Trenord

Trenord taglia i ritardi? L’odg votato all’unanimità è servito

trenordMaroni e i suoi arrivano in ritardo come i treni, ma meglio tardi che mai.

Trenord ha annunciato il via all’operazione “Codice rosso” per tagliare i ritardi sulla linea ferroviaria Bergamo-Treviglio-Milano che corre in Martesana, recentemente classificata tra le dieci peggiori della Lombardia secondo un’indagine di Legambiente. Volontà di migliorare il servizio sulla tratta confermata dalla nuova amministratrice delegata della società Cinzia Farisè.

A indirizzare Trenord sul binario giusto è stato anche il nostro l’ordine del giorno approvato all’unanimità prima di Natale in fase di bilancio dal Pirellone. Nel documento si chiedeva alla giunta Maroni di trovare forme di finanziamento straordinario per rilanciare questa linea che fino ad oggi ha fatto parlare di sé solo per le carenze strutturali facendo più volte arrabbiare gli utenti costretti a viaggiare in condizioni limite: treni soppressi o perennemente in ritardo e carrozze sporche e sovraffollate.

Rimanendo in attesa di vedere se agli annunci seguiranno concretamente i risultati, torno a ribadire l’esigenza e l’emergenza del miglioramento del servizio. L’ordine del giorno che ho proposto sul tema e che è stato approvato all’unanimità dal consiglio regionale è certamente stato uno stimolo per la giunta che finalmente deve aver preso coscienza della malagestione del servizio. Meglio tardi che mai. Ora occorre mettere in atto davvero un cambiamento nelle politiche che governano il trasporto pubblico locale in Lombardia gravato da tagli che spesso ne pregiudicano l’efficienza.

Linea ferroviaria in tilt e… i soldi alla Brebemi

Non più di tre settimane fa il consiglio regionale all’unanimità ha impegnato Maroni e la sua giunta a reperire risorse straordinarie per la linea ferroviaria Bergamo-Treviglio-Milano. Oggi, invece, mentre i pendolari denunciano che la situazione sulla tratta è in questi giorni ulteriormente peggiorata con ritardi, convogli ridotti, carrozze sporche e senza riscaldamento, Regione Lombardia procede con i tagli al trasporto pubblico locale stanziando contemporaneamente fondi consistenti per la BreBeMi. Tutto ciò è assurdo e inaccettabile.

Da Il Giorno di giovedì 15 gennaio 2015

Bergamo-Treviglio-Milano

Disagi treni Bg-Mi: regione taglia il trasporto su ferro nonostante l’impegno a trovare risorse straordinarie. Così non va.

maroniIl ritorno alla vita da pendolare dopo le festività sulla Bergamo-Treviglio-Milano è da dimenticare. Con corse soppresse, convogli in ritardo e treni mignon con pochi vagoni. E la rabbia dell’utenza che cresce nonostante i buoni propositi del consiglio regionale lombardo.

Non più di tre settimane fa il consiglio regionale all’unanimità ha impegnato Maroni e la sua giunta a reperire risorse straordinarie per la linea ferroviaria Bergamo-Treviglio-Milano. Oggi, invece, mentre i pendolari denunciano che la situazione sulla tratta è in questi giorni ulteriormente peggiorata con ritardi, convogli ridotti, carrozze sporche e senza riscaldamento, Regione Lombardia procede con i tagli al trasporto pubblico locale stanziando contemporaneamente fondi consistenti per la BreBeMi. Tutto ciò è assurdo e inaccettabile.

C’è un altissimo livello di insoddisfazione per il servizio ferroviario nella nostra regione, dovuto ai disagi quotidiani che i pendolari sono costretti a subire. In particolare, proprio la Bergamo-Milano risulta tra le tratte peggiori d’Italia. Alla luce di una situazione del genere, è ancora più incomprensibile che Maroni utilizzi soldi pubblici per coprire i buchi di un’autostrada sull’orlo del fallimento perché nessuno la percorre, scegliendo di non investire nel trasporto su rotaia. Tanto più per una linea disastrata come quella che collega Bergamo al capoluogo lombardo, anche in considerazione della sua centralità in vista di Expo.

Buone notizie per i pendolari della Martesana

stazione_segrateBuone notizie per i pendolari della Martesana: approvato il mio Ordine del Giorno alla legge di bilancio regionale per un finanziamento straordinario alla linea ferroviaria Bergamo-Milano.

Dentro un bilancio che ancora una volta non dà risposte vere ai bisogni dei lombardi, l’impegno assunto grazie all’approvazione di un nostro ordine del giorno per individuare forme di finanziamento straordinarie a favore della linea ferroviaria Bergamo-Treviglio-Milano che passa per la Martesana rappresenta un risultato positivo.

Un’indagine di Altroconsumo ha registrato un livello altissimo di insoddisfazione per il servizio ferroviario nella nostra regione, indicato al 63% e pari addirittura a valori tra il 77 e il 93% per alcune linee, tra cui proprio la Bergamo-Milano, terza tra le peggiori d’Italia anche secondo uno studio di Legambiente in quanto a ritardi e soppressioni.

In considerazione di ciò e a fronte di tagli sul trasporto pubblico locale che, seppur ridimensionati, restano ingenti, occorre una particolare attenzione per il rilancio di questa tratta, anche considerando la sua centralità in vista di Expo.

Tra ritardi e soppressioni, Trenord sempre peggio

trenordFuori soffia il vento e urla la bufera anche su Trenord: un vero fallimento per Maroni.

Sempre più spesso in Consiglio Regionale ci stiamo facendo sovente e necessariamente carico di evidenziare disfunzioni. Soltanto ieri ho sostenuto con forza una mozione in cui abbiamo puntualmente indicato lo stato dei lavori, i finanziamenti necessari sulla linea Milano – Mortara.

E’ una situazione diffusa e questo è solo uno dei casi eclatanti. Io stesso tempo fa ho portato all’attenzione del consiglio regionale la situazione, non starei a dire se più o meno problematica, del trasporto ferroviario su Milano dal lato est. C’è stata pochi mesi fa un’indagine della rivista Altroconsumo che indicava quali fossero le linee più disagiate, in una gara che non vede vincitori ma solo sconfitti.

Vorrei fare una considerazione: il 23 luglio è stata inaugurata la BreBeMi. Costo indicato sul sito ufficiale: 1600 milioni, ma il Sole 24ore indica invece il costo in 2200 milioni. Comunque un’opera importante realizzata con la determinante presenza privata di Gavio ed Intesa Sanpaolo.

Sappiamo tutti come oggi sia sottoutilizzata e tale è probabile che rimanga fino al completamento della TEM e allo sblocco dell’imbuto di Segrate.

Mi preme però far rilevare come ci sia un’evidente sproporzione tra questo enorme investimento finora poco produttivo a favore del trasporto su gomma e la necessità d’investimenti sul trasporto ferroviario.

La considerazione che viene da fare è: tanto i pendolari sono comunque costretti a supportare disagi e ritardi e il biglietto lo pagano comunque.

Mi sembra inevitabile che le grandi opere, per quanto devastanti sul territorio come la BreBeMi debbano essere completate per non diventare cattedrali nel deserto, ma deve affermarsi una politica diversa sui trasporti, che privilegi il trasporto pubblico, rendendolo accessibili e vantaggioso, come avviene in gran parte d’Europa.

E in questo la Regione può e deve fare la sua parte.

Al via la class action contro Trenord

caos-trenordAl via la class action contro Trenord promossa da Altroconsumo per i disagi occorsi nel dicembre 2012.

Allora il sistema ferroviario della regione Lombardia era andato letteralmente in tilt a causa della maldestra implementazione di un software per la gestione del personale e del materiale rotabile. Trenord non era stata in grado di risolvere la questione e questo aveva provocato gravi disservizi a tutti i pendolari per oltre 15 giorni. Altroconsumo ha promosso una class action con la quale chiede, per tutti i pendolari, un rimborso pari ad almeno tre mesi di abbonamento.

Una buona notizia anche per le altre class action: la Corte d’appello ha colto in pieno la natura e gli scopi della class action, dando un futuro a questo importante strumento di tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti. Una class action accessibile e praticabile è indispensabile per garantire la fiducia dei cittadini, per responsabilizzare le aziende e per migliorare la qualità e l’efficienza dei servizi. Compresi quelli di trasporto locale, dove i diritti di migliaia di pendolari sono quotidianamente calpestati.

Pubblicità sui treni e nelle stazioni lombarde per migliorare il servizio

imageStazioni ferroviarie sponsorizzate sulla falsariga di quello che presto avverrà nel metrò di Milano: è quello che ho proposto stamattina in consiglio regionale tramite un’interrogazione.

La sponsorizzazione dei mezzi pubblici è ormai diffusa e usuale a livello planetario. Dappertutto vediamo bus e tram colorati portare i loro messaggi pubblicitari per le strade. Un po’ diversa è la situazione lungo i binari. I treni non viaggiano lentamente nel traffico, non si fermano ai semafori dove contemporaneamente possono attirare l’attenzione di decine e decine di persone, eppure solo in Lombardia i convogli accolgono ogni giorno migliaia di viaggiatori e pendolari. Da quel che vedo, però, solo l’interno delle carrozze è usato con moderazione come luogo di veicolo pubblicitario.

Dedicare a marchi o sponsor le stazioni ferroviarie lombarde potrebbe allora far aumentare gli introiti senza alcun aggravio sugli utenti, rendendo non dico eleganti, ma almeno decorose le fermate che oggi in diversi casi versano in situazioni di degrado.

Penso non solo alle affollate fermate dei nostri capoluoghi, ma anche alle tante piccole stazioni locali che rappresentano l’immagine diffusa sul territorio del nostro trasporto pubblico. Per questo ho chiesto al presidente Maroni e all’assessore alla Mobilità Maurizio Del Tenno se stiano già valutando la possibilità di un partnership tra pubblico e privato che vada in questa direzione.

In aula è arrivata la risposta positiva dell’assessore Del Tenno che oltre a ricordare che sul materiale rotabile è già in atto un contratto di sponsorizzazione, si è reso disponibile a esaminare la proposta anche dal lato delle stazioni.

Stazione di Segrate: partono insulti

Ezio_LazzariEzio Lazzari, assessore comunale al Territorio, è persona solitamente ammodo e cortese; stavolta si è proprio arrabbiato e mi ha coperto di insulti usando parole come “falsità“, “disonorevole“, “disonesto” e “gettando fangoin un comunicato che il sito istituzionale del Comune di Segrate il 31 gennaio ha riportato come titolo di testa, manco fosse l’annunzio di un allarme meteorologico.

L’argomento è la stazione di Segrate e il motivo del nervosismo di Lazzari è soprattutto l’ultimo post che ho pubblicato su questo blog nel quale ho riportato la risposta dell’assessore regionale alla mobilità, Maurizio Del Tenno, da me interpellato sui problemi della stazione segratese.

Come si può vedere nel post, l’assessore Del Tenno mi ha scritto:

Sulla scorta della sua segnalazione gli uffici dell’Assessorato hanno acquisito informazioni presso Rete Ferroviaria Italiana che ha comunicato di aver recentemente eseguito interventi di cablaggio finalizzati all’istallazione di obliteratrici… oltre a lavori relativi all’istallazione di apparecchiature di videosorveglianza“.

Il mio commento è stato:

La segnalazione che ho inoltrato agli uffici regionali per conto dei cittadini, ha mosso qualcosa. Dalla parte delle società ferroviarie stanno arrivando le prime risposte, ora attendiamo quelle del Comune“.

Tutto qui.

Lazzari dandomi del disonesto replica che né io né la Regione abbiamo meriti in quanto era stato il Comune a chiedere un anno fa a RFI di installare un sistema di videosorveglianza e che a breve le telecamere attive alla stazione saranno collegate direttamente alla centrale operativa del Comando della Polizia Locale.

Penso che agli utenti della stazione questi battibecchi interessino poco.

Quello che vogliono è una stazione ben servita, pulita, illuminata, con un piazzale decoroso.

Oggi tutto ciò non c’è.

A Lazzari rispondo:

“Caro Assessore, oltre che alla Regione ovviamente avevo rivolto una interrogazione sul degrado della stazione di Segrate anche al suo assessorato. La risposta, a firma del Sindaco, è stata letta da lei stesso nel Consiglio comunale del 9 dicembre scorso. Non mi sembra, in quella occasione, di aver sentito parlare di videosorveglianza, di richieste del Comune, di prossimo collegamento alla centrale operativa della PL.

Mi sono quindi basato sulla più esaustiva risposta del suo collega regionale Del Tenno, al quale ho fatto due giorni fa un’altra proposta che verrà discussa in Consiglio Regionale martedì 3.

Con una interrogazione gli ho suggerito di migliorare i servizi di Trenord ricorrendo a sponsor, sull’esempio di quello che accade nella Metropolitana Milanese e in molte città europee.

Cordialmente.

Paolo Micheli”

Stazione di Segrate, attivata la videosorveglianza

stazioneLo scorso novembre ho cercato di accendere i riflettori sulla situazione di degrado della stazione ferroviaria di Segrate, utilizzata ogni giorno da centinaia di pendolari dell’Est Milano, denunciando tramite un’interrogazione lo stato d’abbandono e incuria di tutta l’area, stazione e piazzale antistante. Ora, dopo questo primo input, qualcosa pare essersi mosso.

A rispondermi è stato nei giorni scorsi l‘assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità Maurizio Del Tenno.

L’assessore nella sua risposta ha chiaramente messo nero su bianco le responsabilità di Rfi, Trenord e del Comune di Segrate. In particolare ha ribadito che al Comune spetta l’attività di manutenzione e sistemazione del piazzale, nonché quella relativa al parcheggio. Lo sapevamo già, ma questa ennesima conferma dà ancor più vigore alle richieste della cittadinanza, formulate alla giunta Alessandrini anche tramite una petizione on line che ha raccolto più di 850 firme, di interventi certi e immediati per rendere questo luogo più fruibile e sicuro. È finito il tempo di giocare allo scaricabarile.

Nella risposta dell’assessore Del Tenno arriva anche la rassicurazione che Trenord ha cablato e sistemato le obliteratrici e che ha provveduto a installare apparecchiature di videosorveglianza nei pressi dei binari, sugli scivoli e nel sottopasso.

La segnalazione che ho inoltrato agli uffici regionali per conto dei cittadini, ha mosso qualcosa. Dalla parte delle società ferroviarie stanno arrivando le prime risposte, ora attendiamo quelle del Comune.

La risposta arrivata dalla Regione:

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Salviamo la stazione di Segrate

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Da settimane abbiamo riproposta con forza il problema della stazione di Segrate, utilizzata da molti segratesi ma del tutto carente di servizi: il parcheggio è insufficiente e nei giorni feriali si rischia di non trovare posto, niente biglietteria, niente servizi igienici, l’illuminazione è carente e alla sera l’ambiente è tutt’altro che rassicurante. Da anni (la stazione è attiva da fine 2004) l’area della stazione è un cantiere incompiuto e le 175 famiglie che abitano i palazzi del Segrate Village vivono una situazione di evidente precarietà.

Tutto questo nonostante che le linee programmatiche 2010-2015 del sindaco indichino al punto 3. “Segrate si muove sempre più veloce” come obiettivo di mandato “per una mobilità sempre più moderna e veloce” la riqualificazione della stazione ferroviaria perché diventi “il fulcro del sistema di trasporto cittadino“.

L’interrogazione che abbiamo presentato al sindaco ha avuto una risposta insoddisfacente: la colpa è della crisi edilizia e dell’impresa costruttrice che non rispetta gli impegni.
Io stesso ho portato il problema in Regione (le linee suburbane che si fermano a Segrate sono gestite da Trenord, una compartecipata della Regione Lombardia) perché si intervenga almeno sulle banchine e sui servizi ferroviari.

Ma l’inerzia dell’Amministrazione Comunale è inaccettabile! Per questo lanciamo una raccolta di firme on line “Salviamo la stazione di Segrate” per costringere le istituzioni ad occuparsi finalmente seriamente del problema.

Per aderire e sottoscrivere: http://www.change.org/it/petizioni/sindaco-adriano-alessandrini-e-amministrazione-comunale-di-segrate-salviamo-la-stazione-ferroviaria-di-segrate

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