mercato del lavoro

Licenziamenti Aastra: intervenga la Regione

aastraProsegue sulla Padana Superiore a Cernusco sul Naviglio la mobilitazione dei lavoratori dell’Aastra contro i 28 licenziamenti decisi dalla multinazionale canadese che si occupa di sistemi di telecomunicazione. Un taglio del 50 per cento del personale che coinvolge oltre alla sede nel milanese, quelle di Roma e Napoli. Ed è l’ennesima azienda del settore in crisi in Martesana dopo i casi della Jabil e dell’Alcatel.

Questa mattina l’Rsu dell’Aastra ha organizzato un presidio davanti ai cancelli della Rai a Milano e nel pomeriggio incontrerà ancora una volta i vertici societari, nell’estremo tentativo di trovare un accordo che riconosca loro almeno una buonuscita prima che la palla passi dopo il 30 giugno alla mediazione del Ministero a Roma.

Ieri ho incontrato i lavoratori dell’Aastra e le loro richieste mi sono sembrate assolutamente ragionevoli. Quello che posso fare, e che ho già fatto ieri, è di chiedere all’assessore regionale alle Attività Produttive Mario Melazzini di incontrare il prima possibile una delegazione di lavoratori. Se la Regione deciderà di sedersi al tavolo delle trattative al loro fianco sarà molto importante.

Il Patto Civico appoggia l’emendamento Ichino

ichinoAnche la Lombardia preveda di facilitare le assunzioni di chi, giovane o no, ha bisogno di lavorare.

Così ho firmato un’interrogazione proposta da Umberto Ambrosoli che chiede alla Giunta di rimettere in moto il mercato del lavoro promuovendo l’applicazione del decreto-legge n. 76/2013 (emendamento Ichino) che, in via sperimentale fino al 31.12.2015, consente l’assunzione a tempo indeterminato con un rapporto di lavoro che può essere sciolto nel primo triennio con il pagamento di una modesta indennità di licenziamento.

Ogni proposta di sperimentazione per rendere più facili le assunzioni dovrebbe essere subito promossa e applicata. Oggi le assunzioni vengono disincentivate anche per la paura che gli imprenditori hanno per gli alti costi delle eventuali interruzioni e cessazioni del rapporto di lavoro. Un tale disincentivo viene ingigantito dall’incertezza che purtroppo caratterizza la crisi che stiamo attraversando. Ed è proprio qui che si propone di intervenire per facilitare le assunzioni, anche soltanto con un provvedimento di carattere congiunturale e sperimentale, di portata limitata al tempo necessario per uscire dal tunnel della crisi. Se si riuscisse a superare la paura sarebbe davvero una boccata d’ossigeno per tutti, imprenditori e lavoratori. Con la nostra interrogazione chiediamo che anche Regione Lombardia faccia suo e aiuti questo sforzo.

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