motociclismo

Un’altra idea di montagna

trialSettimana scorsa la Commissione Agricoltura ha dedicato buona parte della sua seduta ad un tema che di per sé non è di particolare rilevanza rispetto ad altri temi che giacciono indiscussi da più tempo (ad esempio, giusto per citarne uno, la proposta di riforma sul consumo di suolo), ma la cui discussione ha comunque permesso di palesare alcuni “caratteri qualificanti” del pensiero di questa maggioranza a guida leghista sui temi ambientali.

L’argomento è legato alla Proposta di Legge 124 che prevede alcune modifiche alla lr 31/2008 (Testo Unico delle leggi regionali in materia di agricoltura, pesca e sviluppo rurale), uno dei testi più emendati e riformati di questa legislatura; le modifiche proposte sono tese a rendere più accessibili i nostri boschi, pascoli, i sentieri e le mulattiere, soprattutto di montagna, alle manifestazioni motociclistiche e fuoristrada.

Vorrei fare alcune considerazioni a difesa delle obiezioni avanzate da quella, che nella relazione introduttiva della proposta, viene definita una minoritaria corrente di pensiero che considera la circolazione motorizzata su percorsi a fondo naturale una pratica intrinsecamente negativa.

Innanzitutto lo sport, e quindi anche quello legato a manifestazioni motoristiche fuoristrada, deve esercitarsi senza arrecare danni agli altri, alle proprietà e alle attività. I mezzi motorizzati che parteciperebbero a queste gare producono un forte rumore, disturbano e allontanano la fauna e gli animali al pascolo, e, nella migliore delle ipotesi, erodono i terreni e danneggiano prati e sentieri; noi della minoritaria corrente di pensiero, abbiamo un’idea decisamente diversa di come l’uomo possa vivere l’ambiente montano (e non solo) e soprattutto di come conciliare le attività sportive con la montagna.

Aggiungerei che la normativa attuale è restrittiva sulla carta, ma in pratica non funziona per mancanza di controlli. Sarebbe bene individuare percorsi per i fuoristrada, naturalmente escludendo le aree di interesse naturalistico, e rendere efficaci i controlli. Lo scarso deterrente delle sanzioni previste crea conflitti tra i diversi fruitori della montagna e causa notevole impatto nei confronti dell’ambiente. In ogni caso la possibilità di svolgere manifestazioni motoristiche è già prevista dalla normativa, e sinceramente pare difficile comprendere le motivazioni per un ulteriore deregolamentazione sul tema.

Infine reputo debole anche la motivazione economica addotta dai firmatari di questa proposta, che vedono in queste manifestazioni una potenziale fonte di reddito; credo piuttosto che la difesa di questi territori da fonti inquinanti, in tutti i sensi, crei i giusti presupposti per lo sviluppo economico di questi ambienti, attraverso la creazione di un’economia locale basate su forme di turismo e manifestazioni sportive più consapevoli, rispettose dell’ambiente e decisamente meno invasive e più proficue.

Ma quello che preoccupa maggiormente è che, ancora una volta, ciò che manca a questa maggioranza a guida leghista è una lettura complessiva di quello che vuole fare per il futuro della Lombardia. Si continua a procedere con modifiche spot, mentre sarebbe il momento che Maroni e soci di dicessero cosa intendono fare da grandi, facendola finita con l’inseguire le mode del momento o le sirene che arrivano dai territori, che possono anche essere importanti, ma che denunciano una inquietante mancanza di autonomia e programmazione.

 Scroll to top