Patto Civico

Chiusura della maternità dell’ospedale Melzo?

medicocorsiaGira da qualche tempo la notizia di una possibile chiusura del reparto di ginecologia e ostetricia dell’ospedale di Melzo. Per questo ho protocollato un’interrogazione rivolta alla giunta Maroni, e in particolare all’assessore alla Salute Mario Mantovani, con l’intenzione di fare chiarezza su questa possibilità che preoccupa gli abitanti della zona e pianificare le eventuali contromosse.

Nel caso dovesse essere stabilita la chiusura del reparto di maternità di Melzo, tra l’altro da poco ristrutturato, tutte le pazienti dovrebbero recarsi presso l’ospedale di Cernusco sul Naviglio. Un dirottamento che causerebbe gravi disagi, in particolare alle gestanti. Ho chiesto allora ai vertici della Regione Lombardia se abbiano in programma la riorganizzazione o la soppressione di questa unità. In caso di risposta affermativa vorrei sapere quali siano le motivazioni di tale scelta e come pensano di riutilizzare le risorse ottenute dalle mancate spese del reparto.

In generale mi sembra che si arrivato il momento di porci domande sul futuro della rete ospedaliera della Martesana. Occorre dar luogo fin d’ora a una riflessione sul tema con una visione di lungo periodo, evitando i campanilismi e tenendo conto delle reali esigenze della gente. Tutto questo pone per noi abitanti della Martesana il problema delle distanze, o meglio dei tempi di trasporto, sia per le emergenze che per l’utenza privata, munita o meno di auto propria. Regione Lombardia riesce oggi a dare le risposte adeguate alla Martesana di domani? Le strutture medie, piccole o grandi che esistono oggi sono adeguate alle esigenze dei suoi oltre 350 mila abitanti? Mi auguro che questa interrogazione sia solo un primo passo verso una discussione più ampia per affrontare il tema della futura rete ospedaliera.

La rete civica lombarda

ambrosoliLa scelta di Umberto Ambrosoli come candidato alla presidenza della Regione Lombardia per il centrosinistra nelle elezioni del febbraio scorso è stata sostenuta dalle forze tradizionali del centrosinistra, ed è caduta su una persona del tutto al di fuori dello schema dei partiti. Una persona, come si dice, “della società civile”. E’ stata una scelta che, almeno in una certa misura prendeva atto dell’accresciuto distacco degli italiani dalle forse politiche tradizionali.

Nell’accettare la sua candidatura Umberto Ambrosoli ha preso molto sul serio il fatto di essere un candidato sostenuto da partiti tradizionali, ma esterno ad essi, ed è andato alla ricerca dell’area elettorale di cui si sentiva più espressione. Un’area che in larga parte si esprime informalmente o attraverso forme associative non strettamente politiche ma che a volte, da molto tempo, si esprime localmente attraverso espressioni politiche che a volte sono consolidate, le cosiddette liste civiche.

Così Ambrosoli, nel pur breve tempo intercorso dalla sua vittoria alle primarie del centrosinistra che lo ha designato candidato alla presidenza della Regione Lombardia, ha compiuto alcuni atti significativi: ha dato luogo ad una lista di sostegno che ha preso nome di Patto Civico ed ha cercato, provincia per provincia, come candidati consiglieri persone esterne ai partiti e in particolare persone, come me, con esperienze locali di lista civica.

Le Liste civiche in ogni parte d’Italia ci sono sempre state. Nei comuni con meno di 15000 abitanti frequentemente è necessaria la presentazione di liste di coalizione che in realtà sono espressione del tutto o in buon parte di partiti. In comuni piccoli o grandi quello delle liste realmente civiche, cioè decisamente al di fuori dei partiti, che nascono per esigenze locali, con programma amministrativi assolutamente locali, è un fenomeno molto diffuso e ormai consolidato. Nell’area che conosco meglio, la Martesana, ad esempio c’è la Lista per Pioltello, area di centrosinistra, che è stabilmente presente in consiglio comunale da vent’anni. Presenze costanti ci sono anche in altri comuni, come Cernusco sul Naviglio, Gorgonzola, Cassano d’Adda, Cologno, che, ancor prima della scesa in campo di Ambrosoli, si erano collegate tra loro con la sigla CIVES. Esperienze simili ci sono nell’area del magentino e praticamente in ogni provincia lombarda.

Ho letto che nell’ultima tornata amministrativa in Toscana, nei trenta comuni al voto c’erano più di quaranta liste civiche. C’è in giro molta voglia di impegnarsi politicamente, magari al di fuori dei partiti tradizionali.

Quel che ha fatto Umberto Ambrosoli, una volte eletto in Consiglio Regionale, è stato di consolidare la rete di rapporti con le liste civiche abbozzata nel breve periodo preelettorale. Per cui le sta cercando, zone per zona della Lombardia, e sta invitando quelle che si sentono poter aderire ad un progetto che comunque è nell’area del centrosinistra, ad entrare in un patto associativo, di fatto una associazione. Lo scopo è di stabilizzare questa esperienza, elettoralmente positiva, che ha avuto Patto Civico alle elezioni regionali e di mettere in comune le esperienze amministrative. Il tutto in un ottica “dal basso” “partecipativa” che non è uno slogan ma una inevitabile realtà: ognuna di queste liste nasce da una esigenza locale, unica, particolare. Quindi collegare quelle realtà è cosa non facile, e, fuori dalle piaggerie, se non ci fosse Ambrosoli, con la sua personalità a fare da coagulo, l’iniziativa sarebbe tutt’altro che facile.

Concludo con una osservazione. Quella delle liste civiche è una esperienza a 360 gradi, ve ne sono di centro, centrosinistra e centrodestra. Molte di quelle che conosco sono completamente fuori area, cioè mettono insieme localmente persone che hanno a livello regionale o nazionale idee politiche diverse.

Oltre a Patto Civico Ambrosoli Presidente, c’è in consiglio regionale un’altra lista non di partito nell’area del centrodestra: la Lista Maroni Presidente. Nell’area della maggioranza è il gruppo con il quale più spesso ci capita di trovare affinità nel modo di affrontare i problemi e a volte perfino di come risolverli. Non penso sia una caso.

La Regione cambia posizione sui pediatri e sulle cure ai minori stranieri?

bambinaSembra proprio di sì a leggere la memoria di costituzione della Regione Lombardia nella causa intentata da ANP, NAGA e ASGI per garantire l’accesso al pediatra di base anche ai minori figli di stranieri irregolari. La prima udienza del processo è stata fissata per il 27 settembre.

Nella lunga memoria difensiva depositata dalla Regione, dopo molte disquisizioni di carattere nominalistico, si può leggere (pag. 4 della memoria) che l’accordo sottoscritto (quello della Conferenza Stato-Regioni) prevede l’iscrizione al SSR anche dei cosidetti minori irregolari. Ma dopo questa ammissione si dice anche che Regione Lombardia non ha mai, in nessun atto formale, negato a tali soggetti questa possibilità, ed anche che non è vero che la Regione impedisca o abbia impartito disposizioni finalizzate ad impedire l’iscrizione di tali minori nel SSR.

Si tratta di un vero e proprio colpo di scena. Come ha detto Umberto Ambrosoli, a noi non interessa come si chiamino le cure e come si inquadrino nelle varie denominazioni normative. Non giochiamo con le parole e con dettagli normativi e cavilli burocratici. Se la Regione non ha motivi di opporsi applichi allora l’ccordo che ha già firmato.

Non ci interessa come le chiamino. L’importante è che siano garantite le cure, e soprattutto la continuità dell’assistenza a tutti i bambini. Tutti aspetti sinora negati. L’obiettivo che ci poniamo è la prevenzione, la continuità terapeutica e il rapporto costante con il medico, come per tutti i bambini.

La nuova sparata di un ‘cantone cisalpino’ è un’arma di distrazione di massa.

lombardia_svizzeraOccore dare un segnale. Sulla macroregione o si fa un discorso serio o è inutile creare organismi inutili che non hanno alcun senso“. Lo ha detto Umberto Ambrosoli in una dichiarazione a commento dell’idea della Lega di chiamare “Cantone Cisalpino” la cosidetta macroregione.
La nuova sparata di un ‘cantone cisalpino’ – ha dichiarato Ambrosoli – è una evidentissima arma di distrazione di massa“.

La macroregione è un’idea leghista indeterminata, indefinita e ogni giorno mutevole: insomma, è un po’ come la Corazzata Potemkin di fantozziana memoria. Le cronache agostane consentono di nascondere sotto l’ombrellone del Cantone Cisalpino oppure dell’inno di Lombardia con parole di Mogol la debole coesistenza tra Lega e PDL. E non lo diciamo solo noi: è lo stesso presidente Cattaneo che lo evidenzia ad ogni piè sospinto! Una maggioranza debole proprio perché priva di una visione condivisa che si regge sugli equilibri da spartizione.

In una Regione con una guida micragnosamenete dedicata alle spartizioni, una commissione speciale dedicata esclusivamente ai rapporti tra Lombardia e Svizzera è pura ipocrisia (nonostante la buona volontà di chi la guida e la compone). Non ha proprio senso permanervi oltre: perciò abbiamo scritto al presidente del Consiglio Regionale Cattaneo per comunicargli il ritiro della partecipazione dei consiglieri del Patto Civico dalla Commissione speciale per i rapporti con la Svizzera. Alla vigilia dei grandi appuntamenti del Parlamento europeo sulle politiche regionali transfrontaliere, come è il caso della “Convenzione Alpina“, è ora di affrontare seriamente queste tematiche, smettendola con i giochi di parole.

Pediatra ai bimbi immigrati non regolari: Patto Civico presenta progetto di legge. È una battaglia civiltà.

bambinaUn progetto di legge affinché anche Regione Lombardia recepisca l’accordo Stato-Regioni per l’assegnazione del pediatra di libera scelta ai bimbi figli di immigrati senza permesso di soggiorno.

L’ho firmato e presentato questa mattina in conferenza stampa insieme a Umberto Ambrosoli.

I dati ci dicono che la maggior parte di questi bambini è ordinariamente gestita al di fuori del sistema sanitario regionale, con una discriminazione nei loro confronti e, paradossalmente, anche con un aggravio dei costi.

Crediamo che la Giunta debba occuparsi al più presto della questione, dando attuazione a quanto ha già sottoscritto in sede di Conferenza Stato-Regioni lo scorso dicembre, senza però averlo ancora reso esecutivo come invece è tenuta a fare. Basterebbe una delibera. Ma visto che finora nulla si è mosso in tal senso e che l’unica certezza rimane la bocciatura della nostra mozione in Consiglio, abbiamo deciso di portare avanti questa battaglia di civiltà presentando un progetto di legge.

Lo abbiamo copiato dal provvedimento del Friuli, perché le buone pratiche possono essere facilmente condivise, senza spendere soldi e senza avere superconsulenti sulle macroregioni.

Confidiamo ora che questa proposta sia di stimolo a un rapido interessamento della Giunta, considerando anche le aperture sul tema confermate più volte dall’assessore Mantovani e le numerose prese di posizione delle associazioni e dei pediatri stessi.

In arrivo fondi regionali per Cassanese e Rivoltana

Rivoltana_e_cassaneseSono in arrivo da Palazzo Lombardia fondi per la risoluzione di problemi viabilistici urgenti sulle provinciali Rivoltana e Cassanese, oggetto da mesi di caotici lavori di potenziamento in vista nell’estate del 2014 dell’apertura della nuova autostrada Brebemi. Ad annunciarlo è stato lunedì l’assessore alla Viabilità, Maurizio Del Tenno, durante la presentazione dell’assesto di bilancio della Regione.

È una prima risposta concreta all’interrogazione che insieme ad altri consiglieri di Patto Civico e del Pd abbiamo presentato all’assessorato in merito all’emergenza viabilistica segratese. Ho riscontrato da parte di Del Tenno una disponibilità al confronto che supera le distinzioni tra maggioranza e opposizione e di questo gli do volentieri atto. Le cifre che mi ha anticipato informalmente, parliamo di circa 14 milioni, mi sembrano però inadeguate per garantire un intervento complessivo, ma rappresentano pur sempre un primo passo.

Una sensibilità che, purtroppo, non ho riscontrato nel sindaco di Segrate, Adriano Alessandrini. Gli ho ripetutamente ma inutilmente offerto la mia disponibilità a fare da sponda in Regione all’amministrazione comunale per quanto riguarda i problemi condivisi della nostra città, in particolare quelli legati alla viabilità. Purtroppo mi sta ignorando ed è un errore: non penso che giovi a Segrate il fatto che ci rapportiamo con l’assessorato di Del Tenno come due interlocutori diversi e divisi. Mi auguro, al contrario, che il neo assessore Ezio Lazzari vorrà considerarmi una risorsa e un alleato nelle battaglie per il bene della città. Quando era presidente della Commissione consigliare trasporti è stato l’unico a dimostrarmi un’amichevole apertura.

Il lavoro di opposizione procede bene

pattocivicoDei tre grandi appuntamenti annuali che il Consiglio Regionale deve affrontare, da procedura, i primi due li abbiamo archiviati. Il terzo (il Bilancio preventivo) arriverà non prima di Dicembre.

I primi due, cioè “Piano Regionale di Sviluppo” (PRS) e “Assestamento di Bilancio” sono stati due atti di diretta continuità con la precedente Amministrazione: cioè due documenti preparati ancora dalla macchina di Formigoni e che la Giunta Maroni ha appena ritoccato.

Anche per questo l’opposizione del nostro gruppo Patto Civico è stata rigorosa: al punto da provocare la stizza (per noi ingiustificata) di Maroni nella discussione sul PRS. Ma non per questo il nostro gruppo si è chiuso verso le opportunità intraviste nei momenti importanti di intervenire per migliorare i provvedimenti all’approvazione del Consiglio. Abbiamo fatto così per la riduzione dei costi della politica: ci siamo seduti al tavolo con la maggioranza e crediamo, alla luce dei risultati, di essere riusciti ad incidere su un provvedimento in linea con le nostre proposte elettorali.

Ancora più importante poi l’occasione colta ieri in sede di approvazione dell’assestamento di Bilancio. Abbiamo illustrato le linee della nostra più ferma opposizione con l’intervento del nostro consigliere Roberto Bruni che ha motivato il nostro voto contrario. Il suo è stato un discorso di alto livello che ha toccato la natura politica della crisi istituzionale innescata dalla politiche di controllo della finanza pubblica (spending review) tra Stato e Regione ed altri Enti Locali: abolite le province, ci si chiederà a che servono le regioni?

Ma insieme ai motivi della nostra opposizione abbiamo presentato, con il nostro Capogruppo Lucia Castellano, anche proposte di miglioramento.

In particolare, l’ordine del giorno avente come oggetto “L’edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia economico-popolare” ha raccolto la maggioranza dell’aula ed è stato approvato, con grande soddisfazione di Lucia e di tutto il gruppo.

L’Odg infatti obbliga la Giunta ad intervenire “per il presente esercizio e per la durata di tutta la X legislatura“, con priorità sul tema dell’emergenza abitativa che è una piaga del nostro territorio, con interventi normativi, amministrativi ed economici finalmente risolutivi. A partire proprio dall’aumento dell’offerta di alloggi sociali: una necessità indispensabile in questo momento di crisi.

Insomma, dei buoni risultati per il lavoro del nostro Gruppo. Che ci permetteranno di affrontare con maggior vigore gli appuntamenti e le sfide che già s’intravedono per Settembre.

Un voto per la trasparenza, un voto utile

vota-micheliIn questi giorni, in giro per la provincia, ho incontrato molta gente arrabbiata e delusa, soprattutto giovani. Mi hanno detto: “Basta con la politica, siete tutti uguali“. Parecchi hanno cambiato atteggiamento quando ho spiegato che un politico può decidere di essere trasparente. Dal 2010 sono l’unico consigliere del mio comune che pubblica redditi, proprietà, presenze in consiglio, indennità. Da quando ho chiesto ai miei concittadini di rappresentarli ho deciso di meritare anche così la loro stima e fiducia.

La ricetta della trasparenza è semplice: mettere in rete ogni spesa della pubblica amministrazione. Ogni acquisto, appalto, incarico, soprattutto ogni euro destinato agli amministratori per indennità, viaggi, cancelleria, tutto deve essere reso pubblico, subito. Una modalità che genera subito una maggiore attenzione alla qualità della spesa. Un segno di rispetto verso chi quei soldi li versa, pagando le tasse.

Umberto Ambrosoli ha deciso che il rispetto dovuto alle famiglie che soffrono la crisi si trasformerà subito in una drastica riduzione (un taglio di oltre due terzi) della indennità dei consiglieri. Ai candidati della “sua” lista Patto Civico ha chiesto di rinunciare ad ogni forma di rimborso aggiuntivo. Ci siamo impegnati tutti.

Vi chiedo di sostenere Ambrosoli, un uomo che ha messo il suo impegno e la sua faccia pulita per cambiare la Lombardia, dopo la palude formigoniana. Vi chiedo di sostenerlo votando la lista Patto Civico, la lista di candidati che lui ha scelto. Vi chiedo di fare un voto utile, di darlo a chi ha concrete possibilità di essere eletto, evitando di “disperdere” un voto dato per simpatia ma che non avrebbe risultato. Vi chiedo di votarmi e di farmi votare, perché ogni voto in più, ogni singolo voto può essere, chissà, quello decisivo; perché al termine di una campagna elettorale faticosa ed entusiasmante ho davvero, col vostro aiuto la possibilità di diventare il “vostro” consigliere in regione, quello che voi avete scelto e voluto.

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