San Raffaele

Un uomo che ci salverà.

Lo sapete che per andare in molte parti del Brasile oppure per visitare altri paesi del Sudamerica oppure africani o asiatici può essere necessario presentare un certificato di vaccinazione contro la febbre gialla, una malattia virale trasmessa da zanzare?

Sul sito governativo salute.gov.it/portale/temi/vaccinaz_profil_mondoMalattie.jsp c’è l’elenco delle vaccinazioni richieste e consigliate, paese per paese. Tutto il mondo si vaccina.

Il dibattito sulle vaccinazioni e sulla loro obbligatorietà è oggi più acceso più che mai. Lo seguo con attenzione ma non entro più che tanto nel merito scientifico. Non penso di avere sufficiente competenza e conoscenze, non è il mio ramo.

Mi fido dei progressi della scienza e della tecnica che ci stanno dando un benessere senza paragoni. Mi fido della medicina italiana che nonostante i tagli e le difficoltà è, statisticamente, una delle migliori al mondo.

L’Italia è patria di premi Nobel per le scienze e la medicina, di scienziati e luminari, di Istituti di ricerca all’avanguardia come il nostro San Raffaele dove insegna e fa ricerca il virologo di fama internazionale Roberto Burioni, segratese, uno “che non vale uno“, ma due, tre, quattro, dieci, cento, mille. Uno che dovremmo ringraziare perché ci salva la vita sconfiggendo pericolosi virus e soprattutto perché combatte il virus killer dell’ignoranza in particolare laddove dilaga: sui social network. Gente che “la matematica è un’opinione“, “da piccola mi immunizzavo visitando mio cugino malato“, “la politica viene prima della scienza”, “mettiamo in quarantena i bambini vaccinati“, “dieci vaccini sono inutili e talvolta dannosi” e altre fregnacce simili.

In questi giorni a Roberto Burioni è stata augurata la morte, sono arrivate violente minacce, insulti irripetibili ed è stato oggetto di un fotomontaggio che lo rappresenta imbavagliato nella celebre situazione di Aldo Moro rapito dalle Brigate Rosse (e poi assassinato brutalmente).

Ho visto gran parte del parlamento italiano votare a favore del “Metodo Di Bella” e consiglio regionale lombardo affrontare con una inchiesta il “Metodo Stamina”. Non mi sorprende quindi che vi siano i no vax. Prendo atto che esistono queste convinzioni, non le condivido e le giudico pericolose per la salute pubblica.

Soprattutto non accetto che si arrivi ad aggressioni così forti come quelle che vengono continuamente indirizzate al professor Burioni. Sono indignato perché colpiscono un’eccellenza italiana che ci dà lustro nel mondo, un uomo competente e appassionato del suo lavoro. Un uomo che ci salverà. Un uomo al quale la nostra città deve dare sostegno e pubblico riconoscimento.

Chiedo quindi a chi crede nella scienza di supportare questo riconoscimento, anche semplicemente condividendo questo post, perché sovrasti il frastuono della non scienza che ha avuto fin troppo spazio nel nostro civile e civilizzato paese.

E’ notizia di stamattina che il professor Burioni ha deciso o sta valutando di interrompere le sue vacanze al mare a causa delle circostanziate minacce che continua a subire e trovo incredibile che le istituzioni, e mi riferisco al governo e alle forze politiche che lo sostengano, stiano ipocritamente e comodamente in silenzio lasciando solo il professor Burioni nella difesa della verità scientifica.

Con Matteo Renzi per la Cassanese bis

img-20160927-wa0041Stamattina ho accompagnato Matteo Renzi durante la sua visita al San Raffaele. E’ stata l’occasione per parlargli delle questioni più urgenti della nostra città e in particolare della Cassanese bis. La viabilità speciale è una grande occasione per la nostra città e la sua realizzazione libererà le maggiori aree residenziali di Segrate da gran parte del traffico di passaggio, ma i lavori non sono ancora iniziati a causa di incredibili lentezze e di ostacoli burocratici.

Il premier, che ha ben presente che lo sblocco della Cassanese bis farà decollare i lavori del mega centro commerciale Westfield Milan con il conseguente grande investimento privato in una opera enorme che porterà occupazione e sviluppo, mi ha riconfermato il suo appoggio e il suo interessamento.

L’incontro di stamattina con Renzi è solo l’ultimo di una serie ormai lunghissima di iniziative che abbiamo preso per sbloccare la Cassanese bis e conseguentemente i lavori del Westfield. Noi vogliamo che il grande impatto ambientale sul nostro territorio del Westfield si trasformi in benefici di occupazione e sia soprattutto l’occasione per uno sviluppo sostenibile della viabilità locale: Cassanese bis, nuova Stazione Ferroviaria, prolungamento della MM4, completamento della rete ciclabile cittadina in collegamento con Milano e gli altri comuni vicini.

Sanità in Martesana

sanitaConcordo con le riflessioni del sindaco Comincini: domande sul futuro dei piccoli ospedali dobbiamo porcele. Occorre, di questo parla Comincini, rivedere la rete ospedaliera della Martesana.

Concordo con lui soprattutto sulla opportunità di dar luogo fin d’ora ad una riflessione sul tema con una visione di lungo periodo, evitando i campanilismi, cioè la difesa ad oltranza delle realtà “sotto casa” ma tenendo conto delle esigenze della gente.

Il quadro della sanità sta cambiando e cambierà; si accorciano, ad esempio, i tempi di alcuni ricoveri, ma aumentano i casi di malattie invalidanti o legate all’invecchiamento. Si fa strada la telemedicina e migliora la possibilità di intervenire per tempo sui malori acuti, come quelli cardiocircolatori.

Sono gli stessi fautori della legge 31 che dicono che è superata e in Regione è iniziato il dibattito per la sua revisione. C’è una attenzione critica sulle difficoltà incontrate dai cittadini nelle cure primarie (cure domiciliari, l’assistenza di medicina generale, l’assistenza pediatrica e consultoriale, le prestazioni di specialistica ambulatoriale, le dimissioni protette, i servizi rivolti agli anziani e ai disabili adulti) che non sono integrate nei piccoli presidi.

Tutto questo pone per noi abitanti della Martesana, il problema delle distanze, o meglio dei tempi di trasporto, sia per le emergenze che per l’utenza privata, munita o meno di auto propria. La nostra Martesana, sotto l’aspetto dei trasporti sta vivendo la rivoluzione TEM/Brebremi. Ciò che ne verrà è stato studiato e previsto, ma andrà anche verificato nei fatti. Quali saranno i risultati, quanto tempo ci vorrà perché un infartuato o una partoriente, un bambino che è caduto in bicicletta o un anziano che ha bisogno di particolari accertamenti o riabilitazioni raggiungano per tempo la struttura sanitaria per le cure cui hanno diritto?

Riusciamo oggi a dare le risposte adeguate alla Martesana di domani? Le strutture medie, piccole o grandi che esistono sulla Martesana o a Milano sono adeguate alle esigenze di chi vive a Cernusco o a Segrate, a Rodano o a Pessano?

E ancora, pensando allo sportello di accettazione e prenotazioni che l’Ospedale San Raffaele ha aperto presso gli uffici del Comune di Segrate, mi chiedo: è possibile incentivare la collaborazione tra pubblico e privato nella sanità come negli altri servizi (asili nido, scuole..)?

Questa è la bella sfida che Comincini ha lanciato e sulla quale dobbiamo tutti insieme riflettere e lavorare.

Soddisazione per il San Raffaele

hsrSan Raffaele: stamattina Margherita Napolitano del sindacato di base mi ha informato del buon esito della trattativa tra sindacati di base e proprietà.

Sono stati fermati così i licenziamenti, superando le decisioni unilaterali della proprietà ma anche uscendo da una fase pericolosa di scontro sindacale e di tensioni sociali.

Da segratese ed ex studente del Liceo San Raffaele non posso che esprimere tutta la mia soddisfazione.

E’ un passo avanti anche se molti problemi rimangono; il più pressante è ora quello dell’Universita Vita-Salute San Raffaele, la cui situazione rimane particolarmente incerta anche dopo il recente intervento della ministro Carrozza.

Il mio primo mese e mezzo in Regione

lombardiaLa mia storia di consigliere regionale è iniziata il 18 marzo, con la ufficializzazione del risultato delle elezioni.

Tra marzo e aprile il Consiglio Regionale si è riunito quattro volte.

Il 27 marzo è stata presentata la Giunta Regionale e sono stati eletti il presidente del Consiglio Regionale (Raffaele Cattaneo, PDL, al quarto scrutinio; nei primi tre era richiesta la maggioranza dei due terzi); i due vicepresidenti (Fabrizio Cecchetti, Lega Nord e Sara Valmaggi, PD), i due segretari (Eugenio Casalino, 5 Stelle e Daniela Maroni, Lista Maroni), la Giunta delle elezioni (sette componenti, uno per ogni gruppo; devono verificare che tra i consiglieri eletti non ve ne sia qualcuno in condizioni di ineliggibilità o incompatibilità). Inizio alle 10 (per ora i consigli iniziano in perfetto orario), termine alle 13.30.

Il 4 aprile presentazione da parte di Maroni del programma di governo per la legislatura; interventi da parte di una dozzina di consiglieri, uno o due per ogni gruppo; replica finale di Maroni. Il tutto dalle 10 alle 14.30.

Il 9 aprile sono state nominate le commissioni consiliari, una dozzina, le otto fisse più quattro istituite dalla nuova amministrazione. Nel gruppo Lista Civica Ambrosoli siamo in cinque, quindi ad ognuno di noi toccano più commissioni. Io sono nella VII (Cultura, istruzione, formazione, comunicazione e sport) e nella VIII (Agricoltura e parchi). Le commissioni speciali sono intitolate: “Situazione carceraria in Lombardia”, “Antimafia”, “Riordino della autonomie”, “Rapporti tra Lombardia, Confederazione Elvetica e Province Autonome”. Nella discussione su quest’ultima commissione ho fatto il mio primo intervento in consiglio, esprimendo le perplessità del Gruppo Lista Civica Ambrosoli su questa commissione ed il conseguente voto di astensione sulla sua istituzione. Vengono poi eletti i tre delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica (Maroni, Cattaneo ed Ambrosoli). Infine viene approvata una mozione che impegna la Giunta a fare pressione sul governo perchè vengano destinate alla Lombardia più risorse per finanziare la Cassa Integrazione.

La seduta del 23 aprile è stata la prima dedicata alle mozioni ed interrogazioni. E’ stata approvata una mozione che chiede alla giunta di intervenire sul Governo perchè rimangano in funzione almeno una parte delle sedi giudiziarie lombarde che un decreto legislativo del 2012 prevede di chiudere. Erano stata presentate due mozioni sulla bonifica del sito Brescia-Caffaro; quella presentata dal Movimento 5 stelle viene respinta, mentre quella proposta dalla maggioranza viene modificata e poi approvata; la mozione chiede di rivedere il perimetro dell’area interessata e di far stanziare nuovi fondi per le operazioni di disinquinamento. Viene approvata una mozione che propone atti di concreta solidarietà ad una famiglia milanese in difficoltà dopo aver testimoniato in tribunale in merito ad un delitto. Infine viene approvata una mozione, unificando quattro diverse mozione (una delle quali era firmata anche da me) che impegna la giunta ad intervenire per risolvere la situazione dell’Ospedale S. Raffaele tutelando i dipendenti.

Oltre alla mozione sull’Ospedale S. Raffaele, ho presentato una interrogazione sul trasporto ferroviario; ho chiesto all’assessore Del Tenno se ha un piano per ridurre i disagi dei pendolari lombardi, soprattutto di quelle linee che hanno i più alti indici di insoddisfazione per ritardi e affollamenti. Una di queste linee è la Treviglio-Milano, quella che passa da Segrate. Del Tenno non mi ha ancora risposto.

Per ora le Commissioni si sono riunite una prima volta, il 16 aprile, per definire gli incarichi. Le prime riunioni delle mie due commissioni sono previste per l’8 maggio (l’VIII, parteciperà l’Assessore al Territorio, Viviana Beccalossi) il 9 maggio (la VII, parteciperà l’Assessore allo sport, il lecchese Antonio Rossi, olimpionico di canoa).

Queste le attività definite “istituzionali”. Poi ci sono le altre riunioni (gruppo consigliare, minoranza, gruppi misti).

Nota. Per chi vuol saperne di più: sul sito di Regione Lombardia si riesce a leggere tutto quello che avviene con abbondanza di particolari.

San Raffaele

sanraffaele

Continua la tensione all’Ospedale San Raffaele. Settimana scorsa insieme a due altri consiglieri regionali Umberto Ambrosoli e Lucia Castellano ho incontrato i lavoratori sul piazzale dell’ospedale poco dopo i primi scontri tra polizia e dimostranti.

Insieme agli altri consiglieri del centrosinistra ho anche firmato una mozione che chiede alla giunta regionale di aprire una trattativa con la proprietà invitandola nel frattempo a revocare i licenziamenti.

Ne discuteremo domani in Consiglio Regionale.

San Raffaele: per una mediazione responsabile

sanraffaOggi con una delegazione del Gruppo Consiliare della Lista Ambrosoli ho incontrato i lavoratori del San Raffaele che hanno organizzato un presidio all’ingresso dell’ospedale.
L’incontro è avvenuto proprio nel giorno in cui il livello di tensione in ordine alla vertenza sindacale ha raggiunto il suo culmine.

Abbiamo espresso solidarietà al personale tutto assicurando il nostro impegno affinché la Regione si faccia carico della mediazione tra i diritti dei lavoratori, le esigenze dell’azienda ospedaliera e i diritti dei pazienti.

Il San Raffaele è una risorsa fondamentale del nostro sistema sanitario. E noi ci impegneremo per una mediazione responsabile.

Vertenza San Raffaele: la Lombardia non c’è

hsrLe ultime notizie sulla vertenza dell’Ospedale San Raffaele inducono una grande preoccupazione. L’accordo sottoscritto da una risicata maggioranza delle rappresentanze sindacali è stato bocciato nel referendum dei lavoratori ed ora siamo di fronte ad un pericoloso braccio di ferro: la proprietà potrebbe far partire da subito 244 lettere di licenziamenti. In questo tempo di crisi per queste 244 famiglie sarebbe una tragedia senza pari. Se ciò accadesse sarebbero inevitabili le agitazioni sindacali che è facile prevedere dure, esasperate. C’è quindi anche una preoccupazione per i servizi ospedalieri. Il San Raffaele è l’ospedale di riferimento per l’est Milanese. Per i segratesi è “il nostro ospedale” e non conosco chi non vi sia andato per un esame, un ricovero, la visita a un malato. Siamo abituati alla sua efficienza che richiama utenti da ogni parte d’Italia e le sue continue recenti vicissitudini sono una sorta di ferita oltre che di viva preoccupazione.

In questa vicenda manca un interlocutore in grado di fare una concreta fortissima opera di mediazione per la posizione istituzionale e la assoluta competenza in materia di sanità: è la Regione Lombardia, dove la crisi della San Raffaele è ingestibile sia per la vacanza di potere a seguito dello scioglimento del consiglio regionale che, ancor più, per le ombre che sono piombate sulla gestione della sanità lombarda a seguito delle molte indagini giudiziarie, gli avvisi di garanzia, gli arresti.

Far intervenire la Regione, immediatamente e in maniera decisiva, per salvaguardare i lavoratori dell’ospedale e i servizi ai cittadini: questo sarà tra i miei immediati impegni da consigliere regionale.

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