Stamina

Stamina era una truffa

Metodo Stamina - Audizione del prof. Davide Vannoni presso il comitato scientifico dell' ISSOra che un decreto del Ministero della Salute ne ha chiuso definitivamente la sperimentazione, possiamo tranquillamente affermare che il metodo Stamina era una truffa, non era una cura e non era un trattamento.

Il primo pensiero va ai malati e alle loro famiglie, la cui sacrosanta sete di speranza è stata strumentalizzata e purtroppo alimentata con illusioni.

Questa brutta vicenda ha tanto da insegnare a chi si occupa di politica: non è possibile piegare la scienza alle esigenze del consenso elettorale, perché in questa maniera si fanno danni alle ragioni stesse della salute, al sistema sanitario e al sistema della ricerca.

Stamina non è una cura

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I lavori della commissione d’inchiesta sul caso ‪‎Stamina‬ sono stati ispirati dalla volontà di tutelare sia la salute dei pazienti sia la qualità della ricerca. È certamente stato possibile e fare chiarezza soprattutto su un aspetto: cioè capire quali sono gli elementi per la Regione Lombardia, i correttivi da porre in essere per evitare il verificarsi di situazioni analoghe a quella che, così dolorosa e drammatica, sta attanagliando gli Spedali Civili di Brescia.

La relazione votata in Consiglio Regionale ha messo in luce che qualcosa in Regione non ha funzionato. Ed è un risultato importante, viste le opacità dell’operato di Regione Lombardia in merito alla vicenda del rapporto tra la Stamina Foundation e gli Spedali Civili di Brescia.

Oggi possiamo dire con serenità che Stamina non è una cura. Condivido le parole che Umberto Ambrosoli ha usato oggi in Consiglio Regionale nel suo intervento: “Qualcuno in Lombardia è intervenuto nella vicenda Stamina mosso da un conflitto di interessi. La difesa dei malati si realizza anche nel NON sottoporli a metodiche prive di fondamento scientifico, nutrendo false speranze. La vicenda non si chiude qui, bisogna vigilare perché casi simili non si ripetano“.

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