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Bene la risoluzione per la PAC, ora stesso impegno per la tutela dei terreni agricoli

PacIl documento sulla risoluzione per la riforma della PAC, discusso ieri in Consiglio, rappresenta il risultato di un percorso largamente condiviso in Commissione che, peraltro, ha visto il costruttivo coinvolgimento delle associazioni degli agricoltori e ambientaliste. E per tali ragioni ha avuto il nostro voto favorevole.

La voce degli agricoltori e di chi è impegnato nella tutela del territorio è stata ascoltata. La risoluzione dà risposte a diversi dei temi sollevati, dall’impegno sul chilometro zero, alla correzione degli eccessi dell’agricoltura intensiva, al rilancio dei territori marginali e montani. Certo si sarebbe potuti arrivare a una formulazione migliore, ma il peso di un testo così ampiamente partecipato vale la mediazione che abbiamo raggiunto.

Quello che ora mi auguro è che vi sia altrettanta comune disponibilità sull’aspetto essenziale della salvaguardia del territorio agricolo, discorso che presto dovremo affrontare. Sarebbe contraddittorio impegnarsi nel sostegno all’agricoltura senza preoccuparsi in uguale misura di evitare un suo declino dovuto all’eccessiva urbanizzazione.

In Lombardia il consumo di suolo ha raggiunto livelli insostenibili. I Piani di Governo del Territorio finora approvati prevedono nuove costruzioni per un milione di abitanti in più, un milione e mezzo quando tutti i comuni avranno completato l’iter. Il tutto, naturalmente, a danno di terreni coltivabili.

Occorre subito una moratoria sui piani attuativi dei PGT e sui terreni edificabili, per consentire una nuova programmazione dell’uso del territorio, che sia rispettosa dell’ambiente e della qualità della vita e che dia ossigeno all’attività agricola

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