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Tra ritardi e soppressioni, Trenord sempre peggio

trenordFuori soffia il vento e urla la bufera anche su Trenord: un vero fallimento per Maroni.

Sempre più spesso in Consiglio Regionale ci stiamo facendo sovente e necessariamente carico di evidenziare disfunzioni. Soltanto ieri ho sostenuto con forza una mozione in cui abbiamo puntualmente indicato lo stato dei lavori, i finanziamenti necessari sulla linea Milano – Mortara.

E’ una situazione diffusa e questo è solo uno dei casi eclatanti. Io stesso tempo fa ho portato all’attenzione del consiglio regionale la situazione, non starei a dire se più o meno problematica, del trasporto ferroviario su Milano dal lato est. C’è stata pochi mesi fa un’indagine della rivista Altroconsumo che indicava quali fossero le linee più disagiate, in una gara che non vede vincitori ma solo sconfitti.

Vorrei fare una considerazione: il 23 luglio è stata inaugurata la BreBeMi. Costo indicato sul sito ufficiale: 1600 milioni, ma il Sole 24ore indica invece il costo in 2200 milioni. Comunque un’opera importante realizzata con la determinante presenza privata di Gavio ed Intesa Sanpaolo.

Sappiamo tutti come oggi sia sottoutilizzata e tale è probabile che rimanga fino al completamento della TEM e allo sblocco dell’imbuto di Segrate.

Mi preme però far rilevare come ci sia un’evidente sproporzione tra questo enorme investimento finora poco produttivo a favore del trasporto su gomma e la necessità d’investimenti sul trasporto ferroviario.

La considerazione che viene da fare è: tanto i pendolari sono comunque costretti a supportare disagi e ritardi e il biglietto lo pagano comunque.

Mi sembra inevitabile che le grandi opere, per quanto devastanti sul territorio come la BreBeMi debbano essere completate per non diventare cattedrali nel deserto, ma deve affermarsi una politica diversa sui trasporti, che privilegi il trasporto pubblico, rendendolo accessibili e vantaggioso, come avviene in gran parte d’Europa.

E in questo la Regione può e deve fare la sua parte.

MM2 fino a Trezzo, un’opera necessaria

MetropolitanaDa Gessate a Trezzo sull’Adda in metropolitana. Circa otto chilometri di rotaie che potrebbero in futuro materializzarsi sull’asse ferroviario della Martesana. È stato presentato ieri in Commissione Territorio della Regione lo studio di fattibilità per il prolungamento della linea MM2. Una proposta che ha già avuto il benestare di tutti i comuni limitrofi interessati a decongestionare il traffico verso Milano e verso il parcheggio di intrerscambio di Gessate. Nuove fermate con aree sosta annesse a Inzago, Basiano-Masate, Trezzano Rosa-Pozzo d’Adda e capolinea a Trezzo.

Tre le proposte sul tavolo studiate insieme al Politecnico di Milano: 1. Prosecuzione dell’attuale sistema su ferro per tutti gli 8 chilometri al costo di 171 milioni di euro e tre anni di lavori. 2. Realizzazione, lungo il medesimo tracciato, di una strada dedicata a mezzi su gomma alimentati a corrente elettrica con costo di 70 milioni e due anni di cantieri. 3. Prolungamento della metropolitana da Gessate a Inzago e quindi la prosecuzione del tracciato su gomma in sede riservata. In questo caso il costo dell’opera sarebbe di 101.130.000 euro e lavori per tre anni.

Il prolungamento della metropolitana, sia su ferro che con un trasporto simile e più economico su gomma, sarebbe un’opera pubblica importante per la Martesana, in particolare per liberare da auto e camion la Padana Superiore, oggi sempre più trafficata dopo l’apertura della Brebemi e il potenziamento delle colleghe Cassanese e Rivoltana. Dunque applaudo all’iniziativa necessaria e urgente alla quale lavorerò per una sua rapida realizzazione. Progetto che, però, dovrebbe correre di pari passo anche con la modernizzazione della maggior parte delle stazioni all’aperto di questa linea: vecchie e ancora piene di barriere architettoniche. Per questo nell’ottica della Città metropolitana milanese, che vorremmo a livello degli standard delle grandi realtà europee, sarà importante il confronto su questo tema con l’amministrazione comunale di Milano, oltre alla candidatura a questo nuovo ente, già avanzata come Coordinamento delle liste civiche ecologiste e solidali della Martesana, di una persona come il sindaco di Cassano d’Adda, Roberto Maviglia, che conosce alla perfezione queste problematiche.

MM4 Linate-Segrate-Pioltello: ora atti concreti

mm4In Regione si pensa alle infrastrutture strategiche del dopo Expo. In particolare alla mobilità. E tra i dieci progetti di prolungamento delle linee metropolitane nell’hinterland milanese, inseriti nella mozione approvata martedì dal Pirellone, c’è anche quello della linea 4 da Linate fino a Pioltello con fermata a Segrate. Una lingua di binari lunga circa quattro chilometri che permetterebbe di collegare l’aeroporto con le due maggiori città dell’Est Milano, aiutando a decongestionare dal traffico veicolare una zona particolarmente caotica.

Il documento impegna la giunta Maroni a definire entro sei mesi una legge-obiettivo che stabilisca tempi e costi per lo sviluppo strategico, univoco e integrato delle infrastrutture, in particolare nella Grande Milano.

Noi da tempo sentiamo parlare del prolungamento della metropolitana blu a Segrate e Pioltello. Martedì con questo impegno messo nero su bianco c’è qualcosa di più di una semplice indicazione. Ora, però, il documento non deve rimanere lettera morta ma va tradotto in atti concreti. Su questo vigileremo perché questa opera è importantissima, in particolare per Segrate, che nonostante il suo repentino sviluppo urbanistico ha mantenuto praticamente inalterati da una decina d’anni i servizi di trasporto pubblico da e verso il capoluogo. La MM4 insieme Passante ferroviario sarebbero così un vero incentivo a lasciare a casa l’auto.

E vigileremo anche sul prolungamento della MM2 da Cologno Monzese a Vimercate: dieci chilometri in più lungo la linea verde che anche in questo caso toccherebbero un territorio particolarmente trafficato e oggi difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

Nella mozione si parla anche di costi e tempistiche: la futura legge-obiettivo dovrà promuovere l’utilizzo del project financing e individuare un fondo ad hoc di 5 miliardi di euro che consenta nei prossimi 15 anni di realizzare i dieci prolungamenti. Qualche dato. La rete della metro di Milano trasporta ogni anno 450 milioni di passeggeri lungo i 90 chilometri di percorsi delle quattro linee in servizio. Solo 20 chilometri, però, il 20 per cento circa, si snodano oltre i confini del Comune di Milano. Troppo poco visto che un terzo della popolazione lombarda vive nell’area metropolitana attorno al capoluogo e che ogni giorno sono 500mila i pendolari che si muovono verso a Milano.

Moretti vuole andare via? Nessuno lo trattiene

Presentazione del treno Frecciarossa 1000L’amministratore delegato del gruppo Fs, commentando l’ipotesi che il governo Renzi riduca il tetto dello stipendio dei manager delle grandi partecipate pubbliche, ha detto che una buona parte di questi (lui compreso) potrebbe emigrare all’estero, e che il premier dovrebbe mettere in conto questa fuga.

Prego, che se ne vadano pure. Se il risultato del lavoro dei manager di cui parla Moretti è quello che quotidianamente devono sopportare i pendolari lombardi, nessuno li trattiene.

Venga a vedere la linea Treviglio-Milano, che corre in ‪Martesana‬, utilizzata ogni giorno da migliaia di lavoratori e studenti che devono fare i conti con carrozze-bestiame, convogli sporchi e treni ritardatari.

I pendolari non sono la cassaforte di Trenitalia

Presentazione del treno Frecciarossa 1000Mauro Moretti, amministratore delegato di Trenitalia, in una intervista a SkyTg24 ha detto che gli abbonamenti ferroviari in Italia sono bassi e che dovrebbero aumentare, almeno come in Spagna, dove costano il doppio; secondo Moretti, 50 euro al mese vuol dire nemmeno un caffè per ogni giorno, mentre gli abbonamenti negli altri Paesi europei costano molto di più.

L’ad di Trenitalia ha comunque sottolineato che sui treni pendolari, “pur rimanendo tantissimi problemi, la qualità è migliorata in tutti i settori“: in particolare “negli ultimi cinque anni i terni pendolari hanno migliorato la loro puntualità di otto punti. Ora i punti critici restano solo nelle grandi città – ha aggiunto –: mi riferisco in particolare ai problemi di Roma, Napoli, Milano“.

Milano, appunto.

Milano che tra un anno e mezzo ospiterà l’Expo e che offre un servizio ferroviario di collegamento locale largamente inadeguato. Un maggior impegno per migliorarlo è quello che abbiamo chiesto all’assessore regionali ai trasporti, Del Tenno, che, come Moretti, ha ammesso che il servizio va notevolmente migliorato.

50 € è il costo su Trenord di un abbonamento mensile per la fascia tra 21 e 25 Km. Non è una cifra alta, ma non vedo come si potrebbe chiedere un aumento fino a quando non verranno garantiti davvero puntualità, pulizia, servizi decorosi alle stazioni. E soprattutto è un costo che non va aumentato fino a quando la crisi economica continuerà a premere soprattutto su chi utilizza i treni pendolari: lavoratori, studenti, precari. Non è a loro che va chiesto di rinsanguare i bilanci di Trenitalia e di Trenord.

A proposito, un caffè al giorno al banco di un bar a Milano vuol dire circa 30 € al mese, non 50. A meno che lo si vada a sorbire, ad esempio, al Savini.

Treni Bergamo-Milano, ho scritto ai sindaci della Martesana

treni3La tratta ferroviaria Bergamo-Milano che corre in Martesana è ancora ferma sul binario del degrado. Stazioni fatiscenti (quella di Segrate è un esempio), pulizia dei treni carenti, pochi convogli sovraffollati spesso in ritardo e pendolari sempre più innervositi dalla qualità del servizio che giudicano ben al di sotto degli standard minimi di un Paese civile. Per questo nei giorni scorsi in Regione si sono riaccesi i riflettori dell’opposizione sui problemi strutturali di questa linea gestita da Trenord. Così, per mantenere viva l’attenzione direttamente sui territori, oggi ho inviato una lettera ai sindaci della mia Martesana, chiedendo loro di raccogliere le istanze dei cittadini-pendolari che diventeranno nuova materia su cui dibattere e chiedere ulteriori spiegazioni.

La mia riflessione parte dalla situazione di degrado in cui versa la fermata di Segrate, prima stazione extraurbana sulla linea servita dai treni della S5 (Varese-Milano-Treviglio) e della S6 (Novara-Milano-Treviglio) del servizio ferroviario suburbano di Milano. Una cartolina inaccettabile per Milano e la Lombardia visto il futuro da prima della classe della fermata che per l’Expo 2015 sarà la porta d’accesso verso l’Idroscalo, meta dei visitatori di tutto il mondo.

Ho chiesto all’assessore Del Tenno di prendere atto della situazione in cui versa questa fermata, intervenendo presso Rfi e Trenord perché si preveda un intervento di riqualificazione, così che in breve tempo si possa portare questa importante realtà, utilizzata ogni giorno da centinaia di pendolari, a un livello di comfort degno dell’area metropolitana anche in vista di Expo 2015, alla cui rete strutturale la stazione risulta, a diverso titolo, coinvolta.

treni2Mentre nella missiva inviata oggi ho chiesto ai primi cittadini dei comuni della Martesana interessati alla tratta di fare loro stessi da megafono, segnalandogli eventuali altri disservizi su cui porre l’accento ai vertici della Regione.

L’assessore Del Tenno in settimana ha già riferito in aula sulla tratta Bergamo-Milano dichiarando che negli orari di punta Trenord provvederà a ristabilire la sesta carrozza. Nessuna novità, invece, sul fronte della pulizia e sui 62 nuovi treni annunciati nei giorni scorsi da Regione e Trenord, ma di cui ancora non si conosce la destinazione. Poche informazioni che hanno lasciato insoddisfatti i rappresentanti del Patto Civico e del PD che chiedono interventi urgenti su questa linea.

L’assessore ci ha detto che la situazione è monitorata e seguita. E ci mancherebbe altro. Il punto, però, è che non viene affrontata con gli interventi necessari, sia in termini di rinnovo del materiale rotabile, sia di riorganizzazione della linea stessa. E dall’assessore non arrivano le attese rassicurazioni. No, così non va.

Il testo della lettera:
Egregio signor Sindaco,

trenisono Paolo Micheli, consigliere regionale per Patto Civico-Ambrosoli; segratese dalla nascita, vivo quindi da sempre qui nella Martesana e mi sto ovviamente impegnando sui problemi locali per i quali la Regione ha qualche competenza. Ultimamente insieme al mio gruppo abbiamo sollecitato l’assessore ai trasporti, Del Tenno, a farsi carico della situazione, per molti versi inaccettabile, delle linee ferroviarie della tratta Milano Bergamo.

L’assessore Del Tenno la scorsa settimana ha già riferito in aula dichiarando, ad esempio, che negli orari di punta Trenord provvederà a ristabilire la sesta carrozza. Nessuna novità, invece, sul fronte della pulizia e sui 62 nuovi treni annunciati nei giorni scorsi da Regione e Trenord, ma di cui ancora non si conosce la destinazione.

Un problema non marginale che abbiamo sollevato durante la discussione in aula è stato quello dello stato delle stazioni. Ma vi sono altri problemi collegati: i parcheggi, i collegamenti dei mezzi pubblici locali, la vendita dei biglietti.

Su questo mi permetto di chiedere la sua cortese collaborazione. Se mi arrivassero segnalazioni in merito a disservizi o necessità riguardanti il trasporto ferroviario, potrei farne un intero ?pacchetto? sul quale richiedere più puntualmente l’intervento di Del Tenno, facendo leva sull’argomento Expo che richiede uno sforzo importante di messa a punto dei servizi in tutta l’area vasta milanese.

Con l’occasione desidero dirle che mi metto a sua disposizione per qualsiasi argomento o situazione che riguardi i rapporti tra la sua Amministrazione e il governo e la struttura regionale. Ho avuto la fortuna di arrivare a ricoprire questa carica ed è doveroso che mi metta a disposizione della “mia” Martesana.

Sul capolinea della 924

via_viottiIn questi giorni abbiamo iniziato un’ interlocuzione politica col Comune di Milano sullo stato del capolinea della 924. Abbiamo scelto questa nuova strada perché gli incontri che tempo fa come Segrate Nostra avevamo avuto con i tecnici e le conseguenti rassicurazioni che ne erano pervenute, non hanno portato ad alcun risultato concreto: il Comune di Segrate e il Comune di Milano si erano lungamente rimpallati la responsabilità per il mancato spostamento del capolinea in via Viotti (come era stato suggerito dai tecnici del trasporto milanese), senza però poi concludere un bel nulla.

Su questo tiriamo un velo pietoso.

Oggi dal Comune di Milano ci fanno sapere che preferirebbero lasciare il capolinea in Piazza Titano ma al momento non sono in grado di predisporre una pensilina né illuminazione fintanto i lavori di riqualificazione della Piazza non saranno terminati.

Lavori che potrebbero durare ancora un bel po’ e nel frattempo l’inverno, con le sue giornate più buie e piovose, si avvicina.

La soluzione che abbiamo proposto (o meglio, riproposto) è di realizzare una fermata – anche non capolinea se hanno dei problemi con le soste – in via Viotti. In questo modo i molti utenti che ogni giorno devono affrontare il tragitto dalla fermata della 924 a piazza Bottini, ad esempio perché devono prendere la metropolitana, potranno così evitare i sottopassaggi della stazione, affrontando scale o lunghe peregrinazioni. Problema sentito da molti, disabili in primis, ma anche anziani e mamme con bambini. Basterebbe rifare un tratto di segnaletica orizzontale e se si vuole strafare, mettere una piccola pensilina.

Che ne dite?

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