razzismo

“Troppi migranti, la razza bianca va difesa”

Troppi migranti, la razza bianca va difesa“. Il prontipartenzavia del candidato alla Regione Lombardia della Lega (ex Nord) Attilio Fontana è da brividi. Ho molti amici “di razza non bianca” e posso solo immaginare quello che hanno pensato sentendo queste parole.

Fontana si è poi scusato più volte perché “il termine era infelice“. Una pezza ancora peggiore del danno, perché cerca di spostare la discussione sul lessico quando l’uso colloquiale del termine rivela una visione politica dell’umanità che è inaccettabile perché ci riporta direttamente a quegli anni orribili che non dimentichiamo e che ci apprestiamo a ricordare il 27 gennaio nel Giorno della Memoria (a volte mi sembra incredibile pensare che solo 70 anni fa anche a Segrate era arrivato il divieto di proiettare pellicole interpretate da attori di “razza ebraica come Charlie Chaplin” o la radiazione dagli elenchi telefonici degli ebrei discriminati e non).

Questa non è una discussione lessicale, ma fondamentale. Viviamo in un’epoca in cui inviamo razzi su Marte e segnali in cerca di vita aliena nell’Universo, e stiamo ancora a parlare del colore della pelle del nostro vicino di casa. L’astronauta Luca Parmitano dalla Stazione Orbitante ci ha ricordato, osservando dall’alto dei suoi problemi la nostra Terra, che “dallo spazio non esistono stati e confini“. Le linee divisorie e i paesi colorati tipo Risiko li abbiamo inventati noi. La politica di Attilio Fontana e della Lega (ex Nord) fatta di numeri gonfiati e di puntuali sottolineature di ogni episodio negativo che riguardi i migranti, cavalca e fomenta la paura invece di rispettare il normale desiderio di sicurezza della gente perseguendo politiche legate al miglioramento della qualità della vita nei territori e con serie e ragionate politiche immigratorie e d’accoglienza.

Tutti i paesi occidentali più avanzati sono fortemente multietnici, con un numero decisamente maggiore di immigrati rispetto al nostro. Gli stessi Stati Uniti sono nati dall’immigrazione, in primis dei “bianchi” che abbandonarono l’Europa secoli fa per occupare un continente che non era loro.

Tutti noi usiamo ogni giorno prodotti creati da “stranieri”. Dai mezzi con cui si recano al lavoro ai vestiti, dal cibo che mangiano ai prodotti per la casa, ai medicinali. Come se la migrazione di prodotti sia accettabile, mentre quella di esseri umani no.

Tutta la storia dell’umanità è storia di piccole o grandi migrazioni. Gli esseri umani si spostano, ovunque, da sempre. Nessuno ha meriti se è nato in un posto piuttosto che in un altro, magari in qualche paese in guerra o economicamente più in difficoltà. Anche in Italia solo qualche decennio fa abbiamo provato la guerra e la fame e sono stati milioni gli italiani di passate generazioni che emigrarono.

Penso che non bisogna aver paura di affrontare il diverso, il nuovo, guardando alla sostanza del comportamento delle persone, non al colore della loro pelle.

Penso che la Lombardia non meriti di essere governata da Fontana e dalla Lega Nord. Anche per questi invito ancora una volta a sostenere Giorgio Gori, perché la Lombardia si merita molto di più. Merita una politica che non si guardi nei piedi, ma guardi alle stelle.

No ai naziskin in Martesana

Il tam tam d’allarme è già partito sui social network e col passaparola. E sono già in molti a chiedere al questore di Milano Luigi Savina di bloccare il raduno naziskin in programma per questo sabato 14 giugno.

Come già avvenuto lo scorso anno a Rogoredo, gruppi di neonazisti provenienti da tutta Italia, ma anche dall’Europa, si daranno appuntamento a Milano per un mega evento organizzato dagli Hammerskin in un capannone, probabilmente messo a disposizione di un privato, nella zona nord est del milanese. L’Osservatorio democratico sulle nuove destre indica l’area tra Brugherio, Carugate e Cernusco sul Naviglio. Per questo in Martesana c’è apprensione, anche perché il luogo stabilito per il meeting point è l’uscita 14 della tangenziale Est, ovvero la rotonda di Carugate.

È impensabile e inconcepibile che nel 2014 si permettano ancora raduni di personaggi fuori dal tempo che la storia ha già condannato. Mi auguro che chi di dovere intervenga con una presa di posizione netta e forte contro chi inneggia al razzismo. Non possiamo accettare sul nostro territorio persone che con il loro credo vanno contro la Costituzione e la storia antifascista dei nostri comuni.

Anche perché, io li odio i nazisti dell’Illinois.

Maroni chieda le dimissioni di Calderoli da Vicepresidente del Senato

calderoli-kyengeL’inqualificabile offesa da parte del Vicepresidente del Senato Roberto Calderoli al Ministro Kyenge non può in alcun modo essere minimizzata e ridotta a boutade. Rappresenta un grave fatto politico. Ci piacerebbe allora capire se Roberto Maroni, che è presidente di una delle più importanti regioni del Paese e che della Lega è il segretario, si riconosce o meno in questa deriva di pezzi del suo partito. Perché parole chiare in tal senso finora non sono arrivate“.

Lo ha dichiarato Umberto Ambrosoli a nome dei consiglieri regionali del Patto Civico.

Non ci si può accontentare di scuse personali. L’utilizzo di un linguaggio aggressivo e razzista diventa sempre più una preoccupante abitudine per troppi esponenti di spicco della Lega.

La Lombardia ha una rappresentanza leghista di ben 15 consiglieri regionali. Il silenzio del Presidente rischia di trascinare parte rilevante dell’istituzione che rappresenta nel fango di quegli insulti inaccettabili.

La rispettabilità della Lombardia passi anche dalle dimissioni di Roberto Calderoli dalla carica di Vicepresidente del Senato. E che il presidente Maroni per primo dovrebbe richiederle“.

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