Patto Civico Ambrosoli

Appello agli elettori lontani

cambiamentoE’ difficile domandare il voto a persone che non mi hanno appoggiato al primo turno, ma che neppure hanno appoggiato Tecla Fraschini. E’ difficile ma è doveroso che lo faccia, perché credo fermamente che questa città possa e voglia cambiare, credo che una gran parte dei cittadini non si senta rappresentata dal modo di fare politica e dall’amministrazione di Alessandrini né dalla “continuità” promessa da Tecla Fraschini. Continuità che significa portare avanti il medesimo assedio al territorio e al verde, stesse persone davanti e dietro le quinte, arroganza e opacità, il tutto condito da qualche intervento di qualità, insufficiente a compensare i danni.

Chi mi conosce sa che le ideologie non mi interessano, che credo in una politica superiore rispetto alle fratture tra destra e sinistra. E lo dimostra la lista civica che ho fondato, Segrate Nostra, che raccoglie persone di diversa storia politica, unite dall’unico interesse che è migliorare il luogo in cui vivono. E’ proprio nel rispetto dei valori delle persone, dei cittadini, ossia del civismo, che ho aderito al Patto Civico di Umberto Ambrosoli in Regione. Sono esperienze da cui ho molto imparato, e che leggo in continuità con la mia educazione cristiana e scout.

Non possiamo permetterci altri 5 anni così, abbiamo la possibilità di una alternativa nel nome di un modo nuovo di fare politica, della legalità, della trasparenza e, in definitiva, del cambiamento.

Per questo vi chiedo domenica prossima di andare a votare al ballottaggio e di esprimere la vostra preferenza per me: questa fiducia sarà ripagata dal cambiamento e dall’ascolto delle esigenze di ciascuno, anche le vostre, senza preconcetti. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23.

Se vi va: ci vediamo domani sera con Maria Elena Boschi e Umberto Ambrosoli!

Che cosa fate voi per gli altri?

servireSull’ultimo numero di Servire, rivista scout per educatori, c’è questo bell’articolo di Anna Scavuzzo, che è quasi un Manifesto per chi come me, si è affacciato al mondo della politica.
Ve lo ripropongo per intero.

Ogni uomo deve decidere se camminerà nella luce dell’altruismo creativo o nel buio dell’egoismo distruttivo. Questa è la decisione. La più insistente e urgente domanda della vita è: “Che cosa fate voi per gli altri?”
Martin Luther King, Il sogno della non violenza. Pensieri

Anna Scavuzzo

Anna Scavuzzo

Abbiamo fin qui ragionato di una scelta di servizio vissuta con consapevolezza politica e di una scelta politica vissuta come la forma più alta della carità, per dirla con Paolo IV, primariamente perché approfondire la relazione fra servizio e politica è anche obiettivo educativo: nel percorso di maturazione di ciascuno è importante individuare ciò che trasforma un atto di carità – nobile, alto, vitale – in un’azione politica. O, perlomeno, traguardarne gli aspetti politici che ne conseguono o lo rendono necessario. L’esemplarità della nostra condotta, delle nostre scelte, delle nostre azioni, è per noi tratto distintivo, che qualifica ciò che siamo, che ci permette di dare una forma alla nostra identità di cristiani impegnati in politica.

I cristiani, che hanno parte attiva nello sviluppo economico – sociale e propugnano giustizia e carità, siano convinti di contribuire molto alla prosperità del genere umano e alla pace del mondo. In tali attività, sia che agiscano come singoli che come associati, siano esemplari.
Costituzione Gaudium et Spes, n. 73, 1965.

Parimenti importante è prender coscienza di ciò che mettiamo a fondamento dell’attività politica, che per un cristiano – e per uno scout – affonda le sue radici nell’invito a essere pietre vive della nostra società, lievito e sale; in ambito politico in senso stretto talvolta essa si scontra, o perlomeno si incontra, con scelte politiche altrui che hanno diversa origine e matrice, a cui si ha il dovere di portare rispetto e da considerarsi nel merito di ciò che propongono. Ci si trova talvolta a collaborare con persone provenienti da contesti diversi, eppure impegnate insieme a noi per un obiettivo comune.

Amministrare, legiferare, governare, impegnarsi per fare il bene, non solo evocarlo. Perseguire il bene comune comporta competenza, tenacia e capacità di concretizzare ciò che ci sta a cuore. Resistendo alle lusinghe dei facili consensi e uscendo dall’equivoco che confonde un buon politico con un buon oratore. La dimensione del servizio richiede anche una capacità di azione che non può prescindere dall’azione politica: tanto la politica quanto il servizio, laddove vissuti con serietà, non si accontentano di belle parole. E questi presupposti di competenza, tenacia e concretezza devono valere nel servizio, anche in quello educativo.

Affrontare il rapporto tra politica e servizio aiuta anche a mettere in crisi la ridondante retorica di una politica fatta di slogan: parole evocative di un’idealità che si arena per l’incapacità di tradurre l’afflato ideale in una prassi che porti attuazione e concretezza. L’interdipendenza fra pensiero e azione ha bisogno di essere un altro dei tratti fondamentali – a nostro giudizio – del nostro spendersi per il bene comune, fuor di retorica, reggendo anche alla prova dei fatti. In questa riflessione si innesta il tema della responsabilità e della capacità di decidere: l’azione politica non può – a nostro
avviso – configurarsi come denuncia e opposizione, ma deve mostrare la capacità di scegliere e di attuare un percorso, costruendo consenso intorno alla proposta, assumendosi la responsabilità di guidare la costruzione di una mediazione significativa che non snaturi il progetto, correndo il rischio di commettere qualche errore. “A che serve avere le mani pulite se le si tiene in tasca“, diceva don Lorenzo Milani, non certo riferendosi a tangenti e mazzette, quanto piuttosto stigmatizzando i saccenti professionisti della chiacchiera – anche politica – che non sbagliano mai, perché mai fanno alcunché. E hanno le mani pulite, non si immischiano con gli affari degli uomini, non provano a risolvere un problema e si limitano a filosofeggiare di come si dovrebbe fare. Di certo non sbaglieranno, ma tanto l’ignavia quanto il velleitarismo che non arriva mai a realizzare nulla sono una iattura per il decisore politico.

Guardiamo alla dimensione politica dei nostri Clan: possiamo distinguere coloro che si dilungano in un mero parlare di politica senza essere in grado di lasciare una traccia, un segno e di costruire un cambiamento, da quanti hanno la capacità di pensare e agire, di ragionare, discernere e prendere posizione, assumendosi la responsabilità – e l’onere – di tradurre in azioni le proprie parole. Ai ragazzi – e non solo a loro! – serve intuire e forse anche affrontare questa possibile contraddizione che svilisce la scelta politica laddove ne faccia soltanto argomento di speculazione filosofica.

E da ultimo, vorrei proporre una riflessione sul concetto di potere, che può richiamare un’idea di controllo, di possesso, quanto un’idea di possibilità: è un tema che ci mette di fronte una parola inusuale nei nostri contesti educativi, ma che è alla base di ogni riflessione seria e onesta sulla politica nelle sue diverse manifestazioni.
Avere ed esercitare potere con responsabilità, essere capaci di resistere alle lusinghe e alle tentazioni, saper tenere a bada il proprio ego di fronte al rischio del desiderio di onnipotenza o per lo meno di fronte all’ingordigia che il potere alimenta.

Sarebbe ipocrita pensare che la dimensione del servizio non sia toccata da questi rischi. E’ sufficiente aver imboccato un anziano, aiutato una persona disabile o anche affrontato un percorso educativo in una delle nostre unità per rendersi conto che la tentazione di anteporre sé all’altro è sempre in agguato e il potere che si può esercitare sull’altro è tutt’altro che ininfluente. Ci si sente potenti, si ha in mano il cuore e la vita di un’altra persona, si prova la vertigine di contare qualcosa e di poter giudicare o almeno influenzare la vita di un’altra persona.
Da insegnante mi accorgo che l’asimmetria fra insegnante e allievo, come quella fra chi fa un servizio e chi lo riceve, come quella fra decisore politico ed elettore (che in campagna elettorale ribalta i rapporti di forza) può essere mal interpretata, al punto da ferire e umiliare l’altro in modo brutale, al punto da farci ubriacare e perdere il senso della misura nelle cose che facciamo o diciamo.

Tanto la politica quanto il servizio ci pongono la questione del potere e della sua gestione. Senso di responsabilità e capacità di affrontare ambizione e narcisismo sono aspetti indispensabili del nostro agire tanto in un contesto politico quanto in un contesto di servizio.

www.pattocivicoambrosoli.it

testata-AMBROSOLISiamo on line!

Da oggi è online il nuovo sito del Patto Civico con Ambrosoli, il nostro Gruppo consiliare in Regione Lombardia.

All’indirizzo www.pattocivicoambrosoli.it potete trovare informazioni e aggiornamenti sull’attività istituzionale dei consiglieri, con le news riguardanti i temi caldi del dibattito politico, gli interventi in Aula, le dichiarazioni, gli atti presentati, la rassegna stampa.

E, se interessa, potete trovare anche me.

Brebemi: Maroni trovi le risorse per evitare l’imbuto viabilistico di Segrate

MOZIONE-BREBEMI-1Il caos viabilistico che si creerà nell’Est Milano per il mancato potenziamento degli ultimi chilometri delle provinciali Cassanese e Rivoltana sarà un problema di tutti quando il primo luglio aprirà l’autostrada Brebemi. Ed è per questo che la mozione sul tema protocollata ieri mattina al Pirellone, che mi vede come primo firmatario, è stata condivisa anche da tutti gli altri componenti del Patto Civico con Ambrosoli Presidente, dal gruppo consiliare del PD, da Fabio Altitonante di Forza Italia e da Stefano Bruno Galli, capogruppo della lista Maroni Presidente.

Il documento chiede alla giunta Maroni di attivarsi con urgenza nel reperire i fondi pubblici o privati necessari ad assicurare il completamento dei lavori di raccordo tra la Brebemi e la Tangenziale Est di Milano, oltre che a convocare il collegio di vigilanza sull’Accordo di Programma per monitorare che i cantieri proseguano rispettando le scadenze.

In attesa del completamento della Teem il flusso principale del traffico in direzione Milano utilizzerà la Cassanese e la Rivoltana sulle quali sono stati eseguiti lavori di potenziamento e allargamento. Interventi costosi che hanno creato difficoltà ai residenti e sacrificato il territorio: tra tutto, ricordo il taglio delle siepi e dei bellissimi filari di pioppi della Tenuta Invernizzi di Trenzanesio. Ma questi lavori al momento non raggiungono l’obiettivo principale di assicurare l’atteso collegamento veloce alla Tangenziale Est, in quanto su entrambe le provinciali manca la realizzazione dell’ultimo miglio.

Nel tratto finale le due provinciali sono due veri e propri imbuti, entrambi sul territorio del Comune di Segrate. Qui era prevista la partecipazione di fondi privati alla costruzione dei due raccordi fino a Milano, nell’ambito della realizzazione del centro commerciale Westfield Milan all’interno dell’ex dogana segratese. Ma il progetto Westfield è attualmente fermo, in quanto i rappresentanti della società australiana hanno posto delle precise condizioni: realizzeranno i tratti a propri carico sulla Cassanese e sulla Rivoltana solamente quando Serravalle spa darà effettivamente corso al lavoro di costruzione della strada tra l’area dell’ex dogana di Segrate e il nuovissimo svincolo di Lambrate della Tangenziale Est. Se tutto va bene si parla del prossimo autunno, ma l’apertura dei cantieri potrebbe anche slittare.

MOZIONE-BREBEMI-2Allora tra un paio di mesi lo scenario che dovranno affrontare gli automobilisti e i pendolari dell’Est Milano potrebbe essere questo: sulla Cassanese i veicoli provenienti dalla Brebemi e diretti allo svincolo di Lambrate arrivati a Segrate dovranno percorrere un tratto urbano che presenta una serie di rondò, comprese due originalissime rotatorie a forma di fagiolo, che già ora riducono a passo d’uomo la velocità di percorrenza. Sulla Rivoltana, invece, la difficoltà è rappresentata dalla mancata riqualificazione del tratto tra la rotonda dell’Idroscalo (fronte luna park di Novegro) e l’aeroporto Forlanini che presenta rondò e due incroci semaforici. Disagi che sulle strade attorno a Linate potrebbero intensificarsi in occasione dell’Expo.

Molto preoccupati da questo scenario dovrebbero essere anche gli imprenditori che hanno investito nella costruzione della Brebemi, un’opera da 1,61 miliardi di euro che si è aggiudicata il Project financing awards da parte della Borsa di Londra, il cui significativo apporto al miglioramento del traffico sulla direttiva Milano-Brescia sembra essere rimandato a data incerta e comunque oltre l’Expo 2015. Per questo mi auguro che chi prenderà il posto di Maurizio Del Tenno, sempre che il rimpasto della giunta regionale di cui si vocifera in questi giorni coinvolga anche l’attuale assessore alle Infrastrutture, prenda di petto questa emergenza.

La nomina di Francesco Magnano a commissario ALER di Monza è scandalosa

Francesco MagnanoNel quadro delle nomine dei commissari ALER da parte del presidente Maroni è spuntato fuori a sorpresa quella del geometra Francesco Magnano, stretto e antico collaboratore di Berlusconi, come commissario ALER di Monza e Brianza.
Si tratta di una scelta che stende un velo di sospetto sui criteri generali con cui la Giunta Maroni sta procedendo al completamento di nomine che avrebbero dovuto segnare una discontinuità con il passato e introdurre principi di moralizzazione.
La nomina di Magnano, già inserito senza successo nel listino bloccato dell’ultima presidenza Formigoni e poi nominato da quest’ultimo sottosegretario della Giunta Regionale, stride con quanto afferma Roberto Maroni in merito alle nomine dei commissari Aler: “non sono oggetto di spartizione tra i partiti, ma sono stati scelti per competenze e curriculum. Ascolto le proposte e poi decido“.
Io e il Gruppo Patto Civico Ambrosoli consideriamo invece che tale scelta sia stata fatta in spregio alle indicazioni emerse nel corso del dibattito in Consiglio Regionale sulla necessità di una radicale riforma delle ALER.
Per questo ci impegnamo a presentare una interrogazione a risposta immediata per sapere oltre ai criteri che la Giunta sta adottando in queste nomine, anche le competenze specifiche che hanno portato a scegliere il geometra Magnano a commissario straordinario dell’ALER di Monza.

Fuoco Amico

SEL ci ha notificato il ricorso al TAR con il quale contesta l’assegnazione ad Ambrosoli del seggio che spettava a SEL e chiede che il seggio di Ambrosoli sia tolto a Patto Civico.

Noi siamo tutti molto sereni e pensiamo che SEL abbia il sacrosanto diritto di chiedere un ricontrollo dei voti se ritiene ci sia stato un errore.

Tar, ricorso SEL, apr13

 

Come un servizio e non come un privilegio

scavuzzoL’attività di noi amministratori si arricchisce della responsabilità di non deludere i cittadini alla ricerca di interlocutori attenti e onesti, e far sì che possano trovare in quanti sono impegnati nelle istituzioni locali disponibilità all’ascolto, al ragionamento, nella ricerca di una sintesi opportuna – quanto necessaria – fra il bisogno del singolo e quello della comunità. (…)
Non si tratta di fare promesse o di assicurare favori e indulgenze, tutt’altro: si tratta di dare un volto umano all’impegno in Politica, di recuperare il senso di responsabilità personale e farsi carico di problemi – che sono del singolo e possono essere dell’intera comunità – contribuendo a formulare risposte attraverso percorsi politici che comprendano i cittadini in modo attivo e positivo. (…)
L’atteggiamento, l’etica e la prassi quotidiana che a livello locale caratterizzano l’agire di ciascun amministratore possono fare la differenza: abbiamo bisogno di proporre esempi positivi di persone impegnate in politica che vivano tale dimensione come un servizio e non come un privilegio, come un impegno e non come la via breve per la ricchezza e l’esercizio del potere“.

Vorrei fossero parole mie, ma sono state scritte da Anna Scavuzzo, nell’ultimo numero di Servire, la rivista scout per educatori.

Per chi volesse leggere per intero l’articolo: http://www.rs-servire.org/index.php/home/239-la-politica-sul-territorio

Io e Anna ci conosciamo fin da ragazzi, quando io svolgevo la mia attività di capo scout nella provincia e lei era già una delle migliori teste pensanti dello scoutismo milanese e italiano. Ci siamo trovati nuovamente negli ultimi tempi, prima nel comitato milanese per Matteo Renzi, poi grazie al Patto Civico per Ambrosoli, di cui è stata l’infaticabile animatrice.

Ecco, a chi mi chiede se la politica è “una cosa brutta”, io rispondo di no, perché ci sono anche persone come Anna, che mostrano come sia possibile vivere quotidianamente l’impegno politico “come un servizio e non come un privilegio“.

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