mobilità

Fuga dei vigili da Segrate: emergenza cittadina che va affrontata al più presto

polizialocaleCresce il malcontento presso il comando di polizia locale di Segrate. Le richieste di mobilità tra agenti e impiegati amministrativi sono aumentate passando dalle 14 iniziali alle 17 attuali (anche se altre fonti parlano di 20-25 richieste di mobilità). Almeno un terzo del personale oggi in servizio negli uffici della palazzina di via Modigliani ha chiesto di essere trasferito.

Siamo di fronte a una vera e propria emergenza. In cima alle priorità della mia futura agenda di primo cittadino c’è sicuramente questo tema. La sicurezza in città non si ottiene solo con azioni di contrasto contro la criminalità, l’illegalità e l’inciviltà, naturalmente sacrosante, ma passa anche dal benessere e dalle motivazioni di chi ogni giorno deve combattere queste piaghe sociali, magari con uno stipendio non adeguato al delicato compito che svolge.

Sarà mia cura incontrare e ascoltare il personale della polizia locale, per affrontare insieme le problematiche e trovare con loro una soluzione evitando una fuga che sarebbe solo dannosa per la cittadinanza.

MM2 fino a Trezzo, un’opera necessaria

MetropolitanaDa Gessate a Trezzo sull’Adda in metropolitana. Circa otto chilometri di rotaie che potrebbero in futuro materializzarsi sull’asse ferroviario della Martesana. È stato presentato ieri in Commissione Territorio della Regione lo studio di fattibilità per il prolungamento della linea MM2. Una proposta che ha già avuto il benestare di tutti i comuni limitrofi interessati a decongestionare il traffico verso Milano e verso il parcheggio di intrerscambio di Gessate. Nuove fermate con aree sosta annesse a Inzago, Basiano-Masate, Trezzano Rosa-Pozzo d’Adda e capolinea a Trezzo.

Tre le proposte sul tavolo studiate insieme al Politecnico di Milano: 1. Prosecuzione dell’attuale sistema su ferro per tutti gli 8 chilometri al costo di 171 milioni di euro e tre anni di lavori. 2. Realizzazione, lungo il medesimo tracciato, di una strada dedicata a mezzi su gomma alimentati a corrente elettrica con costo di 70 milioni e due anni di cantieri. 3. Prolungamento della metropolitana da Gessate a Inzago e quindi la prosecuzione del tracciato su gomma in sede riservata. In questo caso il costo dell’opera sarebbe di 101.130.000 euro e lavori per tre anni.

Il prolungamento della metropolitana, sia su ferro che con un trasporto simile e più economico su gomma, sarebbe un’opera pubblica importante per la Martesana, in particolare per liberare da auto e camion la Padana Superiore, oggi sempre più trafficata dopo l’apertura della Brebemi e il potenziamento delle colleghe Cassanese e Rivoltana. Dunque applaudo all’iniziativa necessaria e urgente alla quale lavorerò per una sua rapida realizzazione. Progetto che, però, dovrebbe correre di pari passo anche con la modernizzazione della maggior parte delle stazioni all’aperto di questa linea: vecchie e ancora piene di barriere architettoniche. Per questo nell’ottica della Città metropolitana milanese, che vorremmo a livello degli standard delle grandi realtà europee, sarà importante il confronto su questo tema con l’amministrazione comunale di Milano, oltre alla candidatura a questo nuovo ente, già avanzata come Coordinamento delle liste civiche ecologiste e solidali della Martesana, di una persona come il sindaco di Cassano d’Adda, Roberto Maviglia, che conosce alla perfezione queste problematiche.

MM4 Linate-Segrate-Pioltello: ora atti concreti

mm4In Regione si pensa alle infrastrutture strategiche del dopo Expo. In particolare alla mobilità. E tra i dieci progetti di prolungamento delle linee metropolitane nell’hinterland milanese, inseriti nella mozione approvata martedì dal Pirellone, c’è anche quello della linea 4 da Linate fino a Pioltello con fermata a Segrate. Una lingua di binari lunga circa quattro chilometri che permetterebbe di collegare l’aeroporto con le due maggiori città dell’Est Milano, aiutando a decongestionare dal traffico veicolare una zona particolarmente caotica.

Il documento impegna la giunta Maroni a definire entro sei mesi una legge-obiettivo che stabilisca tempi e costi per lo sviluppo strategico, univoco e integrato delle infrastrutture, in particolare nella Grande Milano.

Noi da tempo sentiamo parlare del prolungamento della metropolitana blu a Segrate e Pioltello. Martedì con questo impegno messo nero su bianco c’è qualcosa di più di una semplice indicazione. Ora, però, il documento non deve rimanere lettera morta ma va tradotto in atti concreti. Su questo vigileremo perché questa opera è importantissima, in particolare per Segrate, che nonostante il suo repentino sviluppo urbanistico ha mantenuto praticamente inalterati da una decina d’anni i servizi di trasporto pubblico da e verso il capoluogo. La MM4 insieme Passante ferroviario sarebbero così un vero incentivo a lasciare a casa l’auto.

E vigileremo anche sul prolungamento della MM2 da Cologno Monzese a Vimercate: dieci chilometri in più lungo la linea verde che anche in questo caso toccherebbero un territorio particolarmente trafficato e oggi difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

Nella mozione si parla anche di costi e tempistiche: la futura legge-obiettivo dovrà promuovere l’utilizzo del project financing e individuare un fondo ad hoc di 5 miliardi di euro che consenta nei prossimi 15 anni di realizzare i dieci prolungamenti. Qualche dato. La rete della metro di Milano trasporta ogni anno 450 milioni di passeggeri lungo i 90 chilometri di percorsi delle quattro linee in servizio. Solo 20 chilometri, però, il 20 per cento circa, si snodano oltre i confini del Comune di Milano. Troppo poco visto che un terzo della popolazione lombarda vive nell’area metropolitana attorno al capoluogo e che ogni giorno sono 500mila i pendolari che si muovono verso a Milano.

Priorità: tutela del verde, mobilità, trasparenza, lavoro

Grazie a Il Punto (periodico locale di area centrodestra) per questa bella intervista.

“Come ho detto in campagna elettorale, mobilità, trasporto pubblico, trasparenza, riforma della sanità regionale ma soprattutto tutela del territorio e stop alla urbanizzazione delle aree coltivabili saranno i cardini del mio impegno a livello regionale, dove trasferirò le esperienze maturate nell’impegno a livello locale. Per il lavoro, ricordo i contenuti del programma di Ambrosoli che propone, dopo la conclusione delle grandi opere già iniziate, un programma di interventi di completamento di medie e piccole opere che hanno un rapporto costo/lavoratori impegnati molto più interessante. Una scelta che farà da motore al rilancio all’economia lombarda”

Le altre risposte si trovano qui.

Intervista su ambiente, aria, territorio, agricoltura e mobilità.

Il periodico Quindici news mi ha spedito alcune domande su ambiente, aria, territorio, agricoltura e mobilità. Ho potuto rispondere with a little help from my friends di Segrate Nostra (Gianluca e Marco).

L’intervista è uscita questa settimana, potete trovarla qui in formato pdf.

1) Ambiente, territorio: come è cambiato dal punto di vista ambientale, negli ultimi 10 anni

E’ cambiato parecchio soprattutto nei termini della quasi totale scomparsa dell’agricoltura dai campi del territorio, via via convertiti in maniera massiccia, in ogni quartiere, in edificabili. A questo si assommano l’incremento di traffico veicolare di passaggio e interno, la quasi sistematica distruzione di vecchie cascine (abbattendole o confinandole), il mantenimento di alcune attività industriali presso aree abitate (come la Lucchini Artoni). E nulla si è fatto per ridurre i voli dell’aereoporto di Linate, i cui decolli avvengono sul territorio segratese, che anzi si direbbero incrementati nonostante le promesse (oltretutto appaiono del tutto trascurati gli antichi divieti di costruzione sotto le rotte). Si aggiunga che gli esperimenti urbanistici di tre quartieri segratesi sorti negli anni ’60-’70 (Milano 2, San Felice e Villaggio Ambrosiano) non solo non hanno avuto seguito ma non sono stati quasi per nulla valorizzati nei loro aspetti più notevoli, tra cui quelli ambientali e viabilistici. Assai grave il passaggio della BREBEMI – presso San Felice, Novegro e Tregarezzo – forse non evitabile ma per certo mitigabile mediante opportune costruzioni in trincea, che non saranno eseguite per grave disinteresse dell’Amministrazione.

Queste sono le maggiori criticità sotto il profilo ambientale del nostro territorio, ormai quasi del tutto urbanizzato, che arriva a confondersi con la periferia milanese.

Fortunatamente, come si dice più oltre, si è quasi ultimata la rete di piste ciclabili, per veri anni “sospesa” e poco manutenuta, tuttavia priva dei fondamentali agganci con Milano.

Mentre nell’ultimo decennio l’attenzione “ambientale” tende ad essere limitata al solo “controllo del verde”: le aree verdi private o quelle pubbliche realizzate ex novo come (insufficiente) compensazione dei nuovi insediamenti.

2) Ambiente, aria: che aria si “respira” a Segrate

Purtroppo l’aria che si respira a Segrate è la stessa che si respira a Milano e nei comuni limitrofi: ciò in quanto l’intensa urbanizzazione, caldeggiata dall’Amministrazione comunale negli ultimi anni e prevista anche nel nuovo PGT, ha di fatto creato una saldatura dell’abitato segratese con quello del Comune di Milano.

I collegamenti con Milano per i residenti, pur se migliorati con gli anni, non sono ancora ottimali, sia per la mancanza di corsie preferenziali per i mezzi di trasporto su gomma sia per lo stato pietoso in cui ancora oggi versa la fermata dei treni di Segrate.

Il traffico di passaggio su Rivoltana e Cassanese non fa che peggiorare la situazione; in più l’Amministrazione non ha quasi mai preso in considerazione i fermi delle auto che il Comune di Milano o altri comuni dell’hinterland hanno attuato.

3)   Ambiente, mobilità: come sta andando il car sharing? Il Bicibus? Quali iniziative per arrivare nel 2015 a 100km di percorsi pedonali e ciclabili?

Negli ultimi anni l’Amministrazione comunale ha certamente avuto maggiore attenzione alla mobilità “dolce”: sono state costruite molte nuove piste ciclabili e sono stati creati due collegamenti che permettono ai ciclisti di superare la via Cassanese da nord a sud.

Tuttavia, al momento manca una visione di insieme della mobilità tramite bicicletta, che è vista ancora più come mezzo di passeggio domenicale che come un modo di spostarsi nella provincia in modo realmente alternativo all’automobile. Ciò è provato dall’assenza di collegamenti con i comuni limitrofi, soprattutto nell’asse est-ovest (Milano-Pioltello): avviene così che chi voglia andare a lavorare in bicicletta a Milano trovi la pista ciclabile lungo la Cassanese che inizia a Rovagnasco e si interrompe a Lavanderie, mentre in verso opposto non esiste nulla. Così pure, nella stessa direttrice, avviene per la pista ciclabile a sud del Centro Parco, che si interrompe bruscamente ad un semaforo al limitare di Redecesio.

Anche per raggiungere la metropolitana di Vimodrone la pista ciclabile, volendo partire dal centro di Segrate, è più volte interrotta costringendo i ciclisti a pedalare troppo spesso in mezzo alle auto.

4)   Ambiente, agricoltura: salvaguardare le aziende agricole o farle “indirizzare” verso la produzione di ambiente?

In questo campo, a Segrate non siamo all’anno zero, ma addirittura all’anno “meno uno”. Ciò grazie alla politica della giunta Alessandrini che, con il PGT approvato nel 2012, è riuscita a trasformare quasi per intero quel poco di terreno agricolo che ancora esisteva in aree edificabili. Niente aziende agricole quindi sul territorio segratese: i cittadini, per acquistare prodotti a chilometro zero devono rivolgersi nei comuni intorno.

Inoltre c’è stata poca attenzione alle vecchie cascine che erano ancora attive fino a qualche anno fa: buona parte sono state abbattute per fare condomini (una per tutte: la cascina Lirone) e solo un paio sono state recuperate in parte a fini di utilità sociale.

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