partecipazione

Libertà è partecipazione

milano 2Si è concluso con Milano 2 il giro dei quartieri dedicato alla variante del Piano di Governo del Territorio.
Abbiamo incontrato quasi un migliaio di segratesi, raccolto parecchie pagine di appunti, promesso di tornare presto per riprendere alcune questioni rimaste in sospeso.

Voglio ringraziare innanzitutto la mia Giunta, a partire dall’assessore De Lotto, per la passione e l’entusiasmo con cui hanno intrapreso questo cammino.

All’inizio del nostro programma, nel primo capitolo, che è intitolato:
Buona amministrazione, trasparenza, legalità e partecipazione“, c’è scritto:
A Segrate, dove le necessità e le urgenze variano significativamente da frazione a frazione, è importante:
– mantenere vivo e costante il dialogo tra amministrazione e cittadini;
– ascoltare il territorio;
– formulare proposte risolutive a problemi specifici di ogni quartiere e su queste ascoltare il parere di tutti.
Così si rende la nostra città una comunità attenta, informata e partecipe“.

Stiamo cercando di mantenere gli impegni che abbiamo preso, e non sempre è facile. Mantenere l’impegno di incontrare i cittadini nei quartieri è invece bello, importante. L’ho fatto l’anno scorso durante la campagna elettorale quando abbiamo organizzato un doppio giro di incontri in tutti i quartieri che mi ha fatto capire molto bene quanto sia importante l’ascolto, la trasparenza e la partecipazione.

L’abbiamo fatto di nuovo adesso ed è stata anche l’occasione per valorizzare la figura dell’assessore di quartiere, destinata a diventare ancora più protagonista nei prossimi incontri in giro (in tour) per la città.
Andiamo avanti così.

Grazie a tutti!

Ora sì è giunta l’ora di cambiare

uaIeri sera in Largo Carabinieri d’Italia a Segrate centro abbiamo tagliato il traguardo del viaggio in camper tra le frazioni, completando la quattordicesima tappa in vista delle elezioni comunali di questa domenica 31 maggio.

In occasione della festa di chiusura della campagna elettorale al mio fianco c’erano gli 84 aspiranti al consiglio comunale delle quattro liste e moltissimi amici, tra questi il meteorologo segratese Andrea Giuliacci, Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco sul Naviglio e vicesindaco della Città Metropolitana, Patrizia Toia, europarlamentare del PD, la deputata Lia Quartapelle, Pietro Bussolati, segretario metropolitano del Partito Democratico e Umberto Ambrosoli, avvocato milanese e leader dell’opposizione in Regione e del Patto Civico.

Quando più di due mesi fa abbiamo deciso di partire per questo viaggio, quando abbiamo deciso di cambiare Segrate, di portare facce e sentimenti nuovi nella nostra città dopo vent’anni di amministrazione di centrodestra, abbiamo detto: “Faremo la più bella campagna elettorale mai vista a Segrate“. Adesso che siamo qui a concluderla, non tocca a noi dire se ci siamo riusciti, ma posso testimoniare che abbiamo incontrato e ascoltato tantissime persone innamorate di Segrate, respirando quella voglia di partecipazione addormentata da troppo tempo. Attraversando i quartieri abbiamo raccontato qual è la nostra visione presente e futura della città: attenta ai giovani, agli anziani e alle persone più deboli. Una città più sicura, dinamica, amica dell’ambiente, ghiotta di cultura e innovazione e che sappia aggregare le persone tramite lo sport, le scuole e l’associazionismo.

Fatemi dire grazie alla grande e stupenda squadra degli 84 candidati che mi ha sostenuto in questa candidatura, accompagnandomi in questa corsa e dandomi la sicurezza che potrò amministrare la mia città sorretto da persone affidabili, capaci, che vogliono bene a Segrate. Persone che hanno deciso con me che è giunta l’ora di cambiare.

Ora sì! Ora si può cambiare!

Rimbocchiamoci le maniche

Segrate smart citySiamo in corsa. La mia coalizione è pronta: il nostro programma è on line. Guardatelo e diteci cosa ne pensate. Preparatevi ad approvarlo votando nella scheda elettorale una delle quattro liste che mi sostengono. Fatelo con entusiasmo. La mia coalizione è formata e sostenuta da bella gente, serena, pacifica, che si impegna per un mondo migliore. E’ la gente che mi aiuterà a diventare il sindaco di tutti, anche di quelli che non mi voteranno. Sarò il sindaco di tutta Segrate.

C’è un’intera città da completare, da migliorare, da rendere degna delle belle persone che la abitano. Per questo la nostra campagna elettorale è fatta di proposte:

TRASPARENZA negli atti dell’amministrazione, garanzia di onestà e rigore.
PARTECIPAZIONE dei cittadini conquistata attraverso informazioni e proposte.
BILANCIO comunale libero finalmente dal vincolo del pareggio attraverso gli oneri di urbanizzazione.
CASA, per consentire ai giovani un futuro abitativo e mantenere il valore delle proprietà.
AMBIENTE, da salvaguardare, migliorando la vivibilità, la raccolta differenziata, il monitoraggio dell’aria, dell’acqua, del rumore, del traffico.

Con le nostre proposte prendiamo le distanze dalla coalizione del sindaco uscente e sulle proposte lo sfidiamo anche quando non trova di meglio che insultare paragonandoci ai neri teppisti che hanno devastato Milano.
Scrivere che se vincerò io i black bloc devasteranno Segrate sarebbe divertente, tanto la “boutade” è grossa, se non fosse grave, detto da chi ha governato la città per dieci anni.
Dare del teppista a chi ha come principi l’onestà, la giustizia sociale, la solidarietà, la dignità e il rispetto per ogni essere umano non è solo risibile, è offensivo, insultante.
Al suo livore rispondiamo che uno di noi è il sindaco di Milano, che invece di insultare si è rimboccato le maniche per ripulire la sua città.
Questo noi vogliamo fare per Segrate: rimboccarci le maniche, fare bella la città. Senza insultare nessuno.

L’assessore di quartiere

partecipazioneUn assessore di riferimento per ognuno dei sette quartieri di Segrate che sia l’interfaccia diretto tra gli abitanti e l’amministrazione comunale.

Che ne pensate di questa idea?

Il tour in camper che sto effettuando non è propaganda elettorale. Ma è il segno di un’attenzione particolare che il sottoscritto ha intenzione di rivolgere alle esigenze dei segratesi. Per questo se verrò eletto sindaco della mia città ho intenzione di creare la figura dell’assessore di quartiere. Segrate è frammentata e ognuna delle sette frazioni ha le sue esigenze specifiche e peculiarità. Per questo serve qualcuno che le conosca nei minimi dettagli e stia in costante contatto con i cittadini. Sarà un punto di riferimento al quale si potranno rivolgere direttamente per fare proposte o comunicare problematiche varie.

Dai cestini dei rifiuti che non vengono svuotati al gioco rotto nel parchetto alla buca davanti a casa.

L’assessore di quartiere sarà il garante della segnalazione ricevuta e la destinerà agli uffici competenti. L’attenzione e il rispetto dei cittadini sarà una delle mie priorità e non mi blinderò certo nel mio ufficio in municipio. Oggi a Segrate, unico esempio nei comuni vicini di casa, per arrivare a parlare con il sindaco bisogna passare tre varchi con tanto di codici d’accesso.

Ma quello dell’assessore di quartiere non sarà l’unica novità per avvicinare maggiormente le frazioni al palazzo comunale.

Ho intenzione periodicamente di incontrare i segratesi direttamente nei loro quartieri come sto facendo ora in campagna elettorale. La grande voglia di partecipare e di contribuire a migliorare il bene comune c’è e va assolutamente sfruttata.

Prosegue (con soste) il viaggio in camper

campagnaIl nostro viaggio verso le elezioni comunali del 31 maggio prosegue con soste nelle frazioni segratesi. Domani, sabato 18 aprile, tappa a Rovagnasco-Villaggio (ore 21 all’ex Itc Mattioli di via Amendola), martedì 21 aprile a Novegro (ore 21 al centro civico) e giovedì 23 aprile a San Felice (ore 21 al centro civico).

In settimana ho incontrato i residenti di Milano 2, Redecesio e Lavanderie.

Ho riscontrato grande voglia di partecipazione e cambiamento. Gli abitanti di Segrate in questi ultimi anni non sono mai stati coinvolti nelle decisioni, ma sono stati sempre messi davanti al fatto compiuto anche su temi al di fuori del programma elettorale. Nessuno ha mai chiesto loro quali fossero i problemi che affrontano quotidianamente e le loro reali esigenze.

Durante questi incontri d’andata ascoltiamo i segratesi e li incoraggiamo anche attraverso la distribuzione di questionari a dirci la loro. Così sono venuti fuori argomenti molto interessanti che approfondiremo e inseriremo nella lista delle cose da fare. Dalle richieste più semplici come quella di sistemare la buca, lo scivolo del parco giochi o di tagliare meglio l’erba nei giardini delle scuole, ad argomenti a più ampio respiro come la trasparenza nei bilanci, la realizzazione di nuovi spazi d’aggregazione per bambini e ragazzi anche ampliando i servizi delle biblioteche, il completamento delle piste ciclabili o, ad esempio a Milano 2, la creazione di condizioni affinché si eviti la chiusura dei negozi.

Intanto, ogni giorno, il nostro camper gira per le strade di Segrate con tappe fisse ai mercati rionali del lunedì (Segrate centro), mercoledì (Redecesio) e giovedì (Lavanderie) e il venerdì mattina sul piazzale della stazione ferroviaria. Chiunque può seguirne gli spostamenti anche tramite Facebook, attraverso la pagina cliccatissima “Sali anche tu sul camper di Paolo Micheli“, diventata in poco tempo una vera e propria vetrina sulla città.

#IoCiSuolo: difendiamo il territorio dalla cementificazione

Pubblichiamo le foto del nostro suolo!

scarpe

Il suolo: il bene più prezioso che abbiamo. Ciò su cui poggiamo i nostri piedi, su cui viviamo nelle nostre case, su cui coltiviamo le nostre speranze. Cosa succederebbe se qualcuno provasse a distruggerlo?

Purtroppo, stiamo correndo questo rischio: il progetto di legge presentato in Regione Lombardia dal centrodestra permetterebbe nuove edificazioni per 600 milioni di m²: una superficie grande 3 volte la città di Milano.

Dobbiamo fermare questo scempio. Dobbiamo difendere il nostro territorio. Dobbiamo farlo tutti insieme: cittadini, politici, società civile.

Per questo motivo, vi chiedo di partecipare a #IoCiSuolo, pubblicando sui Social Media – Facebook, Instagram, Twitter – una foto dei vostri piedi sul suolo su cui vivete. Città o campagna, fiume, lago o montagna: facciamo vedere che al nostro territorio ci teniamo, e che lo proteggeremo ad ogni costo.

 

Civici verso la città metropolitana

civici

A me pare che la vicenda delle nuove province e delle città metropolitane sia soprattutto un’opportunità. Faticosa, impegnativa, ma certamente un’opportunità, che obbliga noi consiglieri comunale a scoprire finalmente davvero che cos’è la nostra provincia, la nostra città metropolitana, chi è la gente, quali sono le comunità, gli altri comuni che la costituiscono, quali sono le loro realtà, le loro problematiche che interagiscono non tanto al loro interno quanto nell’area loro circostante, più o meno vasta che sia. E’ un’esperienza che ci costringe, come dire, a uscire dal nostro guscio, anche se non l’abbiamo chiesto. Quando abbiamo deciso di fare i consiglieri comunali non pensavamo di essere coinvolti in questa misura nella gestione dell’area metropolitana.

Questo vale sicuramente di più per noi civici che nasciamo da esperienze localiste e con visioni che almeno all’origine sono state penso per tutti noi strettamente localiste.

Fortunatamente recentemente siamo cresciuti e grazie alla Rete del Civismo Lombardo e ancor prima, per esempio con Cives, l’intesa delle liste civiche della Martesana, è da un po’ che abbiamo, almeno alcuni di noi, a lavorare, a pensare in termini di area intercomunale più vasta di quello del semplice rapporto con i comuni confinanti.

Quello che mi auguro nasca da quest’affidamento al basso della gestione della provincia è soprattutto che consenta molto più che in passato al coordinamento, alla programmazione intercomunale, e soprattutto sto pensando alla pianificazione territoriale, sulla quale penso che la provincia di Milano sia stata clamorosamente carente.

Sui servizi, alcune cose, come la viabilità, la gestione degli istituti scolastici superiori, quelli secondari di secondo grado, la provincia storica c’è stata; ma partendo da questo mi aspetto molto e con curiosità di vedere cosa riusciremo a fare come città metropolitana per i compiti che sono indicati come la “promozione e coordinamento dei sistemi di informatizzazione e digitalizzazione” oppure la “strutturazione di sistemi coordinati di gestione dei servizi pubblici“.

Non mi aspetto miracoli e penso che non se li aspetti nessuna persona di buon senso.

Però se alcune cose fossero perlomeno affrontate, discusse, programmate a livello di città metropolitana prima che per iniziativa di un comune cadano sui comuni vicini sarebbe già un bel cambiamento.

CIVES

Le liste che compongono CIVES

Mi vengono in mente tre esempi che riguardano la mia città, Segrate, che confina con Milano da una parte, Vimodrone, Pioltello e Peschiera Borromeo.

Sarà una cosa poco rilevante in ambito di città metropolitana, ma prendiamo l’esempio della piattaforma ecologica comunale.

Dove l’ha piazzata Vimodrone? Ovviamente al confine con Segrate. E Segrate dove l’ha messa la sua? Al confine con Pioltello.

Un altro esempio, più consistente: l’espansione urbanistica. La legge regionale e il Piano Territoriale Regionale prevederebbero che tra l’area urbana di un Comune e un’altra sia mantenuta una fascia a verde, una sorta di cuscinetto per evitare la conurbazione.

Ha cominciato Vimodrone anni fa facendo costruire un piccolo quartiere di villette proprio sul confine con Segrate. Così quando Segrate col recente PGT sta restituendo la pariglia, costruendo una serie di aree sul confine con Vimodrone, i cugini vimodronesi non hanno potuto protestare più di tanto: han cominciato loro. Pioltello sul confine con Segrate ha messo un PLIS, il Parco delle Cascine. Segrate aveva una bella area verde al confine con Pioltello e che ci fa? Ci progetta un bel quartiere nuovo, Milano Santa Monica, tremila abitanti, scuole di ogni grado, supermercato e persino una nuova chiesa. Dopo i primi quattro palazzoni l’immobiliare della Santa Monica è andata in crisi e per ora è rimasta lì un’area ex verde, dismessa e massacrata.

Potrei andare avanti a descrivere quello che sta succedendo ai confini con Peschiera e Milano, ma la musica è sempre quella.

Un altro esempio molto più importante, il mega centro commerciale che sarà fatto sulla ex dogana di Segrate dall’italiano Percassi e dagli australiani della Westfield. Sarà il più grande d’Europa, 17.000 addetti, un parcheggio per 15.000 auto, un impatto ovviamente rilevante per quanto riguarda viabilità e commercio locale non solo su Segrate ma su tutta la zona. Questa decisione è passata attraverso un accordo di programma sottoscritto da Regione, Provincia e Comune di Segrate. Penso ci siano state occasioni per altri enti per fare osservazioni in merito. Ricordo che questo mega centro all’inizio era nato come cittadella del tempo libero (cinema, teatri) con centro outlet in concorrenza, abbiamo pensato, con Serravalle e un supermercato con generi alimentari.

Poi è diventato il primo o secondo centro commerciale d’Europa, con nomi prestigiosi. Comunque sia sarà una struttura che avrò enormi impatti almeno su tutto l’est Milano. Eppure non c’è stato in questo un adeguato coinvolgimento di tutti i comuni dell’area interessata che invece saranno coinvolti dagli effetti dell’apertura, forse nel 2016 o 17, del Westfield Milan, con ricadute sia negative sia positive.

Terminando, quello che io mi auguro è che questa entità sovra comunale, che cresce dal basso, che ha le sue radici tra i Comuni che la costituiscono sia messa in grado di superare queste problematiche cui si è fatto cenno.

E tocca a noi, in questa fase costituente, immaginare quale sia il modo migliore perché ciò avvenga e costruire uno statuto a ciò adeguato.

Buona politica: perché il consiglio regionale ha premiato Cernusco sul Naviglio

micheli-marchetti-cattaneo-cominciniUn Pgt elaborato per la gente e dalla gente e una città oggi a misura dei suoi residenti. Cernusco sul Naviglio, realtà di 32mila abitanti dell’hinterland Est milanese guidata dal 2007 da una giunta di centrosinistra, torna a far parlare di sé per le buone politiche adottate dai suoi amministratori locali. Ieri mattina il riconoscimento per il lavoro svolto è arrivato dalla Regione Lombardia. Il presidente Raffaele Cattaneo e Umberto Ambrosoli, in apertura di seduta di Consiglio regionale, hanno consegnato nelle mani del sindaco di Cernusco sul Naviglio, Eugenio Comincini, il premio “Buona Politica” motivandolo con «l’impegno per la tutela del territorio comunale e per aver favorito la partecipazione attiva dei cittadini».

Sono contento che il Presidente Cattaneo abbia accolto questo suggerimento. In particolare per la motivazione data, ovvero il contenimento del consumo di suolo che nel caso di Cernusco è pari a zero. Per un comune l’attenzione a questo argomento non è semplicemente un tema ecologico, di rispetto per il territorio, per ciò che rimane di terra agricola fertile, ma, come conferma l’esempio di Cernusco, è una dimostrazione di realismo e di una buona previdente amministrazione. Realismo perché gli amministratori cernuschesi hanno pensato alla difesa del proprio territorio senza inseguire improbabili espansioni urbanistiche e di popolazione. Buona previdente amministrazione, e lasciatemi aggiungere anche faticosa, perché evitando le conseguenze della crisi che ha colpito anche l’edilizia il Comune di Cernusco ha voluto costruire un bilancio sostenibile senza rincorrere gli introiti degli oneri di urbanizzazione.

Nel dettaglio, il Pgt di Cernusco ha ridotto del 40% il consumo di suolo previsto dai residui del Prg precedente e della stessa quota le possibilità espansive delle costruzioni esistenti, impedendo ad esempio che villettine unifamiliari si trasformino in palazzine di molti appartamenti. Non solo. Dal 2008 su questa sponda del naviglio Martesana si può costruire solo in classe “A” e “B” e un ampio capitolo è stato dedicato all’agricoltura locale con 610mila metri quadrati di aree verdi di proprietà comunale messi a disposizione degli agricoltori locali affinché vengano coltivati con criteri di bioagricoltura.

Il “sistema” Cernusco, come spiegato in aula dal sindaco Comincini, potrebbe essere esportato promuovendo normative ad hoc: «Se questo Consiglio regionale, avendo deciso di valorizzare le esperienze di buona politica affinché queste testimonianze diventino patrimonio comune e contribuiscano a rinsaldare il legame tra i cittadini e le Istituzioni, vorrà con coraggio procedere sulla strada di elaborare nuove leggi che vadano nella direzione di una maggiore tutela del territorio e dell’ambiente, sappia che troverà certamente il consenso della gente che ormai da tempo ha sviluppato una forte attenzione a questi temi. Il percorso non è semplice, ma, come diceva Mao, “le lunghe marce cominciano dai primi passi».

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