memoria

La maestra Micheli

Sul numero speciale “25^ anno” di “Macchè anziani d’Egitto“, bollettino del Movimento Terza Età di Segrate si parla di mia Nonna Rosi.
Ristampa di una lettera mandata nel 2004 da Pinuccia Redoglio.

La maestra Micheli, di P. Redoglio

In Darkness e la Storia fatta senza i sé

In DarknessIn questi giorni è nelle sale cinematografiche In Darkness, la nuova pellicola della regista Agnieszka Holland (autrice di opere come Poeti dall’inferno e Europa, Europa) e candidata agli Oscar nella categoria Miglior Film Straniero.

Tratto dal romanzo Nelle fogne di Lvov di Robert Marshall e dedicato alla memoria dell’attivista polacco Marek Edelman, il film narra la storia dell’ispettore fognario Leopold Socha che, per sbarcare il lunario in tempo di guerra, ruba nelle case dei ricchi e in quelle degli ebrei, costretti all’esilio nel ghetto e poi falciati dalla follia omicida dei nazisti.

Avvicinato da un vecchio compagno di cella, l’ufficiale ucraino Bortnik, gli viene promessa una lauta ricompensa se troverà e denuncerà alla Gestapo gli ebrei sfuggiti ai rastrellamenti. Eppure Socha, inizialmente mosso dal dio denaro, decide di nascondere undici di loro in un settore angusto delle fognature, in cambio di cibo e silenzio. I tempi di guerra e la sopraffazione, porteranno Socha ad ammorbidire il suo animo…

Avvolta da un’inquietante senso di claustrofobia ottenuta da un particolare uso della luce, la pellicola della Holland torna a raccontare una delle pagine più oscure e drammatiche della storia dell’umanità: l’orrore della Shoah. La regista non cede a facili buonismi: attraverso il conflitto interiore che consuma Socha (figura che incarna luci e ombre dell’essere umano), Holland analizza e sviscera con la minuzia di un chirurgo il Male Assoluto e la Speranza, due concetti antitetici di uguale intensità.

E proprio in una giornata come quella di ieri, dedicata alla Memoria, è opportuno tornare a domandarsi il valore di questi due aspetti, che in una lotta infinita tendono ad annullarsi vicendevolmente. Eppure la Holland decide di far prevalere la Speranza, attraverso la splendida immagine di chiusura della pellicola, in cui Socha porta a rivedere la luce la più piccola dei reclusi.

Per citare The Smiths, “there is a light that never goes out“.

Nonno Luigi

Mio nonno Luigi, prigioniero degli inglesi dopo la battaglia sull’Amba Alagi nella Seconda guerra mondiale.

Ritrovato negli archivi australiani 70 anni dopo.

Australia, documento prigionia

Questa foto è del museo dell’immigrazione di Adelaide: lo sbarco dei prigionieri di guerra.

Museo immigrazione Adelaide, sbarco prigionieri guerra

Dagli archivi australiani sono emersi altri due documenti.

Scrive mio papà Piero: “Rispetto al primo documento, il secondo chiarisce che l’annotazione a metà pagina del primo documento “Disemb. Melb. ex Ruys” è la contrazione di “Disembarkation Melbourne ex Ruys”, cioè sbarcato a Melbourne dalla nave Ruys che veniva da Bombay. Scopriamo poi che al momento dello sbarco in Australia il nonno Luigi pesava 59 kg e non aveva con sè nulla, né soldi, né orologio o altri effetti personali.

Australia, documento prigionia_3

Australia, documento prigionia_4

Australia, documento prigionia_2

Una curiosità. Mio fratello Alberto ha trovato una foto della nave Ruys. Scoprendo che altro non era che l’Achille Lauro. La nave infatti cambia nome nel 1963.

Tuttavia l’Achille Lauro era stata varata nel luglio 1946 e aveva fatto il viaggio inaugurale nel dicembre ’47. Osserva Alberto: “Qualcosa non torna. Il documento sembra contraffatto, “Disembarkation Melbourne ex Ruys” è stata aggiunto dopo. Ma molto tempo dopo perché prima del dicembre 1948 la Ruys non era mai stata in Australia. Chissa perché. Pignoleria Australiana?

ruys

Per tutti gli interessati. Questo è il sito delle ricerche: http://www.naa.gov.au/

Si può scrivere il nome in “search the collection”.

Oppure partire da qui: http://recordsearch.naa.gov.au/SearchNRetrieve/Interface/SearchScreens/BasicSearch.aspx

Mettendo anche il periodo 1940 – 1947.

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