel che è più grave, è che la cosidetta “rete degli onesti” sembra ignorare completamente la pericolosità di questo clima. Pensiamo alla quantità di insulti e falsità con cui è stata condotta l’ultima campagna elettorale. Promesse di grandi cambiamenti e sconvolgimenti, finalmente la gente onesta comanda, finalmente leggi nuove, distruggiamo tutto e ricostruiamo. Invece scopriamo che gli stessi ministri di questo governo reputano quello di Minniti agli esteri “un buon lavoro”, la riforma sulla Buona Scuola “da non stravolgere”, la Fornero “difficile da toccare”, il reddito di cittadinanza e la flat tax “di difficile applicazione”. L’elettorato gialloverde cosa pensa di tutto ciò? Io mi rivolgo a loro, senza insulti e senza pregiudizi. Ma non vi rendete conto che vi hanno preso in giro? L’indignazione sui social è una cosa, l’onestà vera e il duro lavoro sono tutt’altra cosa.

Con Matteo Renzi per la Cassanese bis

img-20160927-wa0041Stamattina ho accompagnato Matteo Renzi durante la sua visita al San Raffaele. E’ stata l’occasione per parlargli delle questioni più urgenti della nostra città e in particolare della Cassanese bis. La viabilità speciale è una grande occasione per la nostra città e la sua realizzazione libererà le maggiori aree residenziali di Segrate da gran parte del traffico di passaggio, ma i lavori non sono ancora iniziati a causa di incredibili lentezze e di ostacoli burocratici.

Il premier, che ha ben presente che lo sblocco della Cassanese bis farà decollare i lavori del mega centro commerciale Westfield Milan con il conseguente grande investimento privato in una opera enorme che porterà occupazione e sviluppo, mi ha riconfermato il suo appoggio e il suo interessamento.

L’incontro di stamattina con Renzi è solo l’ultimo di una serie ormai lunghissima di iniziative che abbiamo preso per sbloccare la Cassanese bis e conseguentemente i lavori del Westfield. Noi vogliamo che il grande impatto ambientale sul nostro territorio del Westfield si trasformi in benefici di occupazione e sia soprattutto l’occasione per uno sviluppo sostenibile della viabilità locale: Cassanese bis, nuova Stazione Ferroviaria, prolungamento della MM4, completamento della rete ciclabile cittadina in collegamento con Milano e gli altri comuni vicini.

«Vengo a Segrate»

renzi_micheliMatteo Renzi ha promesso che verrà a Segrate per sostenere la nostra campagna elettorale: promessa strappata domenica mattina nel retropalco del Teatro Sociale di Mantova. Un breve faccia a faccia e uno scambio di battute sulla campagna elettorale segratese e l’indicazione del presidente del consiglio: «Vengo a Segrate».

Oltre a Renzi, domenica ho anche incontrato Luca Lotti, sottosegretario di stato alla presidenza del consiglio dei ministri e segretario del Cipe, il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica. Proprio il ruolo del braccio destro del premier è stato l’argomento principale di discussione perché coinvolge anche la Viabilità speciale di Segrate. Arteria che la città attende da anni e attualmente ancora in stallo. Lotti si è detto assolutamente disponibile a venire a Segrate per sostenere la campagna elettorale e per raccontare lo stato di fatto di quest’opera, indispensabile in futuro per evitare il collasso della viabilità cittadina e di tutto l’est Milano.

Avere Matteo Renzi e Luca Lotti a Segrate sarebbe un’opportunità per tutta la città. Segrate nei prossimi anni sarà interessata da finanziamenti per oltre un miliardo e mezzo di euro, tra il via dei cantieri del centro commerciale Westfield Milan nell’ex dogana, la realizzazione della Viabilità speciale e il completamento del quartiere Boffalora. Oltre alle parole d’ordine fondamentali che sono legalità e trasparenza nella gestione della macchina comunale, avere una visione oltre i confini cittadini e contatti di questa rilevanza possono regalarci una marcia in più.

Brebemi e Cassanese Bis: dalla giunta Maroni solo parole e nessun fatto concreto

micheli_brebemiTante parole, ma fatti zero.

Ieri dal palco dell’inaugurazione della Brebemi l’assessore Alberto Cavalli, delegato a Infrastrutture e Mobilità della giunta Maroni, rivolgendosi al premier Renzi, si è appellato al Cipe affinché venga sbloccato il Piano finanziario della Serravalle che avvierà i lavori del primo lotto della Cassanese Bis a Segrate, arteria di circa due chilometri indispensabile (ma ancora completamente da realizzare) per evitare l’imbuto cittadino del traffico proveniente dalla nuova autostrada A35.

Lo scorso maggio il consiglio regionale, con la sola astensione del M5S, ha votato una mozione di cui ero primo firmatario che impegnava la giunta regionale a potenziare gli ultimi tratti della Cassanese e Rivoltana rimasti orfani dei finanziamenti Brebemi . Le parole di ieri di Cavalli mi fanno pensare che in questi due mesi non si sia fatto nulla di concreto e che la realizzazione di queste opere sia ancora molto lontana.

Nella giornata di ieri ho anche approfittato della presenza di Renzi per consegnare al Premier una lettera. Nella missiva, in breve, il riassunto delle puntate precedenti. Ecco il testo: «La Brebemi verso Milano termina a Melzo. Da Melzo il flusso principale del traffico in direzione di Milano e della tangenziale Est utilizzerà, passando per il primo tratto realizzato della Tem, le strade provinciali Cassanese e Rivoltana sulle quali sono in via di completamento importanti lavori di ampliamento: tutte e due le strade sono state portate a doppia carreggiata con due corsie per senso di marcia. Non so quando è previsto che finiscano questi lavori, ma ho scritto al direttore di Brebemi per saperlo. Su entrambe le provinciali, però, manca la realizzazione “dell’ultimo miglio” che non è di competenza della società Brebemi. Entrambi questi tratti terminali si trovano nel territorio del comune di Segrate. La loro sistemazione dovrebbe avvenire grazie alla partecipazione di fondi privati nell’ambito della realizzazione del mega centro commerciale Westfield Milan sull’ex dogana segratese. Qua i tempi sono molto incerti: nel migliore dei casi un anno per la Rivoltana, due/tre anni per la Cassanese. Il risultato attuale è “l’imbuto segratese” dove il traffico dalla Brebemi si intaserà vanificando buona parte dei vantaggi di tempo che la A35 dovrebbe assicurare rispetto all’attuale A4. Come consigliere comunale a Segrate, da sempre contesto l’amministrazione cittadina (di centrodestra, attuale sindaco Adriano Alessandrini) che è stata efficacissima nella completa urbanizzazione del territorio, ma inadeguata di fronte al problema Brebemi nonostante che in anni decisivi avesse come interlocutori provincia, regione e governo nazionale della stessa area politica».

Tra le note stonate di quanto sta accedendo, anche la presa di posizione del Movimento 5 Stelle che oggi contesta con striscioni e ieri si era astenuto sulla mozione mozione: per stare dalla parte dei cittadini a volte bisogna fare delle scelte. E i grillini anche in questo caso hanno preferito la strada della protesta spettacolare di piazza piuttosto che quella nei luoghi delle istituzioni.

Piano Renzi per le scuole: Martesana al top

renzi_scuolaDevo congratularmi con i venticinque dei comuni della Martesana, praticamente tutti, che sono compresi tra i beneficiari del Piano per l’edilizia scolastica lanciato nello scorso marzo dall’allora neonato governo guidato da Matteo Renzi. Il premier aveva scritto ai sindaci invitandoli a segnalare una priorità del loro comune nel campo dell’edilizia scolastica, indicando la scuola interessata, le modalità di finanziamento e le tempistiche previste. A fronte della segnalazione il governo, come Renzi si era impegnato a fare, ha liberato i finanziamenti indicati dai sindaci dal vincolo del patto di stabilità per consentire ai cantieri di aprirsi al più presto.

Inoltre il governo ha messo a disposizione finanziamenti per la messa in sicurezza e la manutenzione degli edifici scolastici. Complessivamente nella Martesana sono stati liberate dal patto di stabilità (programma #scuolenuove) 6.643.000 euro, mentre quasi 4 milioni sono i finanziamenti arrivati nella nostra zona per mettere in sicurezza le scuole (programma #scuolesicure) o per rimetterle in ordine (#scuolebelle).

Lo scorso marzo mi sono permesso di sollecitare i sindaci della Martesana a rispondere tempestivamente alla lettera del premier. Forse non era necessario ma ho ritenuto doveroso farlo e ora posso dirmi orgoglioso di vedere che i risultati portati a casa dalla nostra zona paiono migliori delle medie regionali e nazionali.

La parte del leone l’hanno fatta i comuni di Cernusco sul Naviglio (circa 2.600.000 euro in #scuolenuove e 115.000 euro in #scuolebelle), Cassano d’Adda (1 milione in #scuolenuove e oltre 40.000 in #scuolebelle), Cologno Monzese (1,4 milioni in #scuolesicure e 47.000 in #scuolebelle) e Grezzago (ben 1.350.000 euro per #scuolesicure). Buone soddisfazioni anche per Bussero, Cambiago, Gorgonzola, Inzago, Trucazzano e Vignate.

A Segrate sono arrivati in tutto 40.000 euro come finanziamento alla piccola manutenzione scolastica. Avevo suggerito al Sindaco una impostazione diversa della richiesta di finanziamento. Mi auguro tuttavia che la richiesta avanzata dal Comune di Segrate per una nuova scuola primaria a Segrate Centro possa trovare uno spazio nel Dpef 2015, nelle ipotesi di finanziamento che il governo ha già delineato. Non ho dubbi che questo intervento farà parte dei programmi della nuova amministrazione comunale che i cittadini eleggeranno la prossima primavera.

A Segrate l’emergenza si chiama Brebemi

Renzi_MatteoIl primo ministro Matteo Renzi ha scritto ieri ai sindaci. E’ la seconda volta, in tre mesi. La prima volta aveva chiesto loro di segnalargli un problema di edilizia scolastica, un problema con risvolti drammatici in molte parti d’Italia e considerata quindi dal governo una priorità. Il sindaco di Segrate ha risposto indicando un mega programma di trasferimento delle scuole di Segrate Centro, non esattamente una emergenza.

Ora Renzi ha chiesto ai sindaci di segnalargli un’opera pubblica bloccata per lungaggini burocratiche. Come esempi ha indicato “…una caserma bloccata, un immobile abbandonato, un cantiere fermo, un procedimento amministrativo da accelerare“.

Vorremmo evitare che il sindaco di Segrate risponda parlando del completamento del bar di Centroparco o di una nuova caserma per la Guardia di Finanza o il Corpo Forestale.

La priorità di Segrate è il traffico. L’opera pubblica che attendiamo da vent’anni è la viabilità speciale. L’emergenza è la Brebemi che apre tra un mese e scaricherà sulla Cassanese e la Rivoltana, già affollate, un nuovo forte traffico che si ingolferà nell’imbuto di Segrate, cioè nelle strettoie rappresentate dall’attraversamento di Segrate Centro per quanto riguarda la Cassanese e dal nodo di Tregarezzo per quanto riguarda la Rivoltana.

La Brebemi, signor sindaco. La Brebemi!

Vittoria straordinaria di Renzi e del centrosinistra anche in Martesana

elezioni_europee_2014Dopo la delicata sostituzione di Letta, con un passaggio molto difficile da accompagnare per chi era stato accanto a Matteo Renzi dai suoi primi passi, credo che la vittoria odierna del Pd sia la vittoria personale di Renzi, un premio al suo coraggio, alla sua tenacia, alla sua politica.

Queste urne ci consegnano un quadro davvero soddisfacente, oltre ai numeri straordinari del Partito democratico, sono contento che anche la lista Tsipras abbia superato il quorum, una notizia che ritengo positiva per il futuro del centrosinistra. E in tutto ciò rilevo che il M5S ha comunque ottenuto un buon risultato.

Registro infine il dato clamoroso dei comuni della Martesana. Solo nella mia Segrate, storicamente casa del centrodestra, l’attuale maggioranza nel suo insieme ha raccolto appena il 33% dei consensi, contro il 50% sfiorato dal centrosinistra. Direi che si tratta di un ottimo auspicio per le amministrative del prossimo anno.

Un’Europa di spostati e velocizzati

langerIeri, nel suo discorso alla Camera, Matteo Renzi ha citato Alexander Langer.

Ripartiamo da lì, da quel 1995, ripartiamo da Langer e da Srebrenica, come diceva Langer, per “provare a riparare il mondo“.

“Ho trovato una frase, e partirei da questo, di un grande europeista italiano, risale a 19 anni fa, era il momento in cui la Commissione di Jacques Santer si presentò al Parlamento europeo, forse la prima volta in cui il Parlamento europeo giovò un ruolo anche significativo. Era Alex Langer che diceva queste parole: «stiamo costruendo un’Europa di spostati e velocizzati, dove si smistano sempre più merci, persone, pacchetti azionari, ma si vuotano di vivibilità le città e le regioni». Perché voglio partire da Alex Langer e da quel 1995, peraltro tragico? Peraltro tragico per lui e anche per l’Europa, il 1995 ricordiamo è l’anno di Srebrenica, è l’anno dei caschi blu olandesi, è l’anno del fallimento delle politiche istituzionali o, meglio delle istituzioni rispetto alla politica. Perché sono partito di lì? Sono partito di lì per dire che il rischio di una deriva tecnocratica e burocratica europea è un rischio che non avverte questo Parlamento o questo Governo perché c’è stata la crisi economica e finanziaria degli ultimi anni, ma è un rischio che è dentro, insito nell’animo e nel cuore di chi da anni si batte per un’Unione europea degna di questo nome”.

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