protesta

Faceva andar la gru, perciò era un gruista

Sto approfondendo il motivo della protesta di un gruppo di lavoratori che da questa mattina sono saliti in cima a una gru. Naturalmente spero che questa spiacevole situazione si risolva il prima possibile in modo positivo e che gli operai scendano autonomamente. Come Amministrazione comunale faremo di tutto affinché i lavoratori siano tutelati e ricevano ciò che spetta loro. Segrate purtroppo continua a soffrire l’onda lunga di speculazioni edilizie degli ultimi anni, della conseguente bolla immobiliare e più in generale di una mala gestione del territorio che ha permesso tutto questo creando molteplici criticità. Oggi sono i lavoratori di via Giotto a farne le spese, ma il problema dei cantieri fantasma e delle numerose imprese edili fallite sta coinvolgendo anche tantissime famiglie segratesi che hanno acquistato casa investendo i loro risparmi in progetti edilizi che non si sono mai realizzati o che faticano ad essere portati a termine.

E’ per questo che il nostro nuovo PGT prevede il blocco di ulteriori costruzioni e la salvaguardia di ciò che resta di territorio non urbanizzato, nel tentativo anche di evitare ulteriori fallimenti e crisi come quella a cui stiamo assistendo da questa mattina. Non è questione di essere ambientalisti o no, ma di agire con il buonsenso. Il lavoro fatto per riprogettare la Segrate del futuro col nuovo PGT è stato notevole e faticoso, sopratutto perché per la prima volta nella storia cittadina è stato ampiamente condiviso e partecipato da tutte le forze politiche in gioco e dai cittadini. I benefici saranno a medio lungo termine e i nostri figli potranno continuare a vivere in una città a maggioranza verde.

Scuola: si taglia il sostegno al reddito

SCONTRI ALLA MANIFESTAZIONE DI STUDENTI CONTRO I TAGLI DELLA REGIONE ALLA SCUOLA PUBBLICAStamattina alcuni studenti hanno manifestato dentro e davanti a palazzo Pirelli, con metodi che personalmente disapprovo, contro la diminuzione delle risorse alla scuola pubblica.

Una protesta che scaturisce, anche a prescindere da come la si possa pensare in merito alle scuole paritarie e alla legittimità del loro finanziamento, da l’esito ulteriormente discriminatorio dei nuovi tagli alla scuola pubblica previsti dal bilancio regionale. Ed è evidente che accentuare le diseguaglianze, anche nell’ambito dell’istruzione, non può che alimentare le tensioni delle parti penalizzate.

Mentre si tolgono soltanto briciole al contributo per la libera scelta dei percorsi educativi, si riduce di quasi cinque volte il sostegno al reddito, che è destinato al milione di studenti delle scuole statali: nel 2014, per il buono scuola, si passerà da 33 milioni a 30, per il sostegno al reddito da poco più di 23 a 5.

Una sproporzione che da sola grida vendetta. Ma alla quale va aggiunta anche la disparità dei criteri di assegnazione dei fondi. Perché mentre per il sostegno al reddito occorre presentare l’Isee, per il buono scuola si utilizza un indicatore che tiene conto soltanto del reddito e non dei patrimoni.

La scuola pubblica e gli studenti lombardi meritano un’attenzione e un’equità che la Regione con questi numeri non garantisce.

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