Una moratoria anche per i PGT

coltivazioni lombardiaOggi sono intervenuto in Consiglio Regionale in occasione del dibattito sul Piano Regionale di Sviluppo (PRS) per ribadire l’impegno del Patto Civico a riformare la legge sul governo del territorio (legge 12/2005).

Ciò che la maggioranza ha scritto nel PRS in parte è condivisibile in quanto sottolinea un miglioramento rispetto alla situazione attuale e sottolinea degli aspetti importanti. Tuttavia occorre ribadire con fermezza che quello che davvero ci aspettiamo in Lombardia come risultato concreto riguardo la gestione del territorio ed in particolare il consumo di suolo è molto, molto di più.

Voglio essere molto chiaro. Quando si parla di consumo di suolo, termini come contenimento, salvaguardia, auspicio, non vanno bene. Significa dire il problema c’è e ce ne rendiamo conto, ma la soluzione la lasciamo nel vago

Non so se siano noti i dati statistici sui PGT approvati da circa un migliaio sui 1546 comuni della Lombardia. Questo migliaio di comuni, dove attualmente abitano circa sei milioni e mezzo di cittadini lombardi, hanno approvato dei PGT che programmano espansioni edilizie che complessivamente dovrebbero aumentare la loro popolazione di un altro milione di persone. Da sei milioni e mezzo a sette milioni e mezzo. Se questa è la tendenza, complessivamente i PGT che alla fine avremo in Lombardia saranno pensati per una regione che dovrebbe passare da dieci ad undici milioni e mezzo di abitanti nei periodo di valenza dei PGT che è di un quinquennio.

Mi auguro che siamo d’accordo nel dire che tutto questo è molto più che improbabile. Dal punto di vista di una politica di programmazione del territorio siamo vicini alla follia, e per giunta una follia costosa, perché questa programmazione insensata, illogica è costruita quasi tutta sulla trasformazione di territori agricoli in aree edificabili. Non ho i numeri precisi ma sono milioni di metri quadri di buon terreno agricolo lombardo che nella previsione di diventare lucroso terreno edificabile viene sottratto alla coltivazione agricola, o reso precario, perché il contadino, l’azienda agricola che lavorano la terra sono un ostacolo alla utilizzazione edilizia del terreno e le proprietà tendono a comportarsi di conseguenza.

Che poi questa corsa all’oro che è la trasformazione dei terreni agricoli in aree edificabili è nella gran parte una illusione, perché non è pensabile che la popolazione lombarda aumenti così velocemente nei prossimi anni, perché c’è la crisi e non si vende o si vende a fatica quello che è stato recentemente costruito.

Su questo non bastano i principi, occorre intervenire. Come si è fatto per i centri commerciali, anche i Piani Attuativi dei PGT vanno fermati. Occorre una moratoria, una riflessione, una riprogrammazione che riporti all’agricoltura quelle aree che si possono ancora coltivare e che destini alla ragionevole, auspicabile crescita edilizia della regione innanzitutto obbligatoriamente le aree dismesse che sono tante e che sono in grado di assicurare gran parte della crescita edilizia abitativa, commerciale, di servizi della nostra regione nel prossimo futuro.

Moratoria subito sui piani attuativi. Questo è quello che chiediamo.

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