mozione

Querela Alessandrini: assolti perché il fatto non costituisce reato

Giovedì scorso, 23 giugno, il Giudice di Pace di Milano, accogliendo la richiesta del Pubblico Ministero, ha “assolto Paolo Micheli, Gianfranco Rosa, Manuela Mongili, Silvia Carrieri e Fabrizio Ciapini dall’imputazione di diffamazione in concorso tra più persone perché il fatto non costituisce reato“.

La querela era stata presentata nel gennaio 2012 dall’allora sindaco Adriano Alessandrini in quanto i cinque consiglieri di minoranza nel novembre dell’anno precedente avevano presentato una mozione che, secondo il querelante, aveva “sconcertato e amareggiato tutti i componenti dell’Amministrazione Comunale“.

Cosa diceva la mozione? In sostanza che la maggioranza di centrodestra nella seduta del Consiglio Comunale del 15 luglio 2011 aveva votato un PGT che conteneva un “falso” e quindi che il Piano di Governo del Territorio andava revocato. La mozione non fu nemmeno mai discussa in aula in quanto la maggioranza, con un’iniziativa senza precedenti, decise di escluderla dall’ordine del giorno. Fu comunque ritenuta offensiva e con una delibera di Giunta del 12 dicembre 2011 fu incaricato un avvocato perché provvedesse a tutelare adeguatamente l’onore del sindaco e dell’Amministrazione Comunale.

LA STORIA DEL “FALSO”

La storia del “falso” è un po’ lunga e un po’ complicata ma merita di essere ricordata. All’inizio del 2011 l’amministrazione Alessandrini si avviò a portare all’approvazione del Consiglio Comunale un PGT che prevedeva di urbanizzare quasi tutto il terreno verde (agricolo o coltivabile) pubblico, dal Golfo Agricolo a un’area di Novegro compresa nel Parco Agricolo Sud Milano. Il consumo di suolo effettivo così previsto risultava essere gigantesco: oltre 666.000 metri quadrati.
Il Piano Provinciale (PTCP) di allora consentiva a comuni come quello di Segrate, già fortemente urbanizzati, di procedere un aumento massimo di consumo di suolo pari dell’1% della superficie convenzionalmente già urbanizzata; per Segrate voleva dire un tetto di soli 121.000 mq.
Allora per far quadrare i conti il PGT di Segrate utilizzò una serie di incrementi percentuali previsti dal PTCP. Il più importante consentiva un aumento di un altro 2% ai comuni della provincia di Milano riconosciuti come Centri di rilevanza sovra comunale. Il comune di Segrate non era e non è mai stato riconosciuto come tale. Nel documento allora vigente, la Relazione Generale del PTCP, parte 2^ (“Il progetto di PTCP – I sistemi territoriali”) pagine 188/190, capitolo 3.3.3, c’è l’elenco completo dei comuni riconosciuti dal PTCP come Centri di rilevanza sovracomunale, e l’elenco non comprende Segrate.

Invece in più punti della Relazione del Documento di Piano del PGT votato nel luglio 2011 veniva affermato esattamente il contrario.

Ad esempio, a pag. 155 della Relazione del Documento di Piano era stato scritto:

Determinazione del valore ammissibile di incremento di consumo di suolo.
Valore percentuale ammissibile
Incremento percentuale rispetto alla superficie urbanizzata. 1%
Percentuale massima aggiuntiva di incremento della superficie urbanizzata in quanto Segrate è centro di rilevanza sovracomunale. 2%”

Ancora, nella legenda dell’allegato al PGT denominato Tav. A17 era stata scritta la stessa cosa:

“Percentuale massima aggiuntiva di incremento della superficie urbanizzata in quanto Segrate è centro di rilevanza sovra comunale (Art. 85 del NTA del PTCP di Milano). 2%”

LA PIANTINA “RITOCCATA”
Ma non basta! A sostegno della affermazione veniva anche riprodotta nel PGT questa piantina.

PGT_Segrate_relazione_27maggio2011

Come si vede, la piantina è intitolata nel testo del PGT come “Figura 2 Estratto Tavola 1 PTCP” e consiste in un carta topografica (con al centro la città di Segrate indicata con un esagono azzurro) corredata da una legenda di simboli topografici.
Avrebbe dovuto servire a confermare quanto asserito più volte nel PGT e cioè che Segrate è classificato dal PTCP come Centro di rilevanza sovracomunale.
In realtà la piantina era stata a dir poco ripresa in modo “Improprio”. Infatti dalla legenda dei simboli topografici era stata omessa la prima riga sotto il titolo in grassetto Sistema Insediativo della legenda originale della Tavola 1 del PTCP e cioè proprio la riga che indica il simbolo grafico (uno sfondo giallo) che contraddistingue i Centri di rilevanza sovracomunale.

tav1_infrastrutture, ritaglio legenda

Non basta: la pianta topografica era stata ritagliata in modo da non far apparire comuni anche molto vicini a Segrate, quali Sesto San Giovanni, San Donato Milanese, Gorgonzola che, apparendo con il relativo simbolo grafico (nome del comune inserito in un rettangolo a sfondo giallo), sono tra quelli realmente identificabili, ai sensi della legenda originale della Tavola 1 del PTCP, come comuni effettivamente classificati dal PTCP come Centri di rilevanza sovracomunale. Segrate non appare con quel simbolo!

tav1_infrastrutture, ritaglio zona Segrate

UNA CONCLUSIONE IN AGRODOLCE
Ci sono voluti più di quattro anni per stabilire che i cinque firmatari avevano pieno diritto di affermare che “l’inserimento, nel PGT, di Segrate tra i Comuni riconosciuti dal PTCP come Centro di rilevanza sovra comunale può configurarsi come un falso“.
Intanto il PGT di Segrate è stato approvato e solo il ricorso al TAR promosso dal Comitato Golfo Agricolo e presentato da cinquanta segratesi, da WWF e Legambiente è riuscito a impedire che producesse i suoi peggiori effetti anche prima che il voto dei segratesi mandasse a casa chi aveva votato piantine ritoccate.

Nel frattempo il conto dell’avvocato Roveda, incaricato da Alessandrini di preparare la querela, l’hanno pagato i segratesi: circa 4.400€ liquidate a fine maggio 2015.

Maroni ricordi l’impegno a contenere i voli e a non protrarre la liberalizzazione oltre Expo

linateE’ passato poco più di un mese e già si vedono i primi effetti negativi del Decreto Lupi. I primi dati segnalano un calo del 3% dei passeggeri in transito a Malpensa e lo spostamento di varie compagnie su Linate.

A Maroni voglio ricordare che il Consiglio, approvando una mia mozione, gli ha chiesto che si torni a puntare sulla valorizzazione dello scalo varesino anche attraverso il contenimento dei voli sul city airport milanese. Ci aspettiamo azioni conseguenti all’impegno assunto.

Gli aerei in decollo da Linate passano sulle abitazioni dell’hinterland milanese, con tutti i problemi di rumore e inquinamento atmosferico che facilmente si possono immaginare.

Se un potenziamento del Forlanini può avere senso in vista di Expo, occorre comunque attivarsi per limitare al minimo i possibili danni e soprattutto per fare in modo che questa situazione non si protragga oltre la chiusura dell’esposizione universale.

Mozione punto nascite Cernusco: intempestiva e controproducente

micheliUna mozione intempestiva che arriva proprio mentre i sindaci del territorio stanno cercando una soluzione condivisa da tutta la Martesana e che rischia, al contrario di quanto si proponeva, di compromettere definitivamente le sorti del punto nascita dell’Uboldo di Cernusco.

Questo è stato, in sintesi, il mio intervento durante la discussione in aula, nel quale ho invitato ancora una volta la consigliera Maria Teresa Baldini, prima firmataria del documento presentato a difesa del reparto di maternità cernuschese, a fare un passo indietro.

Le è stato chiesto più volte e da più parti, ma non ha voluto sentire ragioni. E l’unico effetto ottenuto dalla sua insistenza è stato quello di compattare l’intero centrodestra sulle posizioni dell’assessore Mantovani, segnando un punto a tutto sfavore del mantenimento del punto nascite a Cernusco. Insomma, un atto sbagliato nei tempi e nei modi che risulta addirittura controproducente. Da qui in avanti sarà molto più difficile riaprire un tavolo sulla vicenda.

No all’aument​o dei voli oltre Expo

linateIntervenire sul Governo affinché siano evitate ulteriori decisioni calate dall’alto e si torni a puntare sulla valorizzazione di Malpensa, anche attraverso il contenimento dei voli su Linate.

Questo, in sintesi, è il senso della mozione che ho presentato martedì pomeriggio in Consiglio Regionale, approvata con un solo voto contrario.

Sappiamo tutti che un aeroporto come quello di Linate è innanzitutto un servizio primario e una risorsa. E’ una risorsa anche occupazionale per il territorio. Quando fu potenziata Malpensa e con il trasferimento di servizi e quindi di personale, vi furono, ad esempio per i dipendenti SEA grossi problemi, cassa integrazione e altro.

Linate è un aeroporto cittadino ed è quindi sotto molti aspetti una comodità. In vista dell’Expo che, ricordiamolo, inizia tra sei mesi, il potenziamento di Linate è del tutto logico. Il sito dell’Expo è quasi equidistante dai due aeroporti milanesi, Linate e Malpensa, come tempo di spostamento in auto; Malpensa è molto più agevole per chi userà i mezzi pubblici per raggiungere immediatamente l’Expo ma ci auguriamo, come certamente accadrà, che i visitatori dell’Expo si fermeranno a esplorare, conoscere, gustare le bellezze naturali e artistiche della nostra regione e tutte le declinazioni del made in Italy e del made in Lombardia.

Perciò nessuna opposizione a qualche sacrificio per il successo dell’Expo.

Tuttavia Linate, come abbiamo detto, è un aeroporto cittadino, che vuol dire proprio che gli aerei in decollo passano appena sopra le abitazioni di Novegro che è proprio a ridosso dell’aerostazione e, superata la ferrovia, passano sopra Redecesio per poi seguire i vari corridoi di rotta che tante volte sono stati cambiati per diluire per quanto possibile il disagio del rumore, che si avverte subito e dell’inquinamento atmosferico che va ad aumentare quello prodotto a terra. I comuni maggiormente coinvolti sono Segrate, Pioltello, Vimodrone, Cernusco, Cologno oltre alla fascia est di Milano e ovviamente S.Donato Milanese che fa, come dire, il pieno degli atterraggi.

I problemi di questa convivenza con l’aeroporto sono immagino a tutti ben noti e chiari.

L’inquinamento sonoro. Ultimamente un gruppo di abitanti della frazione di Redecesio ha dato vita a una richiesta di danni collettiva contro la SEA per ottenere ampi rimborsi ai danni fisici, principalmente sordità, psicologici e materiali, cioè la necessità di insonorizzare meglio che altrove le abitazioni.

L’inquinamento dell’aria. I turboreattori che muovono gli aerei bruciano cherosene ed emettono quantità rilevanti di residui d’idrocarburi, ossidi di zolfo, particolato… Non so se lo avete notato, ma gli aerei non sono dotati da marmitte catalitica; ci sono diverse valutazioni ma penso si possa affermare che un aereo, specie al decollo, inquina quanto qualche migliaio di auto catalizzate.

Rischio sicurezza. L’8 ottobre scorso è stato il 13^ anniversario della strage di Linate, 118 morti. Un MD87della compagnia scandinava SAS fu urtato da un piccolo aereo Cesna e si schiantò contro un capannone deposito bagagli. L’abitato di Novegro era, in linea d’aria, 300 metri più avanti.

Questo per dire che ci sono concreti motivi per cui chi abita nella vicinanza di un aeroporto si preoccupa dell’aumento di traffico.

L’aumento di movimenti aerei, come dice la mozione, è stato autorizzato da un decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti che del 1 ottobre scorso che, facendo riferimento a Expo 2015, abroga precedenti limitazioni al numero giornaliero e agli scali di destinazione o provenienza lasciando come limite la “definita capacità operativa dello scale di Linate“.

Ed è qui che ci preoccupiamo davvero.

Perché andando a leggere la Decisione della Commissione Europea del 21 dicembre 2000 sulle Norme italiane sulla ripartizione del traffico all’interno del sistema aeroportuale di Milano, al titolo VIII, art. 34, c’è scritto che la capacità fisica teorica massima dell’aeroporto di Linate è di 32 movimenti l’ora. Attualmente il limite è 18 in quanto la capacità aerea complessiva del sistema milanese (Malpensa, Linate, Orio al Serio) è fissato in 120 movimenti l’ora e ne sono stati assegnati 70 a Malpensa, 32 a Orio al Serio e solo i 18 rimanenti a Linate.

Una decisione del 2001 che mi sembra più politica che tecnica. Una decisione che può quindi facilmente cambiare, sottraendo capacità di movimenti, ad esempio proprio a Malpensa, l’aeroporto sul cui rilancio tutta la Lombardia conta decisamente.

Per questo il Consiglio Regionale ha votato quasi all’unanimità la mia mozione che dice no all’aumento dei voli da Linate oltre Expo.

Si limiti il Decreto Lupi al periodo dell’Expo

linateVerrà discussa domani in Consiglio Regionale la nostra mozione che invita la giunta Maroni a intervenire affinché l’effetto del Decreto Lupi, che incrementa i passeggeri e i voli in transito a Linate a discapito di Malpensa, sia limitato al solo periodo di Expo 2015.

Con il Decreto del primo ottobre il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha di fatto introdotto un’ampia liberalizzazione del numero di voli in transito dall’aeroporto di Linate, in quanto ha lasciato come unico limite la capacità operativa dello scalo, indicata in 18 movimenti orari, abrogando tutti i limiti stabiliti in precedenza. Considerato che, nonostante le assicurazioni del ministro, già due compagnie aeree hanno annunciato lo spostamento di otto voli al giorno da Malpensa a Linate, valutato in circa 500mila passeggeri l’anno, e che il Decreto fa riferimento all’imminente inizio di Expo 2015 senza porre limiti all’intervento di deregulation, chiediamo che vengano posti dei vincoli temporali. Malpensa, nell’ultimo decennio, ha già perso oltre il 35% dei passeggeri in transito e necessita quindi di iniziative politiche governative che lo rilancino piuttosto di interventi normativi che lo danneggino.

Ci preoccupano agli effetti che il Decreto avrà sulla popolazione che da anni convive con rumore e smog prodotto dai velivoli in partenza dal Forlanini: Linate si trova all’interno di una zona densamente abitata e negli anni vi sono stati ripetuti interventi di ridistribuzione delle rotte in decollo, da collegarsi alle richieste pressanti degli abitanti di riduzione dell’inquinamento acustico e più in generale del numero dei sorvoli.

Pillola blu o pillola rossa?

matrixUn comunicato del M5S di Segrate mi tira in ballo per una votazione di un paio di settimane fa in consiglio regionale, affermando che in qualche maniera non mi sarei opposto alle trivellazioni in Martesana (o in Lombardia).

Vorrei spiegare ai cinquestelle locali che il caso non esiste.

I consiglieri regionali del M5S avevano presentato una mozione di critica a un articolo del decreto legge 133/2014, lo Sblocca Italia che ieri è diventata legge. L’articolo in questione è il 38 che riguarda le risorse energetiche.

La mozione, che oltre che dal M5S è stata votata dal centrodestra, parte da considerazioni sull’aumento di rischio di terremoti a seguito dell’estrazione d’idrocarburi, critica soprattutto il fatto che le Valutazioni di Impatto Ambientali per le ricerche d’idrocarburi passano dalle Regioni ai Ministeri dell’ambiente e dello Sviluppo economico e chiede infine che venga impugnata la futura legge di conversione a tutela delle prerogative regionali.

In sostanza il Movimento 5 Stelle ritiene che i rischi ambientali siano valutati meglio qui in Regione. Se dobbiamo pensare a quel che passa in Consiglio Regionale, qualche dubbio ce l’ho. Questa maggioranza ha appena approvato una legge che consente di organizzare gare di motocross nei boschi delle nostre montagne. Proprio in questi giorni dopo un sofferto confronto che dura da mesi ha presentato un progetto di legge di riforma della legge urbanistica regionale che introduce agevolazioni per i costruttori senza porre limiti al nuovo consumo di suolo fino al 2018. La maggioranza qui in Regione non mi sembra proprio che brilli per sensibilità ambientale. Se invece pensiamo ai contenuti tecnici delle VIA che sono ovviamente prevalenti, non mi sembra sbagliato che siano valutati a livello centrale con criteri coerenti su tutto il territorio nazionale.

Insomma, non ci è stato chiesto di prendere nessuna pillola blu o rossa e di esprimerci “pro o contro” le trivellazioni. Anche se capisco che la semplificazione mediatica possa aver creato un po’ di confusione.

I motivi per cui il centrosinistra (PD e Patto Civico) ha votato contro la mozione sono questi e altri: in generale una posizione a sostegno di quel che sta facendo il governo per portare il Paese fuori dalla crisi e in particolare l’opinione che sul tema così strategico delle risorse energetiche le competenze possono e forse devono essere statali.

Concludo porgendo un ramoscello d’ulivo: con i consiglieri del M5S regionale ho un bel rapporto di stima e collaborazione. Non c’è nessuna ragione per la quale questa collaborazione non possa estendersi anche a Segrate con i rappresentanti del Meetup locale.

Brebemi e Cassanese Bis: dalla giunta Maroni solo parole e nessun fatto concreto

micheli_brebemiTante parole, ma fatti zero.

Ieri dal palco dell’inaugurazione della Brebemi l’assessore Alberto Cavalli, delegato a Infrastrutture e Mobilità della giunta Maroni, rivolgendosi al premier Renzi, si è appellato al Cipe affinché venga sbloccato il Piano finanziario della Serravalle che avvierà i lavori del primo lotto della Cassanese Bis a Segrate, arteria di circa due chilometri indispensabile (ma ancora completamente da realizzare) per evitare l’imbuto cittadino del traffico proveniente dalla nuova autostrada A35.

Lo scorso maggio il consiglio regionale, con la sola astensione del M5S, ha votato una mozione di cui ero primo firmatario che impegnava la giunta regionale a potenziare gli ultimi tratti della Cassanese e Rivoltana rimasti orfani dei finanziamenti Brebemi . Le parole di ieri di Cavalli mi fanno pensare che in questi due mesi non si sia fatto nulla di concreto e che la realizzazione di queste opere sia ancora molto lontana.

Nella giornata di ieri ho anche approfittato della presenza di Renzi per consegnare al Premier una lettera. Nella missiva, in breve, il riassunto delle puntate precedenti. Ecco il testo: «La Brebemi verso Milano termina a Melzo. Da Melzo il flusso principale del traffico in direzione di Milano e della tangenziale Est utilizzerà, passando per il primo tratto realizzato della Tem, le strade provinciali Cassanese e Rivoltana sulle quali sono in via di completamento importanti lavori di ampliamento: tutte e due le strade sono state portate a doppia carreggiata con due corsie per senso di marcia. Non so quando è previsto che finiscano questi lavori, ma ho scritto al direttore di Brebemi per saperlo. Su entrambe le provinciali, però, manca la realizzazione “dell’ultimo miglio” che non è di competenza della società Brebemi. Entrambi questi tratti terminali si trovano nel territorio del comune di Segrate. La loro sistemazione dovrebbe avvenire grazie alla partecipazione di fondi privati nell’ambito della realizzazione del mega centro commerciale Westfield Milan sull’ex dogana segratese. Qua i tempi sono molto incerti: nel migliore dei casi un anno per la Rivoltana, due/tre anni per la Cassanese. Il risultato attuale è “l’imbuto segratese” dove il traffico dalla Brebemi si intaserà vanificando buona parte dei vantaggi di tempo che la A35 dovrebbe assicurare rispetto all’attuale A4. Come consigliere comunale a Segrate, da sempre contesto l’amministrazione cittadina (di centrodestra, attuale sindaco Adriano Alessandrini) che è stata efficacissima nella completa urbanizzazione del territorio, ma inadeguata di fronte al problema Brebemi nonostante che in anni decisivi avesse come interlocutori provincia, regione e governo nazionale della stessa area politica».

Tra le note stonate di quanto sta accedendo, anche la presa di posizione del Movimento 5 Stelle che oggi contesta con striscioni e ieri si era astenuto sulla mozione mozione: per stare dalla parte dei cittadini a volte bisogna fare delle scelte. E i grillini anche in questo caso hanno preferito la strada della protesta spettacolare di piazza piuttosto che quella nei luoghi delle istituzioni.

Brebemi: tutto il consiglio regionale mi approva

IMG_3192Quel che potevo fare, l’ho fatto per ridurre al minimo gli effetti su Segrate dell’inaugurazione della Brebemi.

Ho ottenuto che il consiglio regionale votasse (ed è stato un votato quasi unanime, con la sola astensione del M5S) una mozione che impegna la Giunta Regionale e in particolare il nuovo assessore regionale alla viabilità ad attivarsi subito perchè vengano completati nel più breve tempo possibile i lavori a Segrate sulla Cassanese e sulla Rivoltana.

Ai consiglieri regionali ho parlato di un cannone, puntato su noi segratesi, un cannone che da luglio ci sparerà addosso un carico addizionale di traffico. Presentando la mozione “Collegamento tra la Brebemi e la Tangenziale Est Milano” che è stata sottoscritta oltre che dagli altri consiglieri di Patto Civico e da tutto il PD, anche da due consiglieri della maggioranza (Altitonante e Galli), ho evitato ogni spunto polemico. Ho raccontato la storia della dogana segratese, della viabilità speciale che da vent’anni è una palude, del traffico della Brebemi che a Segrate passerà per le rotonde a fagiolo della Cassanese o davanti alle case di Tregarezzo.

Solo nella dichiarazione di voto finale ho tirato fuori quello che nella presentazione mi era rimasto in gola: la incapacità delle maggioranze di centro destra che da vent’anni amministrano Segrate a risolvere per tempo il problema della viabilità della Cassanese e della Rivoltana; la mia opinione, da sempre critica, nei confronti del centro commerciale che sarà per la vivibilità di Segrate e per il commercio locale, un problema e una ferita.

Poiché comunque adesso il problema maggiore è evitare che il traffico della Brebemi passi per Segrate Centro, Rovagnasco e Lavanderie, o ristagni tra Tregarezzo e Novegro l’approvazione della mozione, insieme alle assicurazioni del nuovo assessore regionale Cavalli sono un ottimo risultato e una grande speranza che i disagi per Segrate durino il meno possibile.

1 2  Scroll to top