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Questa volta un voto che conta

trasparenzaQuesta è una elezione particolare, almeno per la Lombardia. Infatti è la prima volta dal 1995, quando vinse Formigoni con il maggioritario ed il listino, che l’esito appare eccezionalemente incerto. Con gli ultimi sondaggi che davano a Maroni un vantaggio lieve, e questo prima dell’esortazione di una parte dei Montiani a votare Ambrosoli alla regione.

Insomma esito incerto e se Umberto Ambrosoli riesce a battere Moroni, c’è davvero un cambiamento, c’è l’alternanza.

La Lombardia ha bisogno di alternanza. Gli episodi di malgoverno, con titolacci sui giornali, avvisi di garanzia, arresti, che uno dopo altro hanno via via portato alle dimissioni di Formigoni sono stati il segnale evidente che c’è bisogno di cambiare perchè in Lombardia c’è stata assuefazione al potere con le conseguenze del caso che sicuramento hanno anche influito negativamente sulla buona qualità della spesa pubblica.

Quando dico questa cosa, vedo un retropensiero, diffuso, come una nuvoletta sopra la testa di molti. Una nuvoletta su cui è scritto: “Eccone un altro, prima tutti bravi e onesti, ma poi, al contatto col potere…“.

Ipotesi ragionevole, gli esempi non mancano.

Di fronte a questa tristissima ipotesi io vorrei offrire due diverse assicurazioni.

La prima riguarda Umberto Ambrosoli, che è una persona che, come dire, trasuda geneticamente rigore ed onestà. Non c’è una sola sua dichiarazione che non vada nella direzione dell’impegno e della serietà. E’ veramente un politico anomalo, un esponente della società civile prestato alla politica, che è lontano dai difetti della politica con l’incapacità di fare promesse che pensa di non poter mantenere e con il rigore sempre al primo posto.

La seconda riguarda me, perché anch’io nel piccolo della mia esperienza di consigliere comunale di minoranza nel mio comune ho visto la resistenza alla trasparenza.

Mentre la trasparenza è il rimedio sovrano contro la cattiva gestione della spesa.

Se ogni spesa, incarico, trasferimento viene reso pubblico, ed oggi Internet consente che questo venga fatto facilmente, praticamente senza costi, se vengono resi pubblici per ogni spesa l’oggetto, la quantità, la motivazione, le modalità di scelta del fornitore, se chi spenda sa che un istante dopo tutti i cittadini lombardi sono in grado di andare a vedere come ha speso i loro soldi è chiaro che tutto migliorerà. E’ il controllo assicurato dalla trasparenza che genera quasi in automatico il buon governo.

Ecco la mia esperienza sulla trasparenza è un’altra, almeno in parte.

Il sito del mio Comune è adeguato alla capacità di accesso agli atti dei consiglieri. C’erano alcune zone opache, come la carta di credito a disposizione del sindaco e le spese telefoniche, ma che si sono via via ridotte, anche a causa della riduzione della capacità di spesa, ma non solo.

Invece ho incontrato una terribile resistenza alla trasparenza dei redditi dei consiglieri. Ho provato per mesi a far approvare dal consiglio comunale un regolamento che stabilisca gli amministratori del mio Comune pubblicassero i propri redditi e le proprietà anche se fino a dicembre erano come popolazione sotto il limite dell’obbligo di legge.

Io i miei, dal 2010, li ho pubblicati sul sito della mia lista civica. Non mi ha imitato nessuno.

Ora da dicembre una nuova legge ha allargato a Comuni più piccoli quest’obbligo e anche il mio è dentro. Siamo a febbraio ed ancora non si è mosso niente, anche se io ho sollecitato di nuovo.

Un altro esempio di mancanza di trasparenza con la quale ci siamo scontrati è la trasmissione in streaming dei consigli comunali.

Prima sono state accampate difficoltà tecniche. Poi c’è stata una stupefacente dichiarazione del sindaco: “A volte il livello della discussione è così basso che è meglio non trasmettere le sedute“.

Come se non fossero pubbliche.

Ora è chiaro che nessuna di queste cose, rendere visibile ogni spesa, rendere pubblici redditi e proprietà di chi amministra, rendere pubblici e conservabili i momenti della discussione politica, nessuna è un rimedio sovrano contro il malgoverno.

La frode si può nascondere in mille modi. E tuttavia la si può rendere più difficle. Può essere difficile spiegare se entrate e stile di vita contrastano, per esempio.

E’ soprattutto uno stile di governo.

Ecco perchè anche sulla trasparenza sarò decisamente attivo e propositivo.

Su sanità e trasparenza faccio un esempio tratto dal programma di Ambrosoli che riguarda la sanità, cioè quella parte delle competenze regionali di gran lunga più importante per quantità di soldi che vanno dentro.

Ambrosoli all’interno del programma della sanità dice questa cosa:

Principio di affiliazione.

I medici e il personale sanitario e i direttori generali devono essere bravi e onesti e basta. Non deve contare niente che siano legati a questo o quel gruppo politico (e non solo). La sanità lombarda non deriva da fatti recenti ma dal fatto che, a lungo, è stata costruita e gestita secondo il principio di professionalità e non secondo quello di affiliazione, male che si è diffuso molto negli ultimi venti anni. L’intervento correttivo dovrà essere chirurgico e rigoroso. I metodi di selezione, di nomina e di valutazione devono essere radicalmente cambiati.

Io ho degli amici che lavorano nella sanità pubblica. Due lavorano in diversi servizi di una ASL ed un altro è un medico del 118 del servizio di emergenza. Il racconto che loro mi fanno è di una sanità dove l’affiliazione non si ferma ai vertici, Come è accaduto ad ogni rinnovo del governo regionale nei quattro mandati di Formigoni, anche nel 2010 la giunta Regionale ha provveduto un esercito di nomine fiduciarie: 29 ospedali, 15 ASL e l’AREU per la quali sono stati nominati i direttori generali, sanitari ed amministrativi. Ma gli amici medici che ho e che lavorano nel pubblico mi assicurano che la fidelizzazione scende molto più giù dei vertici. Mi si dice, ad esempio che l’AREU (il servizio che gestisce il 118) sia una roccaforte leghista. Io penso semplicemente che questo non debba accadere.

“Lo streaming dei consigli comunali? E’ inutile”

Non l’ho detto io, ma il primo cittadino di Segrate su La Gazzetta della Martesana, che, dopo la sparata del suo assessore Zanoli a Famiglia Cristiana su “l’agricoltura che inquina“, forse si è sentito impegnato in una sfida a dichiarazioni memorabili.

Difficile pensare che si tratti davvero dello stesso Adriano Alessandrini che nemmeno tre mesi fa a Segrate Oggi aveva raccontato che aveva potuto seguire la “Leopoldina” organizzata da Segrate Nostra proprio grazie alla diretta streaming sul sito.

Nel 2010 una mozione firmata dai consiglieri Monti, Ciapini, Mongili e Ferrante e sostenuta da tutta la minoranza aveva chiesto che le sedute del Consiglio Comunale di Segrate venissero videoregistrate, diffuse via internet e archiviate sul sito del comune.

La maggioranza aveva votato contro e la mozione era stata respinta.

Anche allora le motivazioni addotte dai consiglieri di centro destra per spiegare la loro ostilità alla rete erano state le più fantasiose: “Sul sito del Comune non c’è spazio“, “Vogliamo farlo con gli strumenti giusti e facendo in modo che questi siano costi calcolati“, “Abbiamo il dubbio che possa essere strumentalizzato un intervento, una parte d’intervento: chi naviga o utilizza il web, sa benissimo oggi come viene usato il web“.

Alla fine era stato anche detto: “Noi ci stiamo attrezzando per fare in modo che ci sia anche questo tipo di strumento”.

A distanza di quasi due anni nulla è accaduto mentre altri Consigli Comunali, recentemente quello di Pioltello, al costo di pochi euro si sono messi in rete grazie a semplicissime webcam ed hanno consentito ai propri cittadini di seguire anche da casa e rivedere i lavori del consiglio.

E questa settimana è arrivata la dichiarazione del sindaco: “Già adesso di pubblico ce n’è poco. Penso anche a tutelare alcuni consiglieri da brutte figure. Lo trovo inutile, tanti interventi non sono affatto costruttivi“.

A me sembra abbastanza evidente che invece si tratta di un problema di poca simpatia per la trasparenza da parte della maggioranza, come è dimostrato anche dal rifiuto di mettere sul sito del comune i redditi di assessori e consiglieri.

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