trasparenza

Anche l’Idroscalo deve essere trasparente

Una gelateria e un carrettino ambulante da gelataio. Di questo si è interessato, stando alle notizie di stampa, l’assessore alla Città Metropolitana con delega al Bilancio Franco D’Alfonso.

Roba da poco in apparenza e niente di concreto, solo conversazioni tra l’assessore e due personaggi risultati in seguito poco raccomandabili.

Vi sono però alcuni dettagli della conversazione riportata dalla stampa che sembrano sgradevolmente opachi.

L’assessore dapprima indica agli interlocutori la strada migliore per ottenere l’aggiudicazione di un bando pubblico e poi fa loro sapere di essere in cerca di voti di preferenza alle prossime elezioni regionali.

Può darsi sia solo una caduta di stile. Quello che mi infastidisce è che la vicenda riguarda l’Idroscalo il mare (segratese) dei milanesi, una struttura che soffre particolarmente per la insufficienza di risorse anche solo per l’ordinaria gestione e che proprio per questa andrebbe valorizzata in modo trasparente nelle sue potenzialità economiche. Gelaterie comprese.

Lasciare la nostra città un po’ migliore di come l’abbiamo trovata

Un anno e mezzo fa, quando ho cominciato questa esperienza amministrativa, sapevo che non sarebbe stato facile per le precarie condizioni in cui versano gli enti locali. Le innumerevoli criticità del bilancio comunale che sono emerse nel tempo però hanno superato di gran lunga ogni pessimistica previsione. Per questo sono molto arrabbiato e amareggiato, perché non è certamente lasciando decine di milioni di debiti e i conti allo sbando che si governa il bene Comune. Ma non ci siamo dati per vinti. Anzi, siamo ancora più convinti che i segratesi ci abbiano eletto proprio per questo, non solo per tutelare il territorio dalle speculazioni, ma anche e soprattutto per tornare a una sana normalità di gestione della cosa pubblica. In tutti questi mesi nonostante le difficoltà ci siamo rimboccati le maniche per trovare una soluzione: responsabilmente nei tre anni e mezzo che ci restano di mandato metteremo a posto anche i conti, proponendo come fanno i buoni padri di famiglia una gestione finanziaria sostenibile, oculata e che preveda entrate e uscite certe; contenimenti della spesa e riduzione degli sprechi. Ciò che faremo sarà solo a tutela della cittadinanza e di chi dopo di noi verrà ad amministrare la nostra Segrate, con un solo obiettivo: lasciare la nostra città un po’ migliore di come l’abbiamo trovata.

Ieri sera in Consiglio Comunale abbiamo avviato la prima parte della manovra di riequilibrio, faticosa ma doverosa. Ringrazio per questo tutta la maggioranza e chi in queste settimane e in questi giorni sta lavorando con grande dedizione e serietà. Al contrario di chi ancora irresponsabilmente va in giro dicendo con volantini che mi raffigurano come Pinocchio con le orecchie d’asino che la situazione di bilancio che stiamo raccontando ce la siamo inventata, che è frutto della nostra incapacità di amministrare. Un volantino che sono certo farà più male a chi l’ha diffuso perché io, la Giunta e la maggioranza di governo, al contrario di chi si è affrettato a darci dei bugiardi in modo sbrigativo, molto vago, senza leggere i documenti e con contenuti non corretti, non abbiamo nulla da nascondere e stiamo lavorando anche in questa delicata situazione con assoluta trasparenza. Questa situazione di bilancio e le sue conseguenze sono state illustrate in diverse occasioni da me e dal vicesindaco Luca Stanca in occasione di sedute di consiglio comunale, conferenze stampa, comunicazioni tramite i canali dell’ente e soprattutto in tre serate aperte al pubblico organizzate tra febbraio e marzo a Milano 2, Segrate Centro e San Felice. Incontri che hanno avuto una partecipazione motivata di segratesi di diverse fasce d’età. Ci sono stati interventi, commenti, domande e giudizi. Ma che qualcuno dicesse che ci stavamo inventando tutto, di fronte ai numeri certi e alla matematica, questo non è mai capitato.

Ma forse ciò che però più mi rammarica è che in tutti questi mesi non ci sia stato un solo rappresentante delle forze d’opposizione che di fronte a cifre incontrovertibili segnalate alla Corte dei Conti, abbia per un attimo lasciato da parte la battaglia per il potere, non so in che altro modo definirla, e abbia provato a offrire il proprio contributo. La situazione finanziaria del Comune di Segrate che è emersa dal passato ci ha davvero portati a un passo dal tracollo, e allora sì che sarebbero stati guai ben più seri, ma sembra che anche chi predica in continuazione la partecipazione e la collaborazione tra le parti per il bene dei cittadini questo non importi.

Un futuro migliore per i segratesi e i nostri figli, invece, a me sembra l’unico vero obiettivo che deve essere sempre inseguito sempre con determinazione. Con onestà, trasparenza e energia.

Libertà è partecipazione

milano 2Si è concluso con Milano 2 il giro dei quartieri dedicato alla variante del Piano di Governo del Territorio.
Abbiamo incontrato quasi un migliaio di segratesi, raccolto parecchie pagine di appunti, promesso di tornare presto per riprendere alcune questioni rimaste in sospeso.

Voglio ringraziare innanzitutto la mia Giunta, a partire dall’assessore De Lotto, per la passione e l’entusiasmo con cui hanno intrapreso questo cammino.

All’inizio del nostro programma, nel primo capitolo, che è intitolato:
Buona amministrazione, trasparenza, legalità e partecipazione“, c’è scritto:
A Segrate, dove le necessità e le urgenze variano significativamente da frazione a frazione, è importante:
– mantenere vivo e costante il dialogo tra amministrazione e cittadini;
– ascoltare il territorio;
– formulare proposte risolutive a problemi specifici di ogni quartiere e su queste ascoltare il parere di tutti.
Così si rende la nostra città una comunità attenta, informata e partecipe“.

Stiamo cercando di mantenere gli impegni che abbiamo preso, e non sempre è facile. Mantenere l’impegno di incontrare i cittadini nei quartieri è invece bello, importante. L’ho fatto l’anno scorso durante la campagna elettorale quando abbiamo organizzato un doppio giro di incontri in tutti i quartieri che mi ha fatto capire molto bene quanto sia importante l’ascolto, la trasparenza e la partecipazione.

L’abbiamo fatto di nuovo adesso ed è stata anche l’occasione per valorizzare la figura dell’assessore di quartiere, destinata a diventare ancora più protagonista nei prossimi incontri in giro (in tour) per la città.
Andiamo avanti così.

Grazie a tutti!

E’ il tempo del coraggio

ambrosoli-micheliUmberto Ambrosoli a Segrate per il gran finale della nostra campagna elettorale: è il tempo del coraggio.

Il camper della nostra coalizione sta affrontando gli ultimi chilometri del viaggio di ritorno nei quartieri in vista del traguardo delle elezioni comunali del 31 maggio.

Restano ancora tre tappe e il gran finale in centro. Questa sera a Novegro si parlerà di sicurezza (ore 21 al centro civico), giovedì 21 maggio a San Felice di scuola e istruzione (ore 21 al centro civico), mentre martedì 26 maggio a Rovagnasco l’argomento saranno i giovani e la Città metropolitana (ore 21 a Cascina Commenda).

Chiuderemo la nostra campagna elettorale giovedì 28 maggio in piazza San Francesco a Segrate centro (ore 19, in caso di maltempo al Palasegrate di via degli Alpini) con il mio amico Umberto Ambrosoli, leader dell’opposizione in Regione, Patrizia Toia, deputata al Parlamento Europeo, Pietro Bussolati, segretario del PD metropolitano e con gli altri consiglieri regionali del Patto Civico.

Continuiamo a incontrare i segratesi e parlare con loro degli argomenti che ci stanno più a cuore. Con Umberto Ambrosoli parleremo di coraggio, legalità e trasparenza. Don Abbondio nei Promessi Sposi diceva che il coraggio, se uno non ce l’ha, mica se lo può dare. Noi pensiamo, invece, che il coraggio può essere un esercizio quotidiano, non è l’atto solitario, ma la decisione di reagire, volendo recuperare e ritrovare un senso al vivere insieme di una comunità. E legalità e trasparenza saranno i cardini della nostra amministrazione.

Rimbocchiamoci le maniche

Segrate smart citySiamo in corsa. La mia coalizione è pronta: il nostro programma è on line. Guardatelo e diteci cosa ne pensate. Preparatevi ad approvarlo votando nella scheda elettorale una delle quattro liste che mi sostengono. Fatelo con entusiasmo. La mia coalizione è formata e sostenuta da bella gente, serena, pacifica, che si impegna per un mondo migliore. E’ la gente che mi aiuterà a diventare il sindaco di tutti, anche di quelli che non mi voteranno. Sarò il sindaco di tutta Segrate.

C’è un’intera città da completare, da migliorare, da rendere degna delle belle persone che la abitano. Per questo la nostra campagna elettorale è fatta di proposte:

TRASPARENZA negli atti dell’amministrazione, garanzia di onestà e rigore.
PARTECIPAZIONE dei cittadini conquistata attraverso informazioni e proposte.
BILANCIO comunale libero finalmente dal vincolo del pareggio attraverso gli oneri di urbanizzazione.
CASA, per consentire ai giovani un futuro abitativo e mantenere il valore delle proprietà.
AMBIENTE, da salvaguardare, migliorando la vivibilità, la raccolta differenziata, il monitoraggio dell’aria, dell’acqua, del rumore, del traffico.

Con le nostre proposte prendiamo le distanze dalla coalizione del sindaco uscente e sulle proposte lo sfidiamo anche quando non trova di meglio che insultare paragonandoci ai neri teppisti che hanno devastato Milano.
Scrivere che se vincerò io i black bloc devasteranno Segrate sarebbe divertente, tanto la “boutade” è grossa, se non fosse grave, detto da chi ha governato la città per dieci anni.
Dare del teppista a chi ha come principi l’onestà, la giustizia sociale, la solidarietà, la dignità e il rispetto per ogni essere umano non è solo risibile, è offensivo, insultante.
Al suo livore rispondiamo che uno di noi è il sindaco di Milano, che invece di insultare si è rimboccato le maniche per ripulire la sua città.
Questo noi vogliamo fare per Segrate: rimboccarci le maniche, fare bella la città. Senza insultare nessuno.

Comunali a Segrate, serrato giro di consultazioni

elezioni-comunaliProsegue senza sosta il giro di consultazioni per le prossime elezioni amministrative di Segrate. Nei giorni scorsi ho incontrato gli esponenti della lista “I like Segrate“, di Sel, del movimento “L’Altra Segrate con Tsipras” e i referenti cittadini di Scelta Civica.

Ieri sera è stata la volta del Partito Democratico. Durante l’incontro abbiamo affrontato i temi della campagna elettorale e i pilastri del programma a partire da trasparenza, partecipazione e tutela del territorio.

Il Pd e Segrate Nostra sono già a buon punto sulla realizzazione del programma elettorale. Ma ci sono altre indicazioni in arrivo dalla liste che ho incontrato in questi giorni e da quelle forze che faranno parte della coalizione. C’è da lavorare con una certa urgenza per arrivare alla sintesi finale che darà la mia visione sul futuro di Segrate. Una città più vicina alle esigenze dei segratesi che riparta dalla difesa del territorio devastato in vent’anni di centrodestra e da un’amministrazione trasparente.

Trasparenza che si traduce anche nella massima attenzione su possibili infiltrazioni mafiose sul territorio, con un occhio di riguardo alla prossima realizzazione del centro commerciale nell’ex dogana.

Sono sempre stato fortemente critico nei confronti di questo progetto, ma ora che è reale lo dobbiamo gestire al meglio. Si tratta di un’iniziativa che porterà a Segrate un investimento da oltre un miliardo di euro. Ricaduta economica che raddoppierà se partiranno i troppi cantieri delle folli operazioni immobiliari previste nel Pgt del sindaco Alessandrini. L’attenzione sullo sviluppo di queste grandi opere allora è fondamentale e deve essere massima per scongiurare i fatti già visti con gli appalti dell’Expo, evitando che insieme a imprese che operano nella legalità si infiltrino anche aziende non in ordine.

Tangenti e sanità in Martesana: ora la massima trasparenza

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La mozione di censura a Mantovani

La sospensione dai loro incarichi del direttore generale e del direttore amministrativo della Azienda Ospedaliera di Melegnano, e l’Azienda stessa commissariata, sono la conseguenza delle indagini sulle presunte tangenti negli appalti di Expo. Provvedimenti decisi dalla giunta regionale dopo la richiesta d’arresto da parte della Procura di Milano che contesta ai due manager di aver favorito imprenditori amici della cosiddetta cupola comandata dall’ex sindaco di Cernusco sul Naviglio Gianstefano Frigerio.

Anche la Martesana, quindi, non solo perché uno degli arrestati è cernuschese, è colpita da vicino da questo terremoto giudiziario. Dalla Ao di Melegnano dipendono, infatti, oltre all’ospedale di Vizzolo Predabissi, tutti gli ospedali pubblici del territorio: Cernusco, Melzo, Vaprio, Gorgonzola e Cassano, e quindici poliambulatori.

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Le firme alla mozione di censura a Mantovani

La malagestione della cosa pubblica ci sfiora, ci circonda. Un ottimo antidoto per combatterla è la massima trasparenza che deve diventare uno standard ovunque: in Regione, nelle Aziende Ospedaliere, nei Comuni, nelle aziende partecipate e nei consigli comunali.

Da tempo sollecito una serie riflessione sul futuro della rete ospedaliera della Martesana. Anche per questo, insieme ai miei colleghi del Patto Civico e del PD, ho firmato una mozione di censura all’assessore alla Sanità Mario Mantovani, per chiedere di ripristinare la massima trasparenza nella gestione del Servizio Sanitario e la piena operabilità delle strutture colpite dall’inchiesta giudiziaria, e tra queste, anche quella di Meleganano.

Trasparenza e civismo

civesLa traccia del mio intervento alla Nuova Filanda di Cernusco con Umberto Ambrosoli e le Liste Civiche Ecologiste e Solidali della Martesana (CIVES).

Mi sono chiesto se abbia un senso tentare di fare un collegamento particolare tra trasparenza e liste civiche.

Cominciamo a fare una distinzione.

Da una parte c’è la trasparenza dell’azione amministrativa. Su questo penso siamo d’accordo tutti che con l’evoluzione digitale che si sta completando anche nei comuni più piccoli, la trasparenza, per obblighi di legge o per scelte dell’amministrazione, è molto aumentata.

Immagino capiti anche a voi di andare a vedere cosa sta facendo un Comune, che delibere fa la Giunta, che acquisti vengono fatti eccetera. Si trova molto, più o meno facilmente.

Con ciò non significa che non ci siano delle zone d’ombra, cioè motivazioni, gli obiettivi nascosti, a volte del tutto comprensibili a volte un po’ meno che stanno dietro a delle decisioni, a modi per fare acquisti o affidare lavori.

Ma secondo me non c’è dubbio che la velocità con le quali tutte le decisioni che prende un amministrazione diventano pubbliche sta di fatto cambiando la mentalità di politici e tecnici. Dove c’è una società civile attenta, che controlla, la trasparenza nei fatti, non solo nella forma, tende inevitabilmente ad aumentare.

Faccio un esempio che riguarda Segrate. Una delle prime liste civiche della nostra città si chiamava Segrate Viva, se ricordo bene fin dal 1996 aveva avuto come candidato sindaco una ragazza allora giovanissima, Chiara Tangari ed era stata presente in consiglio per un paio di legislature.

La mamma di Chiara Tangari veniva molto spesso, se non tutti i giorni, quasi, in comune per leggere le delibere di giunta, che apparivano a volte apparivano un bel po’ dopo l’approvazione, e consentire così alla figlia di fare i suoi interventi. E immagino qualcosa del genere sia accaduto dappertutto; consiglieri comunali, giornalisti, cittadini qualsiasi, dovevano andare all’albo pretorio, scartabellare, prendere nota, chiedere il favore di fare una fotocopia eccetera.

Oggi invece io a Segrate ricevo in giornata le delibere adottate e di recente anche tutti gli allegati tecnici per esempio. E così pure le determine di spesa, le disposizioni. Non ancora i mandati di spesa, ma arriveranno anche quelli. Forse perfino i dettagli della carta di credito del sindaco che è stato uno dei segreti più blindati della storia. Adesso deve averla chiusa ma per molti anni è stata usata alla grande.

Un altra cosa è invece la trasparenza della classe politica e qui in base alla mia esperienza personale mi sento di fare  qualche sottolineatura del ruolo e delle qualità delle liste civiche .

Fino ad oggi, in nessuno dei comuni della Martesana c’è stato l’obbligo per gli amministratori di rendere pubblica la propria situazione personale economica e patrimoniale. Fino ad una recente legge del governo Monti, l’obbligo c’era per le città capoluogo di provincia e per quelle con più di cinquantamila abitanti. Adesso l’obbligo c’è per tutti, la responsabilità di farlo è stata addebitata personalmente ai segretari comunali e il Segretario di Segrate, non so altrove, si sta già muovendo.

Ma tre anni fa quando sono diventato consigliere comunale avevo messo nel mio programma elettorale il problema della trasparenza per cui ho posto subito il problema.

Sono andato a rimbalzare contro un muro di gomma. Ho presentato una mozione, il problema è stato portato in commissione; mi hanno detto che occorreva un regolamento; ho presentato una bozza di regolamento, che è andato in commissione regolamenti; mi è stato detto che era troppo lungo e dettagliato, che veniva chiesto di presentare troppi dati; l’ho semplificato e alla fine mi è stato detto che in fondo non era obbligatorio e che ai cittadini non interessava quanto guadagnava tizio o caio.

Un settimanale locale, devo dire su mio suggerimento, ha fatto un’indagine on line; un centinaio di risposte, 95% di pareri favorevoli a conoscere i dati economici dei politici. Ed eravamo nel 2010, il Movimento 5 stelle non c’era ancora.

Io comunque ho pubblicato all’inizio sul sito della mia lista civica, dopo sul mio blog, la scheda della mia situazione personale. Mi sono reso trasparente, ho fatto sapere quanto guadagno, che auto ho, che ho una casa, che non ho ne azioni ne partecipazioni in società.

Sono stato l’unico e da tre anni sono l’unico a farlo.

Eppure nessuno è obbligato a diventare un amministratore pubblico, e se decide di diventarlo è bene che sappia che deve mettersi in piazza, deve sottoporsi al giudizio dei suoi concittadini, con pregi e con difetti.

Nella mia esperienza, la maggior resistenza alla trasparenza personale è venuta soprattutto da alcuni esponenti della maggioranza, che probabilmente hanno condizionato altri, di maggioranza o di opposizione che magari avevano meno resistenze.

Farò un esempio, senza fare il nome. C’è un potente esponente della maggioranza che è molto molto contario a rendere pubblica la propria situazione economica, che è socio o amministratore di società dove sono pure soci altre persone che hanno interessi immobiliari a Segrate. Forse non ha piacere che si sappia che decisioni che lui contribuisce a prendere arricchiscono suoi soci in affari. La cosa curiosa è che queste cose si scoprono facilmente perchè le certificazioni delle società e delle proprietà di terreni si riescono a vedere ormai senza muoversi da casa. Bastano solo un po’ di soldi e di pazienza. E si scopre che il consumo di suolo che sta massacrando la nostra regione ogni tanto ha motivazioni di piccola bottega.

Mi sembra di poter dire che in questo discorso della trasparenza un po’ di differenza di atteggiamento generale tra i grandi partiti e le liste civiche locali c’è. All’interno dei grandi partiti, mi sembra di poter dire: soprattutto nel centrodestra, ma qua in Lombardia abbiamo avuto la devastante vicenda Penati, c’è un confluire di persone che sostengono interessi che vanno in conflitto con l’assoluta trasparenza.

Il mio problema di oggi, e concludo, è mantenere questa esperienza di trasparenza adesso che ho questo ruolo di consigliere regionale. Devo dire che continuerò senz’altro a farlo grazie ad alcuni aiuti non richiesti. Il primo è quello del sindaco di Segrate che ci ha messo pochi giorni a rinfacciarmi, in una comunicazione privata, che i compensi che prendo come amministratore regionale sono ben superiori alla sua indennità. La seconda sono le recenti vicende dei consigli regionali, le cui spese pazze sono state messe in piazza da stampa e magistratura. Il terzo è l’atteggiamento, magari se vogliamo esagerato, estremista del grillini che su questa cosa della trasparenza economica svolgono sicuramente un’azione salutare.

Nei nostri comuni il cosiddetto costo della politica è molto basso per cui non abbiamo motivo di entrare in competizione con il Movimento 5 stelle. Il mio consiglio a noi delle liste civiche è di percorrere questo tema della trasparenza sul quale abbiamo direi, storia e posizioni da difendere.

Ho finito.

Il mio primo mese e mezzo in Regione

lombardiaLa mia storia di consigliere regionale è iniziata il 18 marzo, con la ufficializzazione del risultato delle elezioni.

Tra marzo e aprile il Consiglio Regionale si è riunito quattro volte.

Il 27 marzo è stata presentata la Giunta Regionale e sono stati eletti il presidente del Consiglio Regionale (Raffaele Cattaneo, PDL, al quarto scrutinio; nei primi tre era richiesta la maggioranza dei due terzi); i due vicepresidenti (Fabrizio Cecchetti, Lega Nord e Sara Valmaggi, PD), i due segretari (Eugenio Casalino, 5 Stelle e Daniela Maroni, Lista Maroni), la Giunta delle elezioni (sette componenti, uno per ogni gruppo; devono verificare che tra i consiglieri eletti non ve ne sia qualcuno in condizioni di ineliggibilità o incompatibilità). Inizio alle 10 (per ora i consigli iniziano in perfetto orario), termine alle 13.30.

Il 4 aprile presentazione da parte di Maroni del programma di governo per la legislatura; interventi da parte di una dozzina di consiglieri, uno o due per ogni gruppo; replica finale di Maroni. Il tutto dalle 10 alle 14.30.

Il 9 aprile sono state nominate le commissioni consiliari, una dozzina, le otto fisse più quattro istituite dalla nuova amministrazione. Nel gruppo Lista Civica Ambrosoli siamo in cinque, quindi ad ognuno di noi toccano più commissioni. Io sono nella VII (Cultura, istruzione, formazione, comunicazione e sport) e nella VIII (Agricoltura e parchi). Le commissioni speciali sono intitolate: “Situazione carceraria in Lombardia”, “Antimafia”, “Riordino della autonomie”, “Rapporti tra Lombardia, Confederazione Elvetica e Province Autonome”. Nella discussione su quest’ultima commissione ho fatto il mio primo intervento in consiglio, esprimendo le perplessità del Gruppo Lista Civica Ambrosoli su questa commissione ed il conseguente voto di astensione sulla sua istituzione. Vengono poi eletti i tre delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica (Maroni, Cattaneo ed Ambrosoli). Infine viene approvata una mozione che impegna la Giunta a fare pressione sul governo perchè vengano destinate alla Lombardia più risorse per finanziare la Cassa Integrazione.

La seduta del 23 aprile è stata la prima dedicata alle mozioni ed interrogazioni. E’ stata approvata una mozione che chiede alla giunta di intervenire sul Governo perchè rimangano in funzione almeno una parte delle sedi giudiziarie lombarde che un decreto legislativo del 2012 prevede di chiudere. Erano stata presentate due mozioni sulla bonifica del sito Brescia-Caffaro; quella presentata dal Movimento 5 stelle viene respinta, mentre quella proposta dalla maggioranza viene modificata e poi approvata; la mozione chiede di rivedere il perimetro dell’area interessata e di far stanziare nuovi fondi per le operazioni di disinquinamento. Viene approvata una mozione che propone atti di concreta solidarietà ad una famiglia milanese in difficoltà dopo aver testimoniato in tribunale in merito ad un delitto. Infine viene approvata una mozione, unificando quattro diverse mozione (una delle quali era firmata anche da me) che impegna la giunta ad intervenire per risolvere la situazione dell’Ospedale S. Raffaele tutelando i dipendenti.

Oltre alla mozione sull’Ospedale S. Raffaele, ho presentato una interrogazione sul trasporto ferroviario; ho chiesto all’assessore Del Tenno se ha un piano per ridurre i disagi dei pendolari lombardi, soprattutto di quelle linee che hanno i più alti indici di insoddisfazione per ritardi e affollamenti. Una di queste linee è la Treviglio-Milano, quella che passa da Segrate. Del Tenno non mi ha ancora risposto.

Per ora le Commissioni si sono riunite una prima volta, il 16 aprile, per definire gli incarichi. Le prime riunioni delle mie due commissioni sono previste per l’8 maggio (l’VIII, parteciperà l’Assessore al Territorio, Viviana Beccalossi) il 9 maggio (la VII, parteciperà l’Assessore allo sport, il lecchese Antonio Rossi, olimpionico di canoa).

Queste le attività definite “istituzionali”. Poi ci sono le altre riunioni (gruppo consigliare, minoranza, gruppi misti).

Nota. Per chi vuol saperne di più: sul sito di Regione Lombardia si riesce a leggere tutto quello che avviene con abbondanza di particolari.

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