Venezia 69

Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo

Pare ci sia già un possibile vincitore a Venezia 69.

Si tratta del regista coreano Kim Ki-duk, quello di Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera e Ferro 3, che ieri con il suo Pietà ha ricevuto forse l’applauso più lungo alla prima stampa.

Il protagonista del film è uno strozzino spietato a cui viene rapita la madre. Pensando che sia stato qualcuno a cui ha fatto del male, cerca di rintracciare tutti coloro che ha tormentato fino alla scoperta di alcuni terribili segreti.

Come suggerisce il titolo il film parla della pietà. Quella che nasce dal dolore, dall’espiazione e purtroppo anche dalla violenza.

L’immagine della Pietà di Michelangelo mi è sempre rimasta dentro“, ha detto il regista in conferenza stampa “è un abbraccio rivolto all’umanità carico di dolore e sofferenza. I miei personaggi sono l’interpretazione del mondo che vedo in questo momento: si muovono senza radici né memoria, il solo interesse che hanno è per il denaro“.

E’ la pietà che prevale su tutto: su vendetta, perdono, male, bene, riscatto, pentimento, violenza, sul denaro. Vengono in mente le parole di Montale: “Non chiederci la parola che squadri da ogni lato l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco… Codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo“.

In Italia uscirà il 14 settembre. Nel frattempo godiamoci il trailer.

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