primarie

Il mio sostegno a Beppe Sala

salaMilano DEVE restare al centro sinistra: nella città culla della Lega e del berlusconismo deve continuare l’esperienza di tutela del territorio, della salute, della mobilità sostenibile del quinquennio Pisapia.

Il modo migliore perché tutto questo non venne vanificato è presentare una coalizione guidata dall’uomo Expo, da Beppe Sala.

Un manager prestato alla politica, un uomo vincente che tra mille difficoltà si è fatto carico della gestione di un evento, Expo Milano 2015, che moltissimi avevano decretato sarebbe stato un disastro.

Invece Sala con mano ferma ha guidato Expo verso un successo strepitoso, facendola diventare il simbolo del rilancio dell’Italia e soprattutto dell’immagine di Milano in Europa e nel mondo.

Il successo di Expo, che ha richiesto capacità non solo gestionali ma anche relazionali e di comunicazione, ha dimostrato che Sala ha le capacità per governare Milano e la Città Metropolitana, con le sue complessità ma anche con le sue enormi potenzialità.

Le primarie di questo fine settimana sono il primo passo: forza Beppe!

Segrate è con Renzi

Renzi_MatteoApplaudo di cuore al bel risultato segratese delle primarie del PD.

Innanzitutto per la partecipazione: i votanti sono stati 2046, quasi quanti furono (2164) a novembre dell’anno scorso al primo turno delle primarie di coalizione del centro sinistra, ma molti di più di quanti furono (circa 1400) alle ultime primarie del PD nel 2009.

Era la prima preoccupazione: che dopo quest’anno così travagliato e complicato per la politica italiana, soprattutto per il centrosinistra, ci fosse stato distacco o indifferenza.

E invece la voglia di partecipare c’è e tantissima. Il merito va a Matteo Renzi che ha saputo incarnare la voglia di nuovo e di cambiamento, a Segrate e in tutta Italia.

A Segrate il voto a Renzi ha raggiunto il 69,2%, addirittura al di sopra del risultato nazionale e di quello lombardo. Più di 1400 i segratesi che in questa fredda domenica di dicembre sono andati a votarlo ai cinque seggi aperti in città grazie all’impegno dei molti volontari ai quali va il mio ammirato applauso.

Bella città Segrate. Abbiamo partecipato in tanti, molto più della media nazionale. Abbiamo dimostrato che le primarie ci piacciono. Abbiamo dimostrato di volere qualcosa di nuovo, di giovane, di sorridente.

Un applauso a Matteo Renzi che ha vinto alla grande. Un applauso a Segrate.

Io scelgo Matteo Renzi

micheli-renziNon sono iscritto al PD ma guardo con interesse alla fase di cambiamento che sta vivendo questo partito perché ne va del suo profilo riformista.

Come ha ricordato lucidamente Giovanni Bianchi, “nel 1968, di fronte al ribollire delle istanze studentesche ed operaie che contestavano il sistema di potere di cui egli era parte ed in qualche modo, anzi, il vertice, Aldo Moro ebbe a dire che la vera attitudine del riformista è quella di stare dalla parte del nuovo che nasce, per quanto confusi e per certi versi contraddittori siano i suoi contorni. Quelle parole valgono ancora oggi, in una fase tanto diversa, in cui però veramente si deve mettere mano alle forme dell’agire politico per salvarne l’essenza stessa contro le brame dell’antipolitica che, si badi bene, non allignano (soltanto) fra le fila dei partiti personali e/o patrimoniali, ma trovano una loro imprevisto terreno fertile anche fra coloro che dicono di difendere un’idea di politica alta ma in ultima analisi difendono soltanto una rendita di potere“.

A me sembra che oggi Matteo Renzi sia la persona con le idee realmente e concretamente più progressiste di tutta la politica italiana: perché dice quel che intende fare in modo esplicito e trasparente; perché è riuscito a convincere anche quando ha perso; perché è davvero l’uomo del cambiamento e ringiovanirà di due generazioni la politica italiana; perché è un leader giovane che vive alla perfezione il presente guardando al futuro.

L’Italia ha bisogno di una scossa, per questo oggi invito la società civile che desidera veramente un cambiamento a votare l’8 dicembre per Matteo Renzi, mandando a casa chi vuole che le cose rimangano come sono.

Con Umberto Ambrosoli e Matteo Renzi

ambrosoli renziLa traccia del mio intervento di ieri mattina, dal palco dell’Auditorium Sala Levi presso il Centro Universitario in Via Valvassori Peroni a Milano con Umberto Ambrosoli, Matteo Renzi e Pietro Bussolati.

IN POLITICA PER PGT/CONSUMO DI SUOLO LOMBARDIA

Mi chiamo Paolo Micheli. Sono in politica da tre anni e l’ho fatto perché ero arrabbiato. Ero arrabbiato perché nel mio comune la maggioranza che c’era (e che c’è ancora) voleva rendere edificabili gli ultimi terreni agricoli che erano rimasti, l’ultimo kmq sui 17 del territorio comunale.

Insieme a un po’ di amici abbiamo presentato una lista civica che aveva nel programma, come cosa più importante, fermare il consumo di territorio; abbiamo partecipato alle elezioni nel 2010 e in due siamo entrati in consiglio comunale.

Oggi sono ancora più arrabbiato, perché nonostante un impegno ininterrotto (abbiamo presentato proposte di delibere, di mozioni, di emendamenti; abbiamo raccolto firme, fatto cortei e manifestazioni), la maggioranza in comune ha votato un Piano di Governo del Territorio che prevede di costruire su tutti gli ultimi terreni agricoli, prevede di costruire migliaia di appartamenti per una valore totale di un miliardo di euro, prevede di portare la popolazione del mio comune da 34.000 a 56.000 abitanti. Una follia, con tutte le case invendute che ci sono in giro. Una follia anche perché la Lombardia sta consumando da anni il proprio preziosissimo terreno agricolo al ritmo di dieci campi di calcio al giorno, tutti i giorni, tutti gli anni. Una follia inarrestabile perché la legge urbanistica regionale lo permette.

PRIMARIE RENZI

Verso la fine dell’anno scorso, quando ci sono state le primarie del centrosinistra, trainato dal grande entusiasmo di Eugenio Comincini, Anna Scavuzzo e Giorgio Gori, ho sostenuto Matteo Renzi che da tempo avevo imparato ad apprezzare perché è stato uno scout come me, per come fa politica, compreso il fatto che nella città di cui è sindaco, Firenze, ha bloccato il consumo di suolo e l’ho apprezzato ancora di più dopo le primarie, quando da vero scout, ha lealmente mantenuto tutti gli impegni che aveva preso.

IN LISTA CON AMBROSOLI

Dopo aver sostenuto Renzi è stato assolutamente naturale sostenere Umberto Ambrosoli dapprima nelle primarie regionali ed ora nel suo coraggioso tentativo di portare alla guida della Regione Lombardia un governo pulito dopo la lunga palude formigoniana. Ed è stato per me un onore essere stato inserito nella sua Lista Ambrosoli qui in provincia di Milano.

PROGRAMMA AMBROSOLI

Sono molto contento di avere avuto questa possibilità e spero di andare in Regione a sostenere il programma di Ambrosoli e sto parlando di viabilità, di trasporti, di sanità, di assoluto contenimento del consumo di suolo ed in particolare, e riguarda molto noi giovani, di lavoro, di incentivi alla produttività e alla ricerca che significa sostegno all’imprenditoria, soprattutto alla nuova imprenditoria, quella giovanile.

Su questo un aspetto concreto: puntare a un miglior utilizzo dei fondi europei che in Regione Lombardia sono già utilizzati meglio che altrove, ma sui quali si può, si deve fare meglio, utilizzarli per intero con maggior trasparenza, incentivando l’assistenza dello sportello regionale che consenta a tutti, specialmente alle nuove imprese, alle start up, di partecipare, di usufruirne.

LA MIA CAMPAGNA ELETTORALE

Da un mese sto facendo campagna elettorale e vado in giro per la provincia, vado nei mercati, davanti alle scuole, davanti alle chiese, nelle piazze, dovunque posso incontrare gente.

A tanta gente per esempio ho spiegato come si vota. Che ci sono tre schede, quella gialla per il Senato e quella rosa per la Camera dove si può solo fare la croce sul partito. Mentre io sono candidato alla regione, che è la scheda colore VERDE. Alla regione si può votare il candidato presidente (AMBROSOLI), si può votare anche una lista e di fianco alla lista votata si può mettere il cognome di un candidato consigliere di quella lista. Insomma ho fatto anche un po’ di informazione pratica sul voto.

Tanta gente mi ha dato retta, ha preso i miei volantini, si è fermata a parlare con me. Ma ho incontrato molta gente arrabbiata e delusa, soprattutto giovani. Tanti mi hanno detto: “Basta con la politica, siete tutti uguali” e se ne sono andati via voltandomi le spalle.

Sono riuscito a far cambiare atteggiamento ad arrabbiati di ogni età anche quando ho spiegato che un politico, un aspirante politico può decidere di essere trasparente, per esempio rendendo pubblica la propria situazione economica, le presenze in consiglio, le indennità, come io ho fatto dal 2010, l’unico nel mio comune dove non era ancora obbligatorio.

La trasparenza nella pubblica amministrazione, che Ambrosoli ha messo agli inizi del proprio programma, ha una ricetta semplice: mettere in rete ogni spesa della pubblica amministrazione. Ogni acquisto, appalto, incarico, ogni euro destinato agli amministratori per indennità, spese, tutto deve essere reso pubblico, subito. Una modalità che genera una immediata maggiore attenzione alla qualità della spesa oltre che un segno di rispetto verso chi quei soldi li versa, pagando le tasse.

TAGLIO COMPENSI CONSIGLIERI

Un ultima cosa: Umberto Ambrosoli, il mio candidato presidente alla regione Lombardia, ha deciso che il rispetto dovuto alle famiglie che soffrono la crisi si trasformerà subito in una drastica riduzione della indennità dei consiglieri. Ai candidati della “sua” lista Patto Civico ha chiesto di rinunciare ad ogni forma di rimborso aggiuntivo. Ci siamo impegnati tutti.

Un altro segno di rispetto verso gli elettori, doveroso soprattutto oggi in questo tempo di grave crisi economica.

Neanche la Pravda

Ai tempi dell’URSS la Pravda sosteneva che il più grande geyser del mondo fosse in Siberia.

Invece oggi scopriamo che, secondo Dario Giove, Bersani a Segrate ha stravinto (a Segrate, su 2164 votanti:  Renzi 896, Bersani 900, Vendola 262, Puppato 86, Tabacci 22).

Per Dario e tutti gli amici del PD.

Capisco e pratico il tifo sportivo e ho sentito di recente un allenatore dire (o ripetere) che non c’è niente di più bello che vincere per uno a zero per un autogol al novantacinquesimo. E’ vero anche che nelle elezioni si può vincere con il 50% più un voto. Ma il voto di Segrate di domenica scorsa non era un ballottaggio per l’elezione del sindaco, aveva un significato politico più generale di termometro dei sentimenti degli elettori del centrosinistra nella nostra città. Il risultato segratese di 41% a 41% (quattro voti di differenza) ad un primo turno può essere presentato come una vittoria dai sostenitori di Bersani che tutti i sondaggi hanno dato costantemente in vantaggio? Il Giorno Martesana lo ha definito un ex-equo in un articolo dove risulta che, dopo Cernusco s/N e Peschiera Borromeo, il risultato di Segrate è stato per Renzi uno dei migliori della provincia.

A proposito, Pravda vuol dire verità.

Un sorriso.

Tantissimo Renzi a Segrate

Le primarie del centro sinistra a Segrate hanno dato due ottimi risultati. Il primo: la partecipazione. Le primarie di coalizione hanno visto ben 2164 votanti, quando nelle primarie PD del 2009 i votanti furono solo 1400 circa. Anche Segrate quindi è coinvolta dall’ondata di entusiasmo che ha attraversato l’Italia proprio in un momento in cui l’astensionismo e l’antipolitica sembravano la facessero da padroni.

Ottimo poi a Segrate il risultato di Matteo Renzi che con 894 voti ha sfiorato il pareggio nei confronti dei 900 voti raccolti da Bersani e con il 41% ha nettamente fatto meglio del risultato regionale e provinciale.

E’ andata molto bene, molto meglio delle nostre più ottimistiche previsioni. E penso che faremo ancora meglio al ballottaggio quando si deciderà il futuro non solo del centrosinistra ma dell’Italia. Avendo visto l’impegno e l’entusiasmo di questi giorni in confronto alla confusione massima in cui si dibatte il centrodestra è una gioia prevedere che chi vincerà domenica 2 dicembre sarà non solo il leader della coalizione ma con ogni probabilità il prossimo capo del governo“. Così ha commentato i risultati Silvia Carrieri, del comitato Segrate per Renzi.

Anch’io sono ottimista. E’ una corsa a tappe e questa era la parte in salita. Ora si riparte per il ballottaggio e sarà uno sprint tutto da decidere. La vittoria di Renzi è nell’interesse di tutto il centrosinistra: solo Matteo, e lo abbiamo visto anche qui a Segrate, è in grado di portare nel centrosinistra gli indecisi e i delusi del centrodestra ed avere così la forza per cambiare l’Italia.

Siamo caricatissimi: forza Matteo!

L’appello al voto del Comitato Milano per Matteo Renzi

Carissime, carissimi,

mancano ormai due giorni alla conclusione di una campagna elettorale che è stata serrata ed affascinante. Oggi possiamo brindare perché tutti i sondaggisti segnalano come il nostro Partito Democratico goda del sostegno di oltre il 30% di potenziali elettori; riteniamo che ciò sia merito anche delle primarie e del ritrovato entusiasmo che la campagna di Matteo Renzi ha saputo suscitare in molte persone che hanno guardato con rinnovato interesse al PD e al centrosinistra.

Da parte nostra ci siamo impegnati per trasmettere le idee di Matteo Renzi e della sua campagna, presentando il suo programma ricco di puntuali e precise proposte, per cambiare volto al Paese, in piena discontinuità con il centrodestra berlusconiano e certi della necessità di un riavvicinamento dei vertici del PD ai bisogni dei cittadini e del territorio. In oltre due mesi di campagna elettorale abbiamo cercato di confrontarci sui contenuti, lavorando nei circoli, sui territori spalla a spalla con i militanti degli altri candidati per rendere possibile quello straordinario sforzo organizzativo che le primarie necessitano.

Eravamo in tanti al primo incontro in Via Plinio dove molti esponenti del PD e del mondo civico milanese hanno prestato la loro voce per raccontare le nostre idee. Eravamo ancora di più il 29 ottobre, dapprima tra le vie di Milano, per portare la fiaccola della buona politica contro il disastro del Palazzo Lombardia funestato dalle note vicende di cronaca giudiziaria; poi al Teatro Dal Verme, dove oltre 3.000 persone sono accorse per sentire e abbracciare Matteo Renzi. Ecco un video che racconta le emozioni vissute in questi mesi:

Abbiamo fatto nostro il sogno di Matteo Renzi: cambiare l’Italia, abbattere le rendite, ridare fiato e speranza ai lavoratori, rinnovare l’economia, riallacciare il legame di fiducia tra i cittadini e la politica. Riteniamo che questo si possa fare solo con un cambio netto, anche nel modo di fare politica; crediamo che – consentitecelo – al di là di Matteo Renzi, la politica debba tornare protagonista ma per farlo debba necessariamente essere ridisegnata, presentandosi agli elettori senza tatticismi, ma mettendoci la faccia e offrendo trasparenza, concretezza, tagli netti e immediati ai costi e ai privilegi della politica. Gli elettori capiranno la forza delle idee, non abbiamo bisogno di inseguire il Casini di turno, abbiamo bisogno di ritrovare il gusto di far politica insieme.

Il coinvolgente entusiasmo suscitato dalla campagna di Matteo Renzi e di chi come noi lo ha sostenuto può davvero portare un radicale e salutare rinnovamento del sistema politico italiano e può consentire al PD di tracciare una nuova via.

Il 25 novembre aiutaci a cambiare l’Italia, partecipa, vai a votare, qualsiasi sia il tuo voto; se sceglierai Matteo Renzi aiuterai il centrosinistra a diventare riformista ed europeo, aprendo una nuova stagione che sappia portare al governo nazionale le buone amministrazioni locali di centrosinistra che i cittadini hanno saputo conoscere e premiare con i loro voto.

Vota alle primarie, scegli Matteo Renzi,

un sorriso,

Il Comitato Milano per Matteo Renzi

La politica è come la vita, senza emozioni non è bella.

Chiedo un favore a tutti i miei contatti: prestatemi 45 minuti del vostro tempo.

Vorrei mostrarvi l’intervento di Matteo Renzi ieri alla Leopolda. Anche se non state prendendo in considerazione di votare alle primarie, persino se avete già deciso di non votare Matteo Renzi.

Fatelo anche solo per me, ve lo chiedo come un favore personale.

Ho vissuto due giornate intense, ricche di contenuti ma che soprattutto mi hanno emozionato. Nel ritrovare tanti amici, nell’ascoltare gli interventi, in particolar modo quando è salito sul palco Matteo Renzi. Credo sia la prima volta che mi capita di emozionarmi durante il comizio di un politico.

Come ha commentato Eugenio Comincini: “La politica è come la vita, senza emozioni non è bella“.

Per questo vi chiedo: prestatemi 45 minuti del vostro tempo per mostrarvi il video di Matteo Renzi e farvi capire perché ritengo che questa sia la più “straordinaria novità politica degli ultimi anni che si è mossa dentro e non fuori dalla politica”.

E perché domenica prossima ritengo valga la pena fare un quarto d’ora di fila per cambiare il Paese piuttosto che lamentarmi per i prossimi 5 anni pentito di non aver preso parte a questa scelta.

Intervista doppia tra renziani e bersaniani

Segrate In Folio mi ha proposto un’intervista doppia sulle primarie di coalizione.

A rappresentare Bersani, l’amico Mario Sormani. Riporto le mie risposte, potete leggere qui il resto dell’intervista.

Nome

«Paolo».

Cognome

«Micheli».

Anni

«Trentotto».

Primo partito votato.

«Pds».

In passato folgorato da…

«Nella vita da Carlo Maria Martini. Alla politica mi sono avvicinato con ammirazione verso Romano Prodi».

Perché Renzi?

«Lo conosco e seguo da anni. Ha fatto scelte coraggiose, fin da quando si candidò alla provincia di Firenze. È stato il primo e l’unico sindaco a introdurre lo “stop al consumo di suolo”. Ed è stato anche un capo scout come me, abbiamo amici comuni».

Se vince Bersani?

«Lo voterò e chiederò di votare la coalizione che guiderà».

E se vince Vendola?

«Per il rispetto di genere, almeno come terza forza, penso a Laura Puppato. Brava e simpatica».

Se dico rottamazione?

«Rispondo rinnovamento. C’è in giro un bel desiderio di nuovo. Non mi sembra che sia il momento di ripercorrere le stesse strade, riproporre le stesse facce. L’età non è la cosa più importante, ma non dimentichiamo che grandi nazioni hanno appena avuto leader quarantenni come Cameron e Obama».

Se dico isole Cayman?

«Un’argomentazione contro Renzi tirata per i capelli. Penso che in politica sia meglio confrontarsi su cose più serie. Io almeno faccio fatica a fare il confronto politico amplificando dettagli o pettegolezzi, anche se fanno titolo».

Vorrebbe Bersani come sindaco di Segrate?

«Al posto di Alessandrini? Domani mattina! Dove si firma?»

Le sue tre parole chiave per la politica?

«Impegno, trasparenza, amore per Segrate».

Le Primarie saranno falsate dalle nuove regole?

«Falsate non direi. Certamente sono state rese un po’ più complicate rispetto alle altre volte proprio quando si intravede una competizione vera. Mi spiace soprattutto che siano stati esclusi i sedicenni e i diciassettenni. Penso che sarà, comunque, un altro grande momento di partecipazione democratica ed è bello ricordare che le Primarie sono state introdotte dal Pd ed è un modello che ora seguirà anche il centrodestra».

Un esponente della terza età può votare Renzi?

«Altroché! Chi mi ha contattato per dirmi che sosterrà Renzi ha età ed estrazioni sociali completamente diverse».

Un giudizio su Formigoni.

«Un politico della sua esperienza avrebbe dovuto capire prima che era tempo di farsi da parte, al primo arresto dei suoi collaboratori non all’ennesimo».

Vede già un candidato Pd alla presidenza della Regione?

«In Lombardia è tempo di cambiare. Spero che Ambrosoli voglia e riesca candidarsi per il centrosinistra: c’è bisogno di una persona della sua levatura morale per riportare valori etici in una istituzione scossa da troppi scandali. Altrimenti: Pizzul o Civati».

Berrebbe una birra al tavolo con Bersani?

«Certo e ci farei volentieri quattro chiacchiere. E visto che è originario della provincia di Piacenza,  gli proporrei un bicchiere di Gutturnio delle Cantine Bacchini di Castelvetro Piacentino, paese dove mi sono sposato a settembre».

Cosa ne pensa di Di Pietro?

«Passo. Conosco molta gente che lo stima e immagino il travaglio in un momento delicato della loro storia politica. Ho visto Report e anche la replica Di Pietro. Due considerazioni. La prima: i partiti personali hanno un evidente limite di democrazia interna. La seconda: la trasparenza in politica non è mai troppa. E penso di poterlo dire poiché sono l’unico consigliere di Segrate che ha messo on line la sua situazione economica».

E di Grillo?

«Meglio lui dell’astensionismo. Però l’aggressività del suo linguaggio può essere divertente ma è sempre esagerata e a volte eccessiva. Di Grillo apprezzo l’utilizzo della Rete come mezzo di comunicazione e di scambio di opinione. Però nutro dubbi sulla democrazia completamente digitale: per me la partecipazione alla vita della città richiede socialità e contatto con le persone».

Berlusconi non si candida: ci crede?

«Ormai è inevitabile. Se si riproponesse il Pdl rischierebbe di frantumarsi. La rottamazione sta coinvolgendo anche il centrodestra».

Renzi ha fatto bene ad andare ad Arcore?

«Certo. Aveva chiesto udienza al presidente del consiglio e quando gli è stato offerto un appuntamento non poteva certo star lì a sottilizzare sul luogo».

Cosa le piace di Bersani?

«È una persona intelligente e ha guidato il Pd in un periodo complicato. Assumersi il rischio impopolare di sostenere il governo Monti anziché andare subito alle elezioni, dove magari avrebbe vinto, è stata una scelta coraggiosa».

Cosa, invece, non le piace?

«Mi sembra che all’interno del partito sia rimasto troppo a lungo ostaggio dei soliti nomi che l’hanno portato alla segreteria, Penati compreso».

È prematuro, ma per il dopo Alessandrini, si possono ipotizzare Primarie anche a Segrate?

«Assolutamente sì. Le primarie sono un fatto democratico»

Tra Renzi e Bersani, chi vince?

«Matteo al ballottaggio. E voteranno in tantissimi».

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