trasparenza

Il mio primo mese e mezzo in Regione

lombardiaLa mia storia di consigliere regionale è iniziata il 18 marzo, con la ufficializzazione del risultato delle elezioni.

Tra marzo e aprile il Consiglio Regionale si è riunito quattro volte.

Il 27 marzo è stata presentata la Giunta Regionale e sono stati eletti il presidente del Consiglio Regionale (Raffaele Cattaneo, PDL, al quarto scrutinio; nei primi tre era richiesta la maggioranza dei due terzi); i due vicepresidenti (Fabrizio Cecchetti, Lega Nord e Sara Valmaggi, PD), i due segretari (Eugenio Casalino, 5 Stelle e Daniela Maroni, Lista Maroni), la Giunta delle elezioni (sette componenti, uno per ogni gruppo; devono verificare che tra i consiglieri eletti non ve ne sia qualcuno in condizioni di ineliggibilità o incompatibilità). Inizio alle 10 (per ora i consigli iniziano in perfetto orario), termine alle 13.30.

Il 4 aprile presentazione da parte di Maroni del programma di governo per la legislatura; interventi da parte di una dozzina di consiglieri, uno o due per ogni gruppo; replica finale di Maroni. Il tutto dalle 10 alle 14.30.

Il 9 aprile sono state nominate le commissioni consiliari, una dozzina, le otto fisse più quattro istituite dalla nuova amministrazione. Nel gruppo Lista Civica Ambrosoli siamo in cinque, quindi ad ognuno di noi toccano più commissioni. Io sono nella VII (Cultura, istruzione, formazione, comunicazione e sport) e nella VIII (Agricoltura e parchi). Le commissioni speciali sono intitolate: “Situazione carceraria in Lombardia”, “Antimafia”, “Riordino della autonomie”, “Rapporti tra Lombardia, Confederazione Elvetica e Province Autonome”. Nella discussione su quest’ultima commissione ho fatto il mio primo intervento in consiglio, esprimendo le perplessità del Gruppo Lista Civica Ambrosoli su questa commissione ed il conseguente voto di astensione sulla sua istituzione. Vengono poi eletti i tre delegati regionali per l’elezione del Presidente della Repubblica (Maroni, Cattaneo ed Ambrosoli). Infine viene approvata una mozione che impegna la Giunta a fare pressione sul governo perchè vengano destinate alla Lombardia più risorse per finanziare la Cassa Integrazione.

La seduta del 23 aprile è stata la prima dedicata alle mozioni ed interrogazioni. E’ stata approvata una mozione che chiede alla giunta di intervenire sul Governo perchè rimangano in funzione almeno una parte delle sedi giudiziarie lombarde che un decreto legislativo del 2012 prevede di chiudere. Erano stata presentate due mozioni sulla bonifica del sito Brescia-Caffaro; quella presentata dal Movimento 5 stelle viene respinta, mentre quella proposta dalla maggioranza viene modificata e poi approvata; la mozione chiede di rivedere il perimetro dell’area interessata e di far stanziare nuovi fondi per le operazioni di disinquinamento. Viene approvata una mozione che propone atti di concreta solidarietà ad una famiglia milanese in difficoltà dopo aver testimoniato in tribunale in merito ad un delitto. Infine viene approvata una mozione, unificando quattro diverse mozione (una delle quali era firmata anche da me) che impegna la giunta ad intervenire per risolvere la situazione dell’Ospedale S. Raffaele tutelando i dipendenti.

Oltre alla mozione sull’Ospedale S. Raffaele, ho presentato una interrogazione sul trasporto ferroviario; ho chiesto all’assessore Del Tenno se ha un piano per ridurre i disagi dei pendolari lombardi, soprattutto di quelle linee che hanno i più alti indici di insoddisfazione per ritardi e affollamenti. Una di queste linee è la Treviglio-Milano, quella che passa da Segrate. Del Tenno non mi ha ancora risposto.

Per ora le Commissioni si sono riunite una prima volta, il 16 aprile, per definire gli incarichi. Le prime riunioni delle mie due commissioni sono previste per l’8 maggio (l’VIII, parteciperà l’Assessore al Territorio, Viviana Beccalossi) il 9 maggio (la VII, parteciperà l’Assessore allo sport, il lecchese Antonio Rossi, olimpionico di canoa).

Queste le attività definite “istituzionali”. Poi ci sono le altre riunioni (gruppo consigliare, minoranza, gruppi misti).

Nota. Per chi vuol saperne di più: sul sito di Regione Lombardia si riesce a leggere tutto quello che avviene con abbondanza di particolari.

Trasparenza: forse anche prima di ottobre

Il Segretario Comunale di Segrate ha scritto a tutti i consiglieri informandoli che entro 60 gg dall’approvazione in Giunta del nuovo Programma triennale della Trasparenza, appendice del Piano Anticorruzione, dovranno dichiarare la propria situazione economica: redditi, proprietà, partecipazione a società.

Finalmente.

Priorità: tutela del verde, mobilità, trasparenza, lavoro

Grazie a Il Punto (periodico locale di area centrodestra) per questa bella intervista.

“Come ho detto in campagna elettorale, mobilità, trasporto pubblico, trasparenza, riforma della sanità regionale ma soprattutto tutela del territorio e stop alla urbanizzazione delle aree coltivabili saranno i cardini del mio impegno a livello regionale, dove trasferirò le esperienze maturate nell’impegno a livello locale. Per il lavoro, ricordo i contenuti del programma di Ambrosoli che propone, dopo la conclusione delle grandi opere già iniziate, un programma di interventi di completamento di medie e piccole opere che hanno un rapporto costo/lavoratori impegnati molto più interessante. Una scelta che farà da motore al rilancio all’economia lombarda”

Le altre risposte si trovano qui.

Trasparenza: se non ora, ad ottobre!

operazione_trasparenzaSulla Gazzetta Ufficiale del 5 aprile è uscito un Decreto Legislativo, il n. 33, che parla di pubblicità’, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. Vedremo a breve i commenti degli esperti, ma ci sembra che dica alcune cose che riguardano un nostro vecchio pallino: la trasparenza degli amministratori segratesi, che chiediamo, inutilmente, dal 2010.

La maggioranza di centro destra su questo si era arroccata, rifiutando di portare in aula la delibera e il regolamento che avevamo preparato adducendo che non era obbligatorio: allora infatti la legge imponeva la pubblicazione di redditi e proprietà solo agli amministratori dei grandi comuni, quelli con più di 50.000 abitanti.

Ora, però a legge toglie quel limite. Gli amministratori di tutti i comuni devono comunicare e far pubblicare sul sito comunale quanto guadagnano, quanto ricevono dal comune e da altri enti pubblici e privati, quali sono le loro proprietà.

Se non lo fanno, stavolta si paga: il Decreto prevede una sanzione da 500 a 10.000 euro. Il termine ultimo è il 15 ottobre.

Anagrafe degli eletti per una maggiore trasparenza della classe politica – 2013

Paolo Micheli

Nato a Milano il 15.11.1974 – Residente a Segrate – Coniugato

ELENCO DEI DIRITTI REALI SU BENI IMMOBILI

Proprietà di un immobile (villa a schiera, con box e area parcheggio) in area edilizia convenzionata (ex L.167) a Segrate

ELENCO DEI BENI MOBILI REGISTRATI

Auto Toyota Prius del 2005

ELENCO DELLE AZIONI E QUOTE DI PARTECIPAZIONE IN SOCIETÀ

=

ELENCO DELLE CARICHE RIVESTITE IN SOCIETÀ

Presidente, a titolo gratuito, dell’associazione Segrate Nostra

REDDITO IMPONIBILE risultante dalla dichiarazione dei redditi 730/2012 (redditi 2012-rigo 71 del modello 730-3)

€ 41.320

COMPRESO:

INDENNITA’ DI CONSIGLIERE COMUNALE DI SEGRATE

€ 1.469 (lorde)

Presenze ai Consigli Comunali nel 2012: 90%

Sanità lombarda: l’ora della trasparenza e della competenza!

sanità_lombardiaLa Giunta Maroni dopo aver nominato i dirigenti della struttura organizzativa della Regione dovrà affrontare un giro di nomine ben più impegnative: quelle dei dirigenti della sanità (29 Aziende Ospedaliere, 15 ASL, l’AREU), un tema molto delicato e che, per altro, è stato uno dei punti più importanti del programma della coalizione di centro sinistra. Su queste nomine abbiamo chiesto pubblicità, trasparenza e soprattutto l’assoluta rinuncia a quel criterio di affiliazione politica che ha troppo contrassegnato le precedenti amministrazioni regionali: dagli incarichi agli affiliati di CL, si rischia adesso di passare all’affidamento con il manuale Cencelli, ai simpatizzanti di Lega e PdL.

Questa non è discontinuità. Per noi discontinuità vuol dire scegliere in base al merito e alla competenza. Purtroppo quanto sta succedendo non va in questo senso. Il ritorno dei Sottosegretariati è un brutto segnale.

Il presidente Maroni in campagna elettorale aveva mostrato molta attenzione alle nostre proposte. Per questo ci aspettiamo che riesca a fare delle nomine che vedano premiate le effettive capacità e competenze: la sanità lombarda ha bisogno di sempre più efficienza per mantenere la qualità del servizi, nonostante le limitazioni alle risorse disponibili. Invece con la lottizzazione delle nomine non si va molto lontano e si tornerà inevitabilmente alle vecchie brutte abitudini.

Giusto per rinfrescare la memoria, riportiamo qui di seguito il paragrafo del nostro programma di coalizione sulle nomine del settore sanitario.

Dalle appartenenze al merito – In un panorama di rinnovamento del sistema sanitario lombardo, ottimizzare ruolo e funzioni delle ASL costituisce il fattore strategico del progetto. In particolare è necessario favorire la nascita di centri territoriali meglio organizzati, che si avvalgono di team di lavoro (medici, infermieri, specialisti in psichiatria e neuropsichiatria infantile) per i servizi di consulenza ai cittadini e gestione delle cronicità.

Va riformato anche il sistema delle nomine dei manager della sanità che dovrà ispirarsi a criteri di merito e non di appartenenza politica. Che porti a formare una classe dirigente capace e diffusa. Per fare questo va istituita una commissione indipendente di tecnici (meglio se scelti fuori dalla regione)  che valuti in modo preventivo le professionalità e proponga rose di nomi selezionati in base a merito e competenza. Nello stesso tempo va applicata la regola del merito anche per le direzioni generali delle Aziende Ospedaliere“.

Lista civica Ambrosoli

Con Umberto Ambrosoli e Matteo Renzi

ambrosoli renziLa traccia del mio intervento di ieri mattina, dal palco dell’Auditorium Sala Levi presso il Centro Universitario in Via Valvassori Peroni a Milano con Umberto Ambrosoli, Matteo Renzi e Pietro Bussolati.

IN POLITICA PER PGT/CONSUMO DI SUOLO LOMBARDIA

Mi chiamo Paolo Micheli. Sono in politica da tre anni e l’ho fatto perché ero arrabbiato. Ero arrabbiato perché nel mio comune la maggioranza che c’era (e che c’è ancora) voleva rendere edificabili gli ultimi terreni agricoli che erano rimasti, l’ultimo kmq sui 17 del territorio comunale.

Insieme a un po’ di amici abbiamo presentato una lista civica che aveva nel programma, come cosa più importante, fermare il consumo di territorio; abbiamo partecipato alle elezioni nel 2010 e in due siamo entrati in consiglio comunale.

Oggi sono ancora più arrabbiato, perché nonostante un impegno ininterrotto (abbiamo presentato proposte di delibere, di mozioni, di emendamenti; abbiamo raccolto firme, fatto cortei e manifestazioni), la maggioranza in comune ha votato un Piano di Governo del Territorio che prevede di costruire su tutti gli ultimi terreni agricoli, prevede di costruire migliaia di appartamenti per una valore totale di un miliardo di euro, prevede di portare la popolazione del mio comune da 34.000 a 56.000 abitanti. Una follia, con tutte le case invendute che ci sono in giro. Una follia anche perché la Lombardia sta consumando da anni il proprio preziosissimo terreno agricolo al ritmo di dieci campi di calcio al giorno, tutti i giorni, tutti gli anni. Una follia inarrestabile perché la legge urbanistica regionale lo permette.

PRIMARIE RENZI

Verso la fine dell’anno scorso, quando ci sono state le primarie del centrosinistra, trainato dal grande entusiasmo di Eugenio Comincini, Anna Scavuzzo e Giorgio Gori, ho sostenuto Matteo Renzi che da tempo avevo imparato ad apprezzare perché è stato uno scout come me, per come fa politica, compreso il fatto che nella città di cui è sindaco, Firenze, ha bloccato il consumo di suolo e l’ho apprezzato ancora di più dopo le primarie, quando da vero scout, ha lealmente mantenuto tutti gli impegni che aveva preso.

IN LISTA CON AMBROSOLI

Dopo aver sostenuto Renzi è stato assolutamente naturale sostenere Umberto Ambrosoli dapprima nelle primarie regionali ed ora nel suo coraggioso tentativo di portare alla guida della Regione Lombardia un governo pulito dopo la lunga palude formigoniana. Ed è stato per me un onore essere stato inserito nella sua Lista Ambrosoli qui in provincia di Milano.

PROGRAMMA AMBROSOLI

Sono molto contento di avere avuto questa possibilità e spero di andare in Regione a sostenere il programma di Ambrosoli e sto parlando di viabilità, di trasporti, di sanità, di assoluto contenimento del consumo di suolo ed in particolare, e riguarda molto noi giovani, di lavoro, di incentivi alla produttività e alla ricerca che significa sostegno all’imprenditoria, soprattutto alla nuova imprenditoria, quella giovanile.

Su questo un aspetto concreto: puntare a un miglior utilizzo dei fondi europei che in Regione Lombardia sono già utilizzati meglio che altrove, ma sui quali si può, si deve fare meglio, utilizzarli per intero con maggior trasparenza, incentivando l’assistenza dello sportello regionale che consenta a tutti, specialmente alle nuove imprese, alle start up, di partecipare, di usufruirne.

LA MIA CAMPAGNA ELETTORALE

Da un mese sto facendo campagna elettorale e vado in giro per la provincia, vado nei mercati, davanti alle scuole, davanti alle chiese, nelle piazze, dovunque posso incontrare gente.

A tanta gente per esempio ho spiegato come si vota. Che ci sono tre schede, quella gialla per il Senato e quella rosa per la Camera dove si può solo fare la croce sul partito. Mentre io sono candidato alla regione, che è la scheda colore VERDE. Alla regione si può votare il candidato presidente (AMBROSOLI), si può votare anche una lista e di fianco alla lista votata si può mettere il cognome di un candidato consigliere di quella lista. Insomma ho fatto anche un po’ di informazione pratica sul voto.

Tanta gente mi ha dato retta, ha preso i miei volantini, si è fermata a parlare con me. Ma ho incontrato molta gente arrabbiata e delusa, soprattutto giovani. Tanti mi hanno detto: “Basta con la politica, siete tutti uguali” e se ne sono andati via voltandomi le spalle.

Sono riuscito a far cambiare atteggiamento ad arrabbiati di ogni età anche quando ho spiegato che un politico, un aspirante politico può decidere di essere trasparente, per esempio rendendo pubblica la propria situazione economica, le presenze in consiglio, le indennità, come io ho fatto dal 2010, l’unico nel mio comune dove non era ancora obbligatorio.

La trasparenza nella pubblica amministrazione, che Ambrosoli ha messo agli inizi del proprio programma, ha una ricetta semplice: mettere in rete ogni spesa della pubblica amministrazione. Ogni acquisto, appalto, incarico, ogni euro destinato agli amministratori per indennità, spese, tutto deve essere reso pubblico, subito. Una modalità che genera una immediata maggiore attenzione alla qualità della spesa oltre che un segno di rispetto verso chi quei soldi li versa, pagando le tasse.

TAGLIO COMPENSI CONSIGLIERI

Un ultima cosa: Umberto Ambrosoli, il mio candidato presidente alla regione Lombardia, ha deciso che il rispetto dovuto alle famiglie che soffrono la crisi si trasformerà subito in una drastica riduzione della indennità dei consiglieri. Ai candidati della “sua” lista Patto Civico ha chiesto di rinunciare ad ogni forma di rimborso aggiuntivo. Ci siamo impegnati tutti.

Un altro segno di rispetto verso gli elettori, doveroso soprattutto oggi in questo tempo di grave crisi economica.

Un voto per la trasparenza, un voto utile

vota-micheliIn questi giorni, in giro per la provincia, ho incontrato molta gente arrabbiata e delusa, soprattutto giovani. Mi hanno detto: “Basta con la politica, siete tutti uguali“. Parecchi hanno cambiato atteggiamento quando ho spiegato che un politico può decidere di essere trasparente. Dal 2010 sono l’unico consigliere del mio comune che pubblica redditi, proprietà, presenze in consiglio, indennità. Da quando ho chiesto ai miei concittadini di rappresentarli ho deciso di meritare anche così la loro stima e fiducia.

La ricetta della trasparenza è semplice: mettere in rete ogni spesa della pubblica amministrazione. Ogni acquisto, appalto, incarico, soprattutto ogni euro destinato agli amministratori per indennità, viaggi, cancelleria, tutto deve essere reso pubblico, subito. Una modalità che genera subito una maggiore attenzione alla qualità della spesa. Un segno di rispetto verso chi quei soldi li versa, pagando le tasse.

Umberto Ambrosoli ha deciso che il rispetto dovuto alle famiglie che soffrono la crisi si trasformerà subito in una drastica riduzione (un taglio di oltre due terzi) della indennità dei consiglieri. Ai candidati della “sua” lista Patto Civico ha chiesto di rinunciare ad ogni forma di rimborso aggiuntivo. Ci siamo impegnati tutti.

Vi chiedo di sostenere Ambrosoli, un uomo che ha messo il suo impegno e la sua faccia pulita per cambiare la Lombardia, dopo la palude formigoniana. Vi chiedo di sostenerlo votando la lista Patto Civico, la lista di candidati che lui ha scelto. Vi chiedo di fare un voto utile, di darlo a chi ha concrete possibilità di essere eletto, evitando di “disperdere” un voto dato per simpatia ma che non avrebbe risultato. Vi chiedo di votarmi e di farmi votare, perché ogni voto in più, ogni singolo voto può essere, chissà, quello decisivo; perché al termine di una campagna elettorale faticosa ed entusiasmante ho davvero, col vostro aiuto la possibilità di diventare il “vostro” consigliere in regione, quello che voi avete scelto e voluto.

«La viabilità è il problema da risolvere in Martesana»

civesGrazie a Cernusco In Folio per questa bella intervista.

Paolo Micheli ha 38 anni, vive a Segrate, ed è in corsa per la lista Lombardia per Ambrosoli-Patto Civico. Laureato in Relazioni Pubbliche è manager in casa Mediaset. Politicamente parlando la sua avventura inizia nel 2010 quando dopo aver creato dal nulla la lista civica Segrate Nostra ne diventa il capogruppo in consiglio comunale raccogliendo il favore di 1.450 suoi concittadini stanchi dei partiti tradizionali e di inciuci tra Pdl e Pd. Da quel momento le sue battaglie ambientaliste contro il consumo del suolo e contro l’amministrazione guidata dal sindaco Adriano Alessandrini (ex Pdl) diventano il pane della sua vita quotidiana. Capo scout e renziano doc, è stato il braccio destro del sindaco Eugenio Comincini durante le primarie del centrosinistra mettendosi in luce nel gotha della politica milanese. Non essendo uomo di partito, ma provenendo dalla società civile, al suo fianco in città c’è Vivere Cernusco. Nessuna indicazione di voto precisa, come nello stile di Vivere, ma un ammiccamento dettato dal nuovo coordinamento “Cives” di liste civiche della Martesana di cui anche Segrate Nostra fa parte.

Parliamo della Martesana. Quali problemi da affrontare e risolvere?

«La viabilità. Con la Cassanese e la Rivoltana che stanno diventando lo sbocco su Milano della Brebremi, si devono temere ricadute anche sulla Padana Superiore. Poi il trasporto pubblico, da rendere più efficiente per migliorare il traffico. Quindi la sanità: ridurre le liste d’attesa e migliorare i pronto soccorso».

Cosa lascia in eredità il governo Formigoni?

«L’amministrazione di una bella e ricca regione come la Lombardia screditata da episodi di malgoverno. Una tristezza».

Perché Ambrosoli?

«È l’alternativa soprattutto come qualità umane. È un uomo libero, non deve niente a nessuno ed è attendibile perché nessun altro ha la sua storia e la sua credibilità».

Perché Micheli?

«Perché sono l’unico rappresentante della Martesana che è stato scelto dallo stesso Ambrosoli nella sua lista Patto Civico. Chi crede in Ambrosoli può credere in me. E per chi stima Matteo Renzi, perché insieme al sindaco Eugenio Comincini ci siamo impegnati allo spasimo per sostenerlo alle primarie qui a Milano».

I tuoi amici dicono di te…

«Per quanto riguarda la politica, che la faccio sorridendo».

I tuoi avversari politici dicono di te…

«Si lamentano per quanto sono combattivo».

Costi della politica. Favorevole a dimezzarti (o anche più) l’indennità di 12mila euro mensile e rinunciare alla diaria?

«Ambrosoli ridurrà l’indennità dei consiglieri a meno di un terzo dell’attuale. E noi candidati della sua lista, inoltre, ci siamo impegnati a rinunciare ai rimborsi. Come ha detto Umberto, è un segnale di rispetto per la crisi che stanno vivendo le famiglie».

Berlusconi in pensione e la Lega Nord travolta dagli scandali. Notizie di soli due mesi fa. Poi cosa è successo?

«Matteo Renzi lo aveva avvertito: a far campagne elettorali Berlusconi è bravissimo. Ma Ambrosoli ce la farà».

Le battaglie che intende portare avanti una volta eletto.

«Per prima cosa per la trasparenza e contro gli sprechi della politica. È la base su cui costruire con credibilità tutto il resto. Poi migliorare il trasporto pubblico perché diminuisca quello privato. Una grande rete di piste ciclabili. Eliminare dalla sanità l’affiliazione politica per ridarle efficienza».

Qual è l’avversario più temibile?

«Il disgusto per la politica soprattutto tra giovani e giovanissimi».

Cosa si può fare per combattere la disoccupazione soprattutto tra i ragazzi?

«Bisogna incentivare la nuova imprenditoria, soprattutto quella giovanile favorendo chi assume. E poi rilanciare la formazione professionale».

Questa volta un voto che conta

trasparenzaQuesta è una elezione particolare, almeno per la Lombardia. Infatti è la prima volta dal 1995, quando vinse Formigoni con il maggioritario ed il listino, che l’esito appare eccezionalemente incerto. Con gli ultimi sondaggi che davano a Maroni un vantaggio lieve, e questo prima dell’esortazione di una parte dei Montiani a votare Ambrosoli alla regione.

Insomma esito incerto e se Umberto Ambrosoli riesce a battere Moroni, c’è davvero un cambiamento, c’è l’alternanza.

La Lombardia ha bisogno di alternanza. Gli episodi di malgoverno, con titolacci sui giornali, avvisi di garanzia, arresti, che uno dopo altro hanno via via portato alle dimissioni di Formigoni sono stati il segnale evidente che c’è bisogno di cambiare perchè in Lombardia c’è stata assuefazione al potere con le conseguenze del caso che sicuramento hanno anche influito negativamente sulla buona qualità della spesa pubblica.

Quando dico questa cosa, vedo un retropensiero, diffuso, come una nuvoletta sopra la testa di molti. Una nuvoletta su cui è scritto: “Eccone un altro, prima tutti bravi e onesti, ma poi, al contatto col potere…“.

Ipotesi ragionevole, gli esempi non mancano.

Di fronte a questa tristissima ipotesi io vorrei offrire due diverse assicurazioni.

La prima riguarda Umberto Ambrosoli, che è una persona che, come dire, trasuda geneticamente rigore ed onestà. Non c’è una sola sua dichiarazione che non vada nella direzione dell’impegno e della serietà. E’ veramente un politico anomalo, un esponente della società civile prestato alla politica, che è lontano dai difetti della politica con l’incapacità di fare promesse che pensa di non poter mantenere e con il rigore sempre al primo posto.

La seconda riguarda me, perché anch’io nel piccolo della mia esperienza di consigliere comunale di minoranza nel mio comune ho visto la resistenza alla trasparenza.

Mentre la trasparenza è il rimedio sovrano contro la cattiva gestione della spesa.

Se ogni spesa, incarico, trasferimento viene reso pubblico, ed oggi Internet consente che questo venga fatto facilmente, praticamente senza costi, se vengono resi pubblici per ogni spesa l’oggetto, la quantità, la motivazione, le modalità di scelta del fornitore, se chi spenda sa che un istante dopo tutti i cittadini lombardi sono in grado di andare a vedere come ha speso i loro soldi è chiaro che tutto migliorerà. E’ il controllo assicurato dalla trasparenza che genera quasi in automatico il buon governo.

Ecco la mia esperienza sulla trasparenza è un’altra, almeno in parte.

Il sito del mio Comune è adeguato alla capacità di accesso agli atti dei consiglieri. C’erano alcune zone opache, come la carta di credito a disposizione del sindaco e le spese telefoniche, ma che si sono via via ridotte, anche a causa della riduzione della capacità di spesa, ma non solo.

Invece ho incontrato una terribile resistenza alla trasparenza dei redditi dei consiglieri. Ho provato per mesi a far approvare dal consiglio comunale un regolamento che stabilisca gli amministratori del mio Comune pubblicassero i propri redditi e le proprietà anche se fino a dicembre erano come popolazione sotto il limite dell’obbligo di legge.

Io i miei, dal 2010, li ho pubblicati sul sito della mia lista civica. Non mi ha imitato nessuno.

Ora da dicembre una nuova legge ha allargato a Comuni più piccoli quest’obbligo e anche il mio è dentro. Siamo a febbraio ed ancora non si è mosso niente, anche se io ho sollecitato di nuovo.

Un altro esempio di mancanza di trasparenza con la quale ci siamo scontrati è la trasmissione in streaming dei consigli comunali.

Prima sono state accampate difficoltà tecniche. Poi c’è stata una stupefacente dichiarazione del sindaco: “A volte il livello della discussione è così basso che è meglio non trasmettere le sedute“.

Come se non fossero pubbliche.

Ora è chiaro che nessuna di queste cose, rendere visibile ogni spesa, rendere pubblici redditi e proprietà di chi amministra, rendere pubblici e conservabili i momenti della discussione politica, nessuna è un rimedio sovrano contro il malgoverno.

La frode si può nascondere in mille modi. E tuttavia la si può rendere più difficle. Può essere difficile spiegare se entrate e stile di vita contrastano, per esempio.

E’ soprattutto uno stile di governo.

Ecco perchè anche sulla trasparenza sarò decisamente attivo e propositivo.

Su sanità e trasparenza faccio un esempio tratto dal programma di Ambrosoli che riguarda la sanità, cioè quella parte delle competenze regionali di gran lunga più importante per quantità di soldi che vanno dentro.

Ambrosoli all’interno del programma della sanità dice questa cosa:

Principio di affiliazione.

I medici e il personale sanitario e i direttori generali devono essere bravi e onesti e basta. Non deve contare niente che siano legati a questo o quel gruppo politico (e non solo). La sanità lombarda non deriva da fatti recenti ma dal fatto che, a lungo, è stata costruita e gestita secondo il principio di professionalità e non secondo quello di affiliazione, male che si è diffuso molto negli ultimi venti anni. L’intervento correttivo dovrà essere chirurgico e rigoroso. I metodi di selezione, di nomina e di valutazione devono essere radicalmente cambiati.

Io ho degli amici che lavorano nella sanità pubblica. Due lavorano in diversi servizi di una ASL ed un altro è un medico del 118 del servizio di emergenza. Il racconto che loro mi fanno è di una sanità dove l’affiliazione non si ferma ai vertici, Come è accaduto ad ogni rinnovo del governo regionale nei quattro mandati di Formigoni, anche nel 2010 la giunta Regionale ha provveduto un esercito di nomine fiduciarie: 29 ospedali, 15 ASL e l’AREU per la quali sono stati nominati i direttori generali, sanitari ed amministrativi. Ma gli amici medici che ho e che lavorano nel pubblico mi assicurano che la fidelizzazione scende molto più giù dei vertici. Mi si dice, ad esempio che l’AREU (il servizio che gestisce il 118) sia una roccaforte leghista. Io penso semplicemente che questo non debba accadere.

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