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Punto nascite dell’Uboldo: resta l’amaro in bocca

È arrivata finalmente la risposta dell’assessore alla mia interrogazione in merito alla vicenda della chiusura del punto nascite dell’ospedale Uboldo di Cernusco.

Di fatto l’assessore ribadisce le motivazioni, già espresse in altre sedi, che hanno portato alla scelta di Melzo, nonostante il numero di nascite inferiore, vale a dire: “minor tasso di fuga delle donne di Melzo” (cioè ci sono meno donne di Melzo che vanno a partorire fuori città di quanto non accada a Cernusco), localizzazione dell’ospedale in una zona senza altri ospedali attorno e una non meglio definità “opportunità di miglioramento dell’offerta assistenziale derivante da un proficuo scambio con i medici del presidio di Cernusco“.

Quanto al ricollocamento del personale, l’assessore dice che è improprio parlare di ciò, visto che già il personale risponde a un unico primario.

La scelta, dunque, ormai è fatta e il punto nascite di Cernusco è stato chiuso. Resta l’amaro in bocca per una modalità poco lineare, con un ribaltamento repentino di fronte rispetto a decisioni già assunte e per lo scarso coinvolgimento delle comunità locali coinvolte.

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